La testimonianza di una nostra compagna sulla violenza della polizia al Primo Maggio di Torino.
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Continua a leggere “Testimonianza sulla violenza della polizia il primo maggio a Torino”
Critica femminista, bollettino di guerra su femminicidi e violenza di genere
La testimonianza di una nostra compagna sulla violenza della polizia al Primo Maggio di Torino.
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Post in lingua originale QUI.
Scritto da Maggie McNeill (traduzione di Giulia e Fiore)
“L’umanità è la lavandaia della società che strizza in lacrime i suoi panni sporchi.” Karl Kraus
Le Magdalene Laudries irlandesi sono state il risultato di una pratica secolare iniziata nel Tredicesimo secolo. Sebbene la Chiesa abbia sempre considerato la prostituzione un “male necessario”, il fervore religioso del 1200 portò “La Chiesa (e la maggior parte dei governi) a tollerare la professione ma cercò di redimere il maggior numero di prostitute possibile insegnando loro “l’errore della loro condotta”, eventualmente rinchiudendole nelle Magdalene homes.
Le condizioni di queste case variavano da tollerabile a terribile in base alle sovvenzioni e alla gestione generale; poche si occupavano delle ex-prostitute a tempo indeterminato mentre cercavano loro un marito, la maggior parte invece erano semi-prigioni in cui le donne venivano “purificate” insegnando loro “il valore di un lavoro onesto” (in altre parole estenuante e non retribuito) attraverso un regime serrato fatto di lunghe ore, minime razioni e regole ferree in cui le sorveglianti leggevano passi della Bibbia o trattati didattici.
Da SLUM:
È stata una giornata iper-adrenalinica. Se già ci era bastato Salvini, adesso Giorgia Meloni, nel quartiere più multiculturale e, visto l’insediamento di nuovi fondi innovativi, più “queer” di Livorno era proprio poco indicata. Dimostra che la suddetta, come ricordavano gli striscioni, la nostra città non la conosce affatto. Oserei dire che è un qualcosa di aggiunto alla lista di cose di cui parla, ma che non conosce se non con superficialità.
Continua a leggere “Livorno: il fascismo ha sbagliato quartiere”
Ieri a Firenze eravamo mille, forse più di mille, donne e uomini arrivati anche da altre città, a sfilare in corteo in solidarietà alle ragazza americane che hanno denunciato di aver subito uno stupro da parte di due carabinieri al momento sospesi dall’arma e oggetto di indagini della magistratura e interne della stessa forza dei carabinieri.
Continua a leggere “#Firenze report sulla manifestazione di ieri contro la cultura dello stupro”

di Marica Biancotti
Prima della festa della donna e della manifestazione/sciopero globale “Lotto Marzo” mi sono ritrovata a dover rispondere al perché ci sia ancora bisogno, secondo me, di “scendere in strada” per ribadire e difendere i diritti del genere femminile nello specifico. Ovviamente è stato un uomo a chiederlo, ma non è questo il punto.
Un sabato dell’ultimo fine settimana di gennaio, tre donne sono state allontanate da una spiaggia pubblica a Necochea (Argentina) da 20 agenti e 6 volanti per aver preso il sole in topless. Verrebbe da chiedersi se non sia il titolo di un post di “Lercio”… Non può essere vero. Si devono essere sbagliati a riportare i fatti.
Continua a leggere “Buenos Aires – Tetazo – La libertà di stare in spiaggia in topless”
Riceviamo e pubblichiamo:
“Siamo le Collettive Femministe Queer e abbiamo deciso di scrivere questo comunicato per fare chiarezza su quanto accaduto ieri, Sabato 25 Giugno, durante il discorso del Sindaco Beppe Sala al Milano Pride 2016.
Continua a leggere “Le Collettive Femministe Queer cacciate dal corteo di #MilanoPride”
La protesta della gente di Turchia continua, le restrizioni su internet minacciate da Erdogan diventano realtà ad appena dieci giorni prima delle elezioni e così il popolo turco viene isolato dal mondo perché il governo decide di impedire a chiunque l’accesso a Twitter. Ci sono metodi per aggirare il blocco ma la repressione è forte. Questo avviene a una settimana dalla manifestazione per Berkin Elvan, 15 enne, morto dopo 270 gg di coma.
Continua a leggere “La #Turchia censura Twitter. Muore #BerkinElvan, vittima di repressione!”
Aveva twittato aggiornamenti e foto da Istanbul (QUI con una breve sintesi aggiornata della questione turca). Ecco ancora un suo post/report che racconta quello che succede a Istanbul rinnovando l’invito, in qualche modo, a occuparsi della faccenda che è importante, anche per noi che siamo altrove. Buona lettura!
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di Luca Tincalla
Questa sera, 8 febbraio, sono andato a Taksim alla manifestazione contro la censura di internet. Perché, purtroppo, non basta firmare petizioni e indignarsi. Bisogna agire. Bisogna agire come si può. Chi si lamenta solo per sport non cambia nulla e fa del clickactivism fine a se stesso. Certo, sempre meglio di quelli che si vogliono tappare occhi, naso, orecchie e altro. Quelli che, per esempio, “tu non sai io come la penso”. Ebbene, ditemelo. Voi lo sapete come la penso io. Io sono un libro aperto. Un libro che si chiama “Testimone a Gezi Park“. Un uomo che si chiama Luca Tincalla. Facile, no? Ci metto la faccia e le parole, è il minimo. E’ il minimo poiché io AMO questo paese, la Turchia. E mi dispiace, davvero, parlare di resistenza al posto di arte, luoghi, monumenti, patrimonio artistico e quant’altro. Ma non ne posso fare a meno. E concludo questo discorso dicendo che io ho fatto le mie scelte e – non ma – rispetto le vostre, perché il mondo ha bisogno di tutti noi, cari compagni e non. Però mi dispiace di essere stato abbandonato come un cane per strada. Punto.
Continua a leggere “#Istanbul #Taksim: la manifestazione contro la censura di internet”
Luca Tincalla, alle cose accadute a Istanbul e in Turchia, ha dedicato un libro. Qui trovate una versione ridotta in Pdf, il resto lo leggete su cartaceo. Ha raccontato ciò che ha visto e vissuto. Qualche giorno fa raccontava in radio (qui l’audio) alcuni aggiornamenti a proposito dei processi. Per chi ha partecipato alla presunta “rete criminale”, ovvero per chi ha partecipato alle proteste, si parla di 6 anni di galera. I processi che riguardano invece coloro i quali hanno ucciso i manifestanti vanno un po’ a rilento. Nel caso di cui parla nella chiacchierata audio l’udienza è stata perfino rinviata perché fuori c’era un presidio di amici, compagni, familiari delle vittime.
Continua a leggere “Istanbul chiama Italia: la repressione in piazza continua!”