Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, Sessualità, Storie

Amare uno schiavo non è facile

Lei scrive:

Ciao Eretica, vorrei sfogarmi a proposito di una storia che ho avuto tempo fa, con un ragazzo più grande di me, che in intimità è uno schiavo e nella quotidianità un debole. Io avevo appena cominciato ad avere la curiosità di conoscere il mondo del BDSM come dominatrice. Entrai quindi in vari siti e, tra tutta quella gente, conobbi lui. Dopo poco tempo ci siamo incontrati, lui aveva la fidanzata, con cui conviveva, che però non amava più da anni e che voleva lasciare.

All’inizio, durante i primi mesi, non ho fatto caso a nulla di ciò che lui fosse realmente, ciò che volesse e cosa lo faceva soffrire, in quanto lui soffriva molto il fatto di non poter parlare con nessuno del fatto che fosse uno schiavo masochista; anche la fidanzata, con cui stava da anni, non lo sapeva. Quando lui alla fine la lasciò noi cominciammo a passare ancora più tempo assieme, come padrona e schiavo. Non so per quale motivo o logica di questo mondo, ma entrambi ci innamorammo l’una dell’altro. Io lo amavo con tutte le mie forze, pensavo e penso ancora che non amerò con la stessa intensità un’altra persona in questa vita.

Lui era davvero tutto per me, non respiravo senza di lui nonostante fossi io la parte dominante: ero io quella che lo sottometteva, lo picchiava, lo legava e soprattutto quella che lo faceva godere. Agli occhi di tutti, eravamo una coppia come tante, classici, per i fatti nostri, ed era tutto molto bello, finché non ho scoperto i suoi tradimenti di cui in seguito lui stesso mi diede conferma e, come ogni debole, cercando di giustificarlo tramite astrusi ragionamenti, non riuscì a darmi una spiegazione. Forse ho colpe anch’io, più passava il tempo, più ritornavo ad essere la classica ragazza di prima, prima del BDSM.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Sessualità

Storia dell’Isteria. La scienza può essere sessista!

Questo è un articolo di Mitsu Sahay (QUI il link al pezzo originale)

Grazie a Rossella per la segnalazione e a Federico per la traduzione

Google definisce l’isteria come una “incontrollabile o esagerata emozione o eccitamento”.
è un aggeggivo comune e di solito utilizzato per descrivere le donne che esprimono una qualsiasi emozione come rabbia, tristezza, o shock.
E’ uno dei molti termini usati per sminuire le emozioni delle donne.
Un piccolo approfondimento nella storia della parola “isteria” ci conduce lungo l’oscuro percorso della subordinazione della donna nel medio evo e come il termine mantenga ancora le connotazioni iper sessiste che aveva un tempo.

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Ci sono prima io: pensieri sul piacere e la sessualità delle donne

Lei scrive:

Stamattina mi sveglio beata e trovo il mio compagno incazzato come una faina. Siamo insieme da quattro anni, lo conosco bene e intuisco.

Ieri sera, fumata e felice, sono venuta, ho sbiascicato due parole per dire che si, sono egoista, ma stavo troppo bene con me stessa per occuparmi di lui e lentamente sono scivolata nel sonno.

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Né etero né lesbica: faccio sesso con chi voglio!

Lei scrive:

Vorrei dare il via ad una serie di riflessioni sulle definizioni stereotipate che ti classificano come etero o lesbica quando in realtà tu fai sesso con chiunque ti faccia “sangue”, qualunque sia il suo genere e il suo sesso biologico.

Esiste una schematizzazione che diventa anche stereotipo sessista? Esiste una classificazione gerarchica che pone all’ultimo gradino le persone che non amano autodefinire il proprio orientamento sessuale come etero o lesbico?

So che devo molto a chi ha messo in atto la sfida sociale sulle imposizioni in fatto di orientamento sessuale e che c’era bisogno, forse un tempo, di classificazioni rigide ma oggi deve ancora essere così? Perché devo essere costretta a definirmi, a spiegare, a sentirmi dire che sono confusa, se non mi riconosco nelle logiche di gruppo? Perché non posso esprimere la mia sessualità come piace a me senza perciò che il mio corpo e la mia volontà siano dissezionate sotto l’occhio vigile di chi non si fa i cazzi propri?

Perché devo sentirmi dire che sono repressa o che non voglio classificarmi per non perdere spazio di accettazione sociale? E dire che se mi definissi lesbica avrei una comunità di riferimento, non subirei ostracismo e non riceverei le stesse critiche che subisco perché non voglio classificare la mia sessualità.

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Lui mi ricattava col revenge porn. Io l’ho sconfitto pubblicando le mie foto!

Lei scrive:

Cara Eretica non sono stata bene. Ho dato delle mie foto in intimo ad un ragazzo conosciuto su facebook. Tutto è iniziato con piccole chiacchierate che poi sono diventate qualcosa di più. In men che non si dica abbiamo cominciato a fare sesso virtuale e telefonico. Non pensavo ci sarebbero state conseguenze e mi sento stupida per questo. Poi ho incontrato un uomo nella vita reale e ho lasciato perdere le chat e anche il ragazzo conosciuto su facebook. Dopo qualche messaggio stizzito lui mi minaccia e dice che divulgherà le mie foto.

