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Sense8: Vanity Fair censura le sorelle Wachowski

Articolo di Ethan Bonali e Porella Cuccarini

Venerdì scorso la piattaforma Netflix ha finalmente rilasciato la seconda

stagione di una delle serie più attese del 2017: Sense8, ideato e diretto dalle sorelle Wachowski.

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L’insegnante Trans di Vicenza e l’assessora: rispondere con storie di vite reali alla retorica della transfobia

di Ethan Bonali

La vicenda che ha visto coinvolta l’insegnante transgender di Vicenza (http://www.vvox.it/2017/04/12/vicenza-prof-trans-su-sito-escort-sospesa/)

e le gravi dichiarazioni dell’assessora regionale all’istruzione, Elena Donazzan, mi hanno spinto a proporvi tre storie di professori transgender per rispondere, con il racconto di vite reali, ad una retorica che sfrutta un’immagine falsa e costruita su preconcetti per fare “politica”, perché é sul reale, e non sulle convinzioni infondate e su immagini demagogiche che si prendono le decisioni politiche.

Stupisce ogni volta come, per limitare i diritti altrui, si strumentalizzino sempre i bambini ai quali si nega, però, ogni diritto di autodeterminazione in nome della tutela. [Read more…]

UNA DI MENO: della costruzione demagogica del femminismo dell’esclusione

Di Ethan Bonali

Deve essere infastidente per chi viene definita “matriarca e regina italiana del pensiero al femminile” dal quotidiano Tempi che la propria assenza non venga notata. E allora occorre fare un post e dire qualcosa per ricordare la propria esistenza. Io amo le esistenze significative, che siano o no in accordo con le mie idee e guardo con disturbata compassione chi, per mestiere, si è ridotto a tenere il bordone del Patriarcato pubblicando sparate per attirare lettori. E’ femminismo e non una réclame.

Come al solito provo a basarmi sulle parole del post dell’autrice – Muraro – per analizzare lo stile comunicativo e i contenuti.

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Il discorso di Gloria Steinem per la Women’s March

Traduzione di Ethan Bonali

Ho ascoltato discorsi maestosi in questa splendida giornata di marcia per i diritti umani. Questo discorso inizia con un sentimento potente: la gratitudine, che è la capacità di riconoscere l’operato degli altri e di comprendere che le cose si fanno insieme. [Read more…]

Women’s march 2017 – Il discorso di Janet Mock

Traduzione di Ethan Bonali

Prima di lasciarvi allo splendido ed ispirante discorso di Janet Mock,
con un breve sguardo al panorama italiano, ringrazio tutti quegli attivisti che si impegnano per una lotta comune, condivisa e intersezionale. [Read more…]

Il Discorso di Angela Davis alla Women’s March a Washington

Traduzione di Ethan Bonali

Ho tradotto il discorso di Angela Davis perché desideravo che il messaggio di questa storica giornata arrivasse a tutti superando l’ostacolo della lingua e il filtro dei media. Chiedo perdono per la qualità del mio lavoro che non restituisce il carisma di questa leader. [Read more…]

Gender Creative: la libertà di essere Tomboy

Di Ethan Bonali

Propongo oggi, continuando la serie di articoli sulla libertà di genere e sul diritto all’autodeterminazione dei bambini, un articolo del 2011 comparso sul Telegraph

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Gender Creative: la libertà di genere non è una moda

di Ethan Bonali

L’articolo che proponiamo, tradotto nella sua parte saliente e disponibile in versione integrale su questo link introduce un lungo (spero) confronto sulla libertà di genere e sul diritto all’autodeterminazione a partire dall’infanzia.

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Luca era gay o forse transgender?

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di Ethan Bonali
Oggi è arrivata una mail di una ragazza lgbt che si pone tra quelli che preferiscono “ci si vada piano con i bambini”. Occorre ribadire, pur restando perplesso che ce ne sia bisogno, che nessuno ha scritto che qualunque bambino con un comportamento nonconforming vada classificato come transgender. La storia che Sara ha condiviso con noi, e che riporto nei punti salienti, è una dimostrazione della necessità di una campagna informativa.
Sara esordisce parlando della sua infanzia di capelli corti, camicie da cowboy, giocattoli da maschietto, vergogna del corpo femminile. “Mi vergognavo del femminile, proprio come un bravo bambino maschio e maschilista”. Esatto! Aveva interiorizzato il disprezzo per la donna tanto da affermare “E quando gli sconosciuti mi scambiavano per maschio ero orgogliosissima”. In molte famiglie, specialmente cattoliche praticanti come quella in cui Sara afferma di essere cresciuta, è normale che le bambine ritengano molto più divertente il ruolo maschile di quello femminile. Infatti la sua avversione, per tutta la mail, si concentra più sui ruoli e l’espressione che sul corpo vero e proprio. Essere scambiata per maschio poteva essere il via libera ad attività desiderate ma impedite dall’educastrazione.

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Ng, Avery Jackson e gli educastratori italiani

di Ethan Bonali

Gli