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Raccontare il femminismo: rileggere le proprie esperienze per recuperare autostima

Foto, purtroppo censurata perché già cancellata da Facebook, di Flora Negri. Ritrae donne in lotta contro la cultura dello stupro. QUI la versione non censurata.

 

Oggi voglio raccontarvi come il femminismo ha influenzato positivamente il mio punto di vista e come tale influenza mi ha arricchito e mi ha dato la possibilità di vedere tutto in modo diverso, più chiaro, più vero.

Qualcuno potrebbe pensare che il femminismo non sia utile nelle nostre vite ma quel che ho compreso è che senza di esso io sarei ancora ad autoflagellarmi nella convinzione che tutto fosse colpa mia. Ogni danno subito, ogni molestia, ogni violenza. Tutta colpa mia.

Perché il femminismo agisce sulla cultura e dà voce ai soggetti che così trovano la forza per rinominarsi e riconoscersi in altre mille esperienze di resistenza attiva. Le voci delle donne sono quelle che sono arrivate anche a me e mi hanno dato forza. Mille voci come mille braccia a sostenerti per darti sicurezza, per dirti che non sei pazza e che non sei sola.

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Raccontare il femminismo: violenza domestica e violenza di genere

 

Alla fine degli anni ottanta e per tutti gli anni novanta la violenza domestica non veniva trattata all’insegna della prevenzione. Eppure era logico immaginare quali fossero le strategie violente e di persecuzione di un coniuge fragile, spesso dipendente economicamente e con un figlio che diventava la priorità assoluta giusto per non privarlo di un tetto e di un sostentamento vitale.

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Raccontare il femminismo: il corpo giovane e quello “vecchio”

Alla trasformazione del corpo delle donne nessuna può sfuggire. Nessun moralismo sulla chirurgia plastica. Il femminismo incoraggia a rispettare le scelte delle donne. Ogni tipo di libera scelta senza alcuna obiezione per quel che voi individualmente preferite fare.

Quel che però è necessario ricordare è che il corpo delle donne subisce un’imposizione che viene legittimata da chi pensa che valorizzare la differenza, al punto da farne un imperativo biologico, significhi praticare una via di liberazione. Quella differenza diventa il motivo per cui qualcuna immagina di poter determinare chi sia donna e chi no. Diventa motivo di discriminazione per le donne trans e per qualunque donna che osi mettere in discussione il determinismo biologico.

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Raccontare il femminismo: dal reato di adulterio alla legge per il divorzio

Proviamo a fare una sintesi delle leggi che bene o male ci hanno creato molti problemi. Potreste dare per scontato ciascun diritto di cui ora fruite. Così non è. E’ servito tanto tempo per fare in modo che le donne fossero considerate persone dentro e fuori la famiglia. Serve ancora del tempo per assicurarci che i diritti guadagnati non vengano smantellati da chi vuole portarci indietro. Alle leggi che seguono potreste aggiungere la legislazione sulla discriminazione delle donne nel lavoro. Si tratta sempre di roba recente, non credete. Se vi viene in mente altro ditemi.

Andiamo con ordine. Per esempio:

Adulterio

L’infedeltà coniugale nel diritto italiano era disciplinata dagli articoli 559 e 560 del codice penale, che prevedevano rispettivamente le fattispecie di adulterio e concubinato. Per la moglie costituiva reato il semplice adulterio, che vedeva punito anche l’amante della donna. La pena era prevista in misura maggiore nel caso di relazione adulterina di maggiore durata. Il delitto era punibile a querela del marito.

Quando a commettere il reato era il marito, invece, l’infedeltà era punita solo nel caso in cui avesse tenuto una concubina nella casa coniugale o altri luoghi noti.

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Raccontare il femminismo: secoli di torture e stupri sulla pelle delle donne

Siamo all’epoca dei feudi e dei territori appartenenti ai Signori che dominavano i servi della gleba e – più di tutti – le donne schiave. Da un bel po’ il revisionismo di cattolici integralisti ci dice che non esistevano gli strumenti di tortura degli inquisitori, la cintura di castità o lo ius primae noctis. Dicono che perfino gli stupri commessi nel corso delle crociate o i roghi e le torture inquisitorie sarebbero invenzioni delle perfide femministe. La realtà è che – assieme ai seguaci di altre religioni – i cattolici, la chiesa, il successivo istituto inquisitoriale così come le norme in difesa dei potenti miravano sempre al controllo della sessualità femminile e a quello delle nascite. La cintura o altri strumenti di tortura servivano a fare in modo che il padrone fosse sicuro del fatto che il figlio nato non poteva essere che suo. Tutto ciò perché l’adulterio era un gravissimo reato per le donne e perché la discendenza delle famiglie era la cosa più importante.

Il feudatario e il signore invece – che si tratti di legge scritta o meno non importa – potevano stuprare tutte le schiave che volevano e questo divenne inaccettabile, tempo dopo, solo perché fu una lotta tra uomini, un patriarca contro l’altro a garantirsi la proprietà di un corpo di donna e così la discendenza (ricordate il fascistissimo slogan, ancora attuale, “non toccate le Nostre donne”?). Le donne venivano date in pasto ai soldati per calmarli e venivano rinchiuse per anni se solo osavano disobbedire. Il destino delle donne era segnato quando fuggivano per nascondersi tra i boschi o nelle montagne. Di come le donne che aiutavano altre donne ad abortire o di come alcune diffondessero notizie di magie per tenere lontani stupratori e malintenzionati immagino sappiate qualcosa. Ma la ribellione fu sedata a furia di processi e torture, uccisioni e massacri e questo è successo per riottenere il controllo dei corpi delle donne, tra le altre cose.

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Raccontare il femminismo: il divieto per le donne di ricevere l’eredità e di essere economicamente indipendenti

6° capitolo

Sul divieto per le donne di ricevere eredità e di essere economicamente indipendenti

 

Secondo voi, e parlo di quelle che ancora oggi pensano che le donne dovrebbero stare a casa a badare alla famiglia invece che pretendere di “occupare posti di lavoro maschili”, come direbbero i conservatori, quanto tempo è stato necessario affinché le donne potessero conquistare un’indipendenza economica? Millenni, secoli. Non importa quanto apprezziate oggi il fatto di poter godere del diritto al lavoro. Potete scegliere di non fruirne ma ciò non va a demerito della libertà di scegliere. Su questo spero siamo tutte d’accordo.

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Raccontare il femminismo: di madre in figlia. L’obbligo di adempiere alle convenzioni sociali

5° capitolo

Di madre in figlia. L’obbligo di adempiere alle convenzioni sociali

 

Lo so, è un titolo lungo ma non ho neppure provato a sintetizzarlo perché penso che contenga moltissimi significati e molte verità che è importante ricordare per capire che non siamo arrivate al punto in cui siamo senza eroine coraggiose e vittime del divieto a poter scegliere.

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