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La menopausa e il deserto dentro

Lei scrive:

Cara Eretica,

ieri hai pubblicato il messaggio di una donna in pre-menopausa e leggendo mi è venuto il magone perché sto vivendo la stessa cosa con la differenza che la mia libido è indefinitamente in sciopero selvaggio. Tutto ciò unito alla crescita orrenda dei peli delle sopracciglia (prima erano cortissimi e ora a momenti mi entrano nell’occhio), al fatto che non riesco a perdere un grammo e che la mia pancia si sia gonfiata a dismisura, alle caldane che mi pigliano dalla nuca risalendo a infiammare il mio cervello, ai cambiamenti d’umore talmente repentini da farmi sentire sempre a disagio con me stessa.

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Sono brutta e mi sento rifiutata sessualmente

Lei scrive:

Cara Eretica,

ho 48 anni e sono una donna “brutta”. Fuori forma, pesante, molle. Ho desideri sessuali come molte altre donne e tento di trovare qualcuno con cui fare sesso. Soltanto quello. Non mi voglio sposare, non voglio una convivenza, non voglio impegni duraturi e non credo che l’amore duri più di un tot. Mi manca la passione, l’eccitazione e dato che dalle mie parti non si batte chiodo provo a incontrare persone sul web.

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Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze, Sessualità

Anche le donne disabili hanno necessità sessuali

Da Bbc news (traduzione di Antonella)

Circa 10 milioni di persone in Iran vivono con una disabilità, ma la cultura circonda questo argomento di grande vergogna, scrive Feranak Amidi, giornalista di questioni femminili relative al Medio Oriente.

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Riflessioni di una sex worker femminista

Il 20 gennaio 2018 alla casa internazionale delle donne è stato organizzato un evento da  Spazio Incontro dal titolo “sex work is work. Riflessioni sul sexwork, tra stigma e autodeterminazione”.

L’iniziativa nasceva dal desiderio di interrogare i femminismi sulla reale capacità di inclusione verso tutte le differenze che li attraversano e verso realtà sociali ed umane che necessitano un riconoscimento.

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L’immaginario erotico vissuto con senso di colpa

Attenzione, questo testo parla esplicitamente di stupro

[Teniamo a precisare che dare spazio a questa narrazione non significa minimamente legittimare chi strumentalizza un racconto come questo per dire che dunque alle donne piacerebbe essere stuprate. Non è così. I gusti sessuali di dominazione/sottomissione sono cosa consensuale e ancora di più le fantasie sono semplici fantasie. Se non vi piace leggerne passate oltre. Grazie.]

 

Lei scrive:

Ciao Eretica.
Ho già scritto alla pagina, ma per un argomento completamente differente. Quello di cui sto per parlare è un tema scomodo, a tratti vergognoso, ma che penso vada portato alla luce e sviscerato senza pregiudizi.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Sessualità

#Francia: denunciare molestie non limita la libertà sessuale!

Libertà sessuale di chi? Questa è la prima domanda. Quella degli uomini? E quella delle donne? Perché è di questa libertà che attualmente ci occupiamo e spiace che il no delle donne corrisponda ad una negazione della pretesa di certi uomini sui corpi delle donne. Ordunque:

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Quando il revenge porn è fatto da una donna

Il 31 dicembre di alcuni anni fa io ballavo e bevevo in casa di un amico. Era una festa e io ero andata lì con il mio ragazzo. Ad un certo punto abbiamo cercato un rifugio e ci siamo baciati al buio e poi abbiamo fatto l’amore, lì, per terra, ovunque ci trovassimo. E’ stato bello, soprattutto è stato consensuale. Avrei voluto mille capodanni così e invece me ne è capitato uno che mi ha fatto sentire profondamente sbagliata. Ero ancora ad una festa a casa di un amico, tra gli invitati c’era un ragazzo che mi piaceva anche se credo fosse arrivato con un’altra. Abbiamo mangiato e bevuto e poi mi sono ritrovata con questo conoscente al chiuso di un bagno. Distesi sui tappetini, nudi, ci siamo eccitati a vicenda, desiderati, voluti, poi ci siamo rifatti il trucco, come si suol dire, ovvero ci siamo resi presentabili e siamo usciti per rituffarci tra la folla e ricominciare a ballare.

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Perché non sono libero di dire che mi piace essere dominato?

Lui scrive:

“Ciao!
Intanto complimenti per la pagina, che a volte seguo. Su alcune posizioni sono molto d’accordo con voi, su altre meno, ma apprezzo sempre la vostra apertura mentale.
Ho letto che in tempi recenti avete parlato di uomini con desideri masochisti e mondo bdsm, e ciò mi ha fatto piacere perché non è un tema che non si affronta spesso, sembra quasi che ci sia una sorta di oscurantismo e di timore a parlarne.

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Autodeterminazione, Comunicazione, Culture, Sessualità

Consenso nelle relazioni e Isabella Rossellini mostra la crudeltà della “madre” in natura

Alcuni video da vedere. Il primo che propone Camilla non ha bisogno di traduzione. Spiega semplicemente in quali e quante circostanze può avvenire una molestia, uno stupro. Tra le altre cose dice che l’82% delle violenze avvengono per mezzo di qualcuno che vive sotto il vostro stesso tetto. A cura di una associazione contro la violenza sessuale il video dice che bisogna che l’altra persona dia il consenso.

Poi una serie di video della Rossellini su come fanno sesso gli animali. Camilla scrive:

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