Scrittura per la libertà. Continua da QUI. Se vi piace una donazione mi fa sempre comodo. Ed ecco che inizia. Ogni riferimento a cose, città, fatti e persone è puramente casuale. Buona lettura!
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Cecco ci svegliò con una colazione a base di caffè d’orzo e pane appena sfornato. Lo aveva fatto da solo e l’aveva cucinato nel suo forno a legna che si era procurato per poter cucinare piatti squisiti. La sua modestia traspariva dall’arredamento, essenziale e utile. Ci chiese notizie dei danni riportati per lo straripamento e noi la domanda rivolgendogli quesiti su quanto fosse migliorata la vita in città. Si disse d’accordo ma non aveva memoria di come fosse prima, ai tempi dei suoi genitori oramai morti. Disse di essere nato in una situazione di ripresa e di essere abituato a vivere di quello che la natura gli donava. I suoi genitori gli parlavano dei turisti, dei grandi ristoranti sempre pieni di clienti, di automobili che sfrecciavano in ogni strada, di aerei che volavano sulla città. Lui non aveva conosciuto nulla di tutto ciò perché il mondo era radicalmente cambiato quando nacque. I genitori ebbero dapprima difficoltà ad adattarsi ma per lui era piuttosto semplice vivere secondo le tradizioni antiche. Aveva visto rifiorire le attività artigianali e poi ci fu la decisione dell’amministrazione comunale di devolvere agli abitanti ogni terreno per uso agricolo. Così ciascuno poteva coltivare qualcosa di cui nutrirsi e c’erano anche i luoghi in cui si potevano allevare polli, maiali, pecore, mucche. Disse che il giorno dopo sarebbe passato l’ambulante che portava il latte fresco appena munto e se fossimo rimaste avremmo anche potuto assaggiare dell’ottimo formaggio fresco.
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