Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, R-Esistenze

Risposta a Concita de Gregorio

In quanto donna e trans sento il bisogno di scrivere questa risposta.

Egregia Professoressa De Gregorio

ho letto con crescente costernazione il suo articolo intitolato “L’identità di genere è contro le donne”. Non pretendo di farle cambiare idea, vorrei tuttavia portare la sua attenzione su alcuni fatti incontrovertibili:

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La posta di Eretica, Personale/Politico, Violenza

Il mio ragazzo mi picchiava. Io costretta con lui per il Corona Virus

Lei scrive:

Cara Eretica, credo di non dire niente di nuovo quando descrivo la trappola in cui mi sono trovata per mesi per via del Corona Virus. Il mio (ora ex) ragazzo è venuto a trovarmi dalla città in cui vive (abitiamo a chilometri di distanza) e poi tutto è stato bloccato e io mi sono trovata a vivere in un incubo. Capisco che la situazione creata poteva essere claustrofobica ma lo era per entrambi, eppure ad essere violento era solo lui. Lo conoscevo ma non avevamo mai passato insieme più di due giorni.  Ci vedevamo nei week end, io andavo da lui o viceversa, e tutto sembrava magnifico. Così mi sono ritrovata assieme ad un uomo geloso, insicuro, narcisista e violento.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Io non sono un oggetto sessuale, ma a volte vorrei esserlo.

Lei scrive:

Io non sono un oggetto sessuale,

ma a volte vorrei esserlo.
Vorrei sapere com’è avere addosso uno sguardo di desiderio. Sentirmi radiogafare il corpo da qualcuno che mi immagina nuda mentre faccio sesso con l*i. Vorrei andare ad una serata e trovarmi un* sconosciut*, anche un* soltanto, che mi guarda, si avvicina e vuole parlare con me perché spera di portarmi a letto.
Vorrei avere il privilegio di lamentarmi perché ho ricevuto troppe attenzioni sessuali. Non voglio sminuire l’esperienza di chi ne è infastidit* o se ne sente addirittura violat*, voglio solo raccontare che, dal mio punto di vista, perfino quello è un privilegio.
Sono una donna, lesbica, disabile e il mio corpo non è desiderabile. Non conto più le volte in cui sono stata friendzonata. Uso la app di incontri perché mi consentono di mostrare per prima cosa un’altra parte di me, farmi notare per come mi esprimo. Ormai ho una tale esperienza nelle dinamiche delle app di incontro che potrei pubblicare uno studio. Ho provato tutte le strategie possibili e portato avanti centinaia, forse migliaia di conversazioni. Alcune di queste sono durate giorni o settimane, sono state profonde, brillanti, divertenti. Ho studiato come scrivermi un profilo accattivante e ironico, ho inventato battute d’attacco originali, ascoltato pazientemente i resoconti di non so più quanti lesbodrammi e condotto conversazioni senz’altro migliori del 90% di quelle che possono capitarti su Tinder. Alla fine, la maggior parte delle ragazze non le incontro mai; alcune si fanno di nebbia con scuse improbabili, altre dicono apertamente che si scusano tanto ma non se la sentono di fare sesso con me. Alcune le incontro e ci dimentichiamo in fretta; ogni tanto, infine, mi lascio scegliere da qualcuna, che in genere è più in difficoltà di me col suo corpo o con la sua vita, e ci vado a letto o avvio qualche forma di pseudorelazione insoddisfacente.

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Il luminare che mi ha molestata durante una visita medica

Lei scrive:

Ciao Eretica, ti seguo da anni ma non avevo mai sentito la necessità di scriverti in prima persona. Oggi invece voglio contattarti per rispondere alla ragazza che hai pubblicato poco fa, che si è sentita a disagio per i commenti fatti dai chirurghi durante la sua operazione. Ti chiedo cortesemente di poter rimanere anonima.

Anche a me è successo un fatto gravissimo, legato alla sanità, di cui vi (ma soprattutto le) vorrei parlare.

