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Il Privilegio d’essere uomo ed etero

Considerazioni mattutine comprando un libro di Cinzia Arruzza

di Inchiostro 

Spesso, riferendosi ai privilegi, si pensa a degli agi derivanti da possibilità economiche, o a condizione di classe; spesso li si interpreta come qualcosa di desiderato o, comunque, per il raggiungimento dei quali bisogna intraprendere delle azioni attive.
Non si pensa mai, in riferimento ad un quadro più ampio, ad aspetti in cui magari i soggetti non sempre hanno una partecipazione diretta.
Invece c’è una zona di privilegio che non si riferisce a qualità acquisite, bensì a qualità innate.

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Le Indomabili – Storie di donne rivoluzionarie

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Ho sempre odiato scrivere recensioni, o comunque valutare il lavoro d’altri, analizzarlo, scomporlo, giudicarlo. Anzitutto perché non me ne reputo capace, in seconda battuta perché lo trovo un po’ ingiusto: alla fine, per quanto uno possa essere oggettivo, dà sempre un parere filtrato dal proprio gusto personale, e quindi parziale di un qualcosa che è di certo più ampio.

Per questo motivo non farò una recensione canonica, quanto un racconto, dal momento che credo anche impossibile scrivere un saggio – breve o lungo che sia – su un saggio. O, se non impossibile, tautologico, ma ammetto sia questione di punti di vista.

Ciò detto, ho avuto tra le mani per la prima volta Le Indomabili – Storie di donne rivoluzionarie perché un mio caro amico mi ha fatto il favore di regalarmelo. All’inizio, ammetto, mi aspettavo l’ennesimo libro – barra – iniziativa commerciale su personalità ribelli di svariato tipo, senza una linea ben definita, una di quelle accozzaglie dove i termini ribelle e ribellione sono un po’ falsamente ripuliti del loro significato originale – quello stirneriano, nella mia opinione personale – e trasformati in qualcosa che, al contrario, è al massimo accomunabile alla trasgressione.
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L’amore ai tempi delle proteste civili

 

di Inchiostro

A volte mi chiedo dove sia il trucco, se esista uno stratagemma. A volte mi sveglio e mi manchi più di ieri, forse un po’ meno di quanto mi mancherai domani, e penso che tutto sommato non posso lamentarmi, che questo senso d’instabilità è ciò che mi mantiene vivo, che non mi ci vedo a rassegnarmi del tutto, a sedermi in disparte. A volte mi sveglio convinto che non cambieremo mai niente, che abbiamo scelto la parte sbagliata, che tanto, per quanto si faccia, alla fine si è solo teppisti, solo violenti, alla fine si è più pericolosi di chi predica razzismo e sdogana il fascismo, la militarizzazione, la paura del diverso, la persecuzione del più debole. Che alla fine, per quanto si faccia, si viene accantonati per la sicurezza, per la disciplina, per dei tornelli che esclusivizzano spazi che dovrebbero essere di tutti.

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Vulnerable

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di Inchiostro

Gira in internet un video veramente ben fatto, che sembra diretto da Lars Von Trier, del quale dicono competerà a Cannes per la sezione documentari.
E’ un bello spaccato della società e mostra come sia divertente, facile e appassionante prendersela con chi si sa che non si può difendere.

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Caponata pirata, una questione generazionale

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di Inchiostro

Parlando di cucina, tengo a dire che prenderò tutti i nostri sogni e li cucinerò in un piatto unico. In una padella con un pizzico d’olio, pepe bianco quanto basta, accompagnati da un soffritto leggero di cipolle rosse e carote. Serviti, poi, in piatti ampi e rettangolari, accompagnati da un vino rosso scuro e invecchiato quanto basta. La bottiglia giusta per il momento giusto, presente?

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L’amore ai tempi degli operai spiaccicati dai camion

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di Inchiostro

Immagino distese di mare infinite, blu a perdita d’occhio, sole di taglio che sviene sopra l’orizzonte. Vele che scricchiolano sotto la pressione del vento, schizzi bianchi davanti all’avanzare della prora. Sul cassero, fiero e indomito, vedo Laurencillo De Graaf, creolo dagli occhi azzurri, scrutare là in fondo, nel luogo dove i sogni e le speranze combaciano con la fine del mondo.
Mort Dieu! il suo urlo francese dobbiamo essere all’orizzonte prima che il sole tramonti!
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“Ti sborro in faccia”, una storia vera

di Inchiostro

Eravamo, io e Lisa, giunti intorno a quell’ora in cui la gente torna verso casa, quando non è più notte, ma ancora non c’è abbastanza luce da poter dire che è mattina.
Lei aveva bisogno impellente di trovare un bagno, io ponderavo l’idea di comprare un’altra birra. Era già da un po’ che camminavamo ed eravamo arrivati in Piazza Duomo, quando Lisa ha visto questo McDonald’s in procinto di chiudere e ha detto “ci provo, magari mi fanno entrare per andare in bagno”.

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Oh Peli!

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di Inchiostro

Premesso che non so come iniziare, ma so cosa voglio dire, andrò direttamente al dunque.

Senza dire cazzate tipo sarete belli voi oppure ognuno è libero di bla bla bla e via continuando, evitando quindi di proseguire ininterrottamente con la sfilza annoiante di topoi – e cosa vuol dire topoi? Mah! – comuni sulla questione.

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A Carlo Giuliani, per sempre!

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di Inchiostro

Foglio biancoRomanzo lapidario.

Piazza Principe, sbuffo di treno, tutte le volte sole asfissiante e piazza tranquilla e gente sommessa e ombra rassicurante. Cielo azzurro.

Via Andrea Doria – Curva – Salita di San Paolo – Via Antonio Gramsci – Mare – Salsedine – Odore di porto e rumore di navi – Gasolio. [Read more…]

La tolleranza e la polizia

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di Inchiostro

Il commento che va più di moda in questi giorni è hai visto in Francia? Mica come in Italia! Eeeeh in Itaglia ci va bene tutto! Eeeeeeh già! Italiani pecoroni! O una roba comunque molto simile.
Ora.

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