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C’è vita oltre ArciLesbica

Vi avviso: questo è un post semiserio, pertanto non pigliatevela a male perché non smuoverà gli animi coinvolti di una virgola. Non sono io che detto l’agenda politica.

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#FemministEscludenti: il generatore automatico di supercaz.zo.le pronunciate da femministe terf e swerf

E’ nato il sito che attendevamo. E’ un generatore di frasi realmente pronunciate da femministe terf e swerf. Per sapere di che si tratta leggete e approfondite sul sito. [Read more…]

Guarda chi si rivede: le Snoq che parlano di Gpa e anticapitalismo (ah ah!)

Mio il corpo, mia la scelta

 

Ieri a Roma si è svolto un convegno del movimento per la vita contro la gestazione per altri organizzato da Se Non Ora Quando Libere, ovvero quel che di peggio resta (ovvero il nulla) di Snoq dopo la scissione tra i comitati cittadini con Snoq Factory e il comitato centrale formato da Vip e Diessine e non solo, con quella trasversalità politica donnista fatta di aventi figa la cui democraticità è nota soprattutto alle ex snoq le quali si vedevano piovere di tanto in tanto, con apparizioni simil madonnesche, comunicati sulla posizione nazionale decisa dall’alto sui temi più svariati.

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Il femminismo della sofferenza

 

di Fabrizia Bonechi

Dunque, diciamo le cose come stanno. Di sigle per identificare le varie correnti di pensiero femminista ne abbiamo tante, troppe. Ma, alla fine, come ha detto Yasmin Nair, il femminismo è un’ idea sola: radicale, incisiva, orizzontale, oltre generi, sessi, etnie, contro un sistema profondamente iniquo e opprimente. Poi, parafrasando Malatesta, ognun* è femminista a modo suo. Nel senso che esistono tanti modi di esserlo quante sono le persone che si proclamano tali. Perché parliamo di un’ idea in comune ma anche di prassi individuale, dei soggetti. Non di un diktat di partito.

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Dicono di Eretica (di tutto e di più): parlando di sex working e attacchi personali

La domenica dovrebbe essere un momento di relax. Per me lo è stato. Per altre invece. Per l’appunto mi avvisano che sulla bacheca (pubblica) di una abolizionista si svolge un siparietto che si ripete da anni (su varie bacheche facebook), ai miei danni, con attacchi personali, giacché gli argomenti evidentemente scarseggiano.

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Referendum costituzionale: perché le donne dovrebbero votare Sì?

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di Eretica

Sapete del Referendum costituzionale? Si vota il 4 dicembre e in giro per l’Italia ci sono vari comitati che fanno campagna in favore del Sì. Uno tra questi, ad Arezzo, ha organizzato un’iniziativa, legittima, pubblicizzata attraverso un volantino che ricorda tanto altre illustrazioni vintage in cui il brand “donna” era usato in favore della vecchia Dc. Perché dovrebbe essere importante per le donne “dire sì”? Perché non dovrebbe esserlo per gli uomini? Mi spiegano allora che la riforma prevede l’aggiunta di un passaggio all’art. 55 che dice “le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l’equilibrio tra donne e uomininella rappresentanza“.

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#26N – Un dibattito spiacevole tra femministe

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Cara Eretica,
Ti scrivo questo messaggio perché sono amareggiata, delusa, irritata da un incontro nel quale riponevo grandi, anzi, grandissime speranze.
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Sul 26 Novembre: cosa significa essere femminista oggi?

I compagni e le compagne del Crash partecipano tra l'altro al corteo del 27 per il NO al referendum.

I compagni e le compagne del Crash partecipano tra l’altro al corteo del 27 per il NO al referendum.

 

ciao!

sono eki, una compagna del laboratorio crash di bologna e volevo condividere con te questo pensiero sul 26 novembre!

Ma cosa significa essere femminista oggi (e ci tengo a sottolineare OGGI, 2016 d.C., Italia)? Non ho molto da aggiungere, dato che “la banalità è sintomo di non comunicazione” – mi limiterò a dire la mia misera opinione. Non c’è presunzione di detenere verità ma forse di riemergere quella carente necessità di un dibattito mai aperto, da tutte le parti. L’essere femminista è superato. O meglio, dobbiamo assumerne la sua evoluzione.

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#26N – i mostri secondo le femministe della differenza: maschi, antagonisti, trans, queer

la polemica scatenata da alcune femministe della differenza, prima fra tutte la Terragni, a proposito dei “maschi” da relegare “in coda” alla manifestazione del 26N contro la violenza di genere continua ancora e in maniera inverosimile si autoalimenta con toni demonizzanti che istigano la paura nei confronti di “antagonisti” (quelli dei terribili Centro Sociali), individuati tra coloro che avrebbero partecipato agli scontri a Firenze (dove il dissenso è stato represso coi manganelli perché in questa falsa democrazia dissentire proprio non si può), i quali potrebbero, secondo le previsioni di maga Terragni, arrivare in branco per scatenare l’inferno all’interno del corteo del 26 novembre. Maschi=Antagonisti=Caos. Questa è l’equazione diffusa tra chi continua a paventare presunte minacce di aggressioni “violente” con toni complottisti e direi anche decisamente paranoici.

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Dici Terf (femministe radicali trans escludenti) e trovi le femministe della differenza

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La cosa che mi colpisce di più del post di Terragni è il vittimismo. Riporta pari pari cose spacciate per verità e recitate da Terf e Swerf note nel mondo anglosassone e le fa proprie immaginando un mondo al contrario in cui l’oppresso diventa oppressore, un po’ lo stesso gioco che fanno i maschilisti quando dicono che le donne opprimono i maschi o il gioco che fanno gli omofobi quando dicono che la lobby gay mette in pericolo il futuro delle persone etero e della famiglia tradizionale.

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Femministe e lesbiche contro la Gpa? Non in mio nome. Voi non rappresentate tutte!

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Avrete letto delle 50 firme contro la Gpa con documento pubblicizzato su Repubblica e vari ed eventuali – giacchè loro si che hanno i media a disposizione e possono dire alle donne quello che devono o non devono fare – a cui risponde la petizione di 50 bionde a favore della Gpa rivolta direttamente a Dio. Scherzi a parte, la cosa più grave di questa iniziativa è il fatto che ci siano 50 donne, femministe e lesbiche, che pensano di poter rappresentare tutte le femministe, tutte le lesbiche, tutte le donne. A dimostrare che così non è c’è intanto il durissimo pezzo di Milena Cannavacciuolo che su Lezpop parla di iniziativa della vecchia guardia lesbo-femminista.

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