Quando ero alle medie -l’età precisa ora non la ricordo, ma comunque se ero alle medie ero una ragazzina e per certo ero minorenne- andai accompagnata da mia madre all’ospedale per alcuni accertamenti.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Un violento, figlio di padre violento

Lei scrive:

Cara Eretica, volevo ringraziarti. E volevo ringraziare tutt* coloro che testimoniano le loro silenti e atroci sofferenze causate dalle ingiustizie subite. Mi hanno dato coraggio, ed eccomi qua a scriverti. Sono una ragazza molto introversa e timida e vorrei rimanere anonima. Ho 20 anni, eppure sento di averne molti di più. Purtroppo la mia fase adolescenziale non è stata spensierata come quella dei coetanei che mi circondano. Ho dovuto rinunciare a tanto; ho dovuto rinunciare alla leggerezza. All’età di 14 anni ho conosciuto un ragazzo che di anni ne aveva 25 e ci siamo innamorati. Solo dopo la chiusura della relazione mi son resa conto che quello non era amore. Lui aveva una storia molto macabra alle spalle: il padre era un uomo violento, pedofilo.

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Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, R-Esistenze, Sessualità

Ecco perché non riesco a fare sesso

Lei scrive:

Ciao Eretica. Ti scrivo perchè le tue storie mi fanno sentire meno sola, e ora che mi sento persa e svuotata, so che potrei essere compresa solo da voi.
Ho 30 anni e ho un problema: non so cosa voglia dire vivere una relazione.

Sono cosciente di aver sempre avuto un rapporto complesso con l’altro sesso: a 16 anni la mia prima volta è stata una ‘violenza velata’ condita da un abuso di alcol, un pavimento freddo e un giovane idiota che ha pensato bene di penetrare un corpo caldo. Le esperienze successive, seppur in maniera inconscia, mi hanno portato a concepire il sesso in questo modo ‘subordinato’, dove l’uomo abusa del mio corpo-oggetto.
Tutto questo, (e molto altro), mi ha portato ad attraversare disturbi alimentari di vario genere da cui sono uscita a testa alta. Ho sconfitto i miei mostri e, nella mia ingenuità, ho sempre creduto che una volta uscita da quel vortice buio, niente mi avrebbe fermato.

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Il diritto di camminare

Maria scrive:

Sono con una mia amica. Stiamo passeggiando, chiacchieriamo instancabilmente, ci interrompiamo di continuo, talmente tante sono le cose che vogliamo dirci. Io sono di buon umore, ho appena sostenuto il mio penultimo esame della magistrale, ho deciso di prendermi una serata di pausa dallo studio, andare a bere qualcosa, divertirmi, cercare di svagarmi per allontanare le preoccupazioni di questo momento storico e di questa strana fase della mia vita, in cui mi preparo ad affrontare importanti cambiamenti. Ad un tratto una voce emerge da un gruppo di uomini e mi urla “che sei bella, ci possiamo conoscere?”. “Fottiti, testa di cazzo”, gli urlo. Ne ho subite moltissime, di molestie di questo tipo, nella mia vita, come ciascuna delle mie sorelle. E ciascuna di noi ha sviluppato i propri meccanismi di difesa. Il mio è quello dell’aggressione verbale. “Perché te la prendi così? Ma sei pazza? Ti volevo fare un complimento”.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica

Sono incinta e non ce la faccio più

Lei scrive:

Ciao Eretica,
Sono incinta all’8 mese inoltrato, 34 settimane per la precisione. Premetto che sono contenta e che va tutto bene. Nascerà una bambina, voluta ardentemente.

Sono stata una delle gravidanze della quarantena, tutto sommato niente male: casa, niente lavoro ma bonus dell’inps, compagno sempre vicino perché ha lavorato con il famoso “smartuorky”, pochi parenti, tante telefonate e ospedali sempre liberi e vuoti perché sono rientrata nei percorsi che non si potevano sospendere (quasi sempre: c’è stato un buco di 2 mesi in cui sono stata figlia di nessuno, ma poca cosa tuttavia).

Dicevamo. Stiamo bene: lei sta bene, cresce, si muove, è già cefalica, io gravidanza fisiologica tutto ok: niente pressione alta, niente diabete gestazione, niente piedi e gambe gonfie. Insomma una bomba. E quindi?

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Sono stata violentata. La lotta di una è la lotta di tutte

Lei scrive:

Cara eretica e car* tutt*,
vorrei raccontare la mia storia in forma anonima. È la prima volta che lo faccio. Prima dell’altro giorno non l’avevo mai raccontata neanche a me stessa. Grazie all’intervento della mia terapeuta sono riuscita a riconoscere il mio trauma e sto iniziando a processarlo.
Sono passati dieci anni. Avevo 14 anni. Con alcun* amic* avevamo deciso di festeggiare il capodanno a casa, con tanto alcool e poca pochissima conoscenza dei nostri corpi, dei nostri limiti. Abbiamo cominciato a bere da subito ed alla mezzanotte ero già ubriaca. Abbiamo passato la notte nella stessa casa e abbiamo continuato a bere.

Molt* se ne erano andat*, ero rimasta tra intim*: pochi maschi e poche femmine, tutt* coetane*. Continuammo a bere. Da un certo istante in poi andai in totale blackout. La mattina dopo mi svegliai con una bacinella piena di vomito accanto, la mia migliore amica ai piedi. Sveglia anche lei mi raccontò della sera prima, erano tutt* così divertit* da quello che era successo: tre amici avevano deciso di approfittare del mio stato di totale incoscienza (seppur a tratti fossi sveglia e urlante nonsense a quanto pare) per giocare con me come fossi la bambola dei loro sogni. Il porno, d’altronde, gliel’aveva promessa.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico

Incinta. Bambino tutto bene. Del mio corpo chissenefrega!

Lei scrive:

Ciao Eretica, scrivo qui perchè ho bisogno di confronto e non so davvero più dove cercarlo. In aprile ho scoperto di essere incinta, non è stata una gravidanza cercata ma io e il mio compagno abbiamo scelto di portarla avanti, nonostante i dubbi e le paure. Pochi giorni dopo, ho avuto delle perdite di sangue con forti mal di pancia e sotto consiglio della mia dottoressa sono andata al pronto soccorso ostetrico dell’ospedale Mangiagalli di Milano.

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Antisessismo, La posta di Eretica

Frasi sessiste pronunciate da persone insospettabili

Lei scrive:

Cara Eretica,

scrivo a te, e a chiunque vorrà leggere una riflessione che talvolta assume i connotati di un problema per me assillante: come affrontare gli atteggiamenti maschilisti che finiscono sempre per manifestarsi da parte degli uomini (e non solo) che fanno parte della mia vita senza dover rinunciare a loro.

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La mia storia di violenze subite

Lei scrive:

Ciao, ho 22 anni e sono felice. La mia famiglia è fiera di me e dei traguardi che ho raggiunto, il mio compagno mi ama e mi sostiene, il mio bambino è sano e felice.. mi ritengo fortunata.
Ad oggi mi sento così, ma tempo fa era diverso.

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Anch’io sono stata violentata da un “amico”

Lei scrive:

“Ciao Eretica,
ho letto la storia della ragazza che racconta dello stupro subito da un suo amico, nonostante il suo iniziale rifiuto. Anche a me è successa una cosa simile diversi anni fa e volevo condividere con voi la mia storia.

Avevo 18 anni, e all’epoca ero fidanzata con una ragazza da qualche anno (sono omosessuale e quella era la mia prima relazione in assoluto). Quello che credevo essere un caro amico mio e della mia ragazza mi aveva invitata a passare il Capodanno con lui e alcuni suoi amici in un albergo di proprietà di suo zio: dato che la mia ragazza doveva andare a trovare dei parenti, e pur di non passare Capodanno coi miei genitori avrei fatto qualsiasi cosa, ho accettato.

Lui aveva fatto qualche apprezzamento nei miei confronti in precedenza, ma mi pareva chiaro che io non fossi interessata. Al mio arrivo nella località di vacanza, mi racconta che tutti i suoi amici avevano disdetto all’ultimo, saremmo stati solo noi due e la sua famiglia, e per giunta io dovevo stare in camera con lui; se mi fosse successo adesso mi sarei arrabbiata, ma all’epoca ero ingenua, e ho creduto davvero che non l’avesse fatto apposta. In ogni caso non volevo sembrare scortese per cui non ho detto nulla.

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Mi ha violentata, io non ho fatto nulla e mi sento in colpa

Lei scrive:

Mi sono trovata in una situazione molto difficile recentemente. Ho dovuto far passare un po’ di tempo per poterne parlare, non dico apertamente, ma almeno con qualche amico senza sentire che mi si spezzasse qualcosa dentro. Vorrei spiegarvi cos’è successo, vorrei che sappiate: se mai vi è successa una cosa del genere o minimamente simile, non siete sole.

Lui mi ha accompagnata a casa, ed essendo un amico, non ho neanche messo in dubbio le sue intenzioni: “Figurati se si comporta male, lo conosciamo tutti! Impossibile che ci provi, siamo nella stessa compagnia”.
 All’arrivo mi chiede se può salire, giusto per un drink e aggiornarci sul più e il meno. Io completamente ingenua e con la guardia abbassata accetto entusiasta, dopotutto mi sta simpatico.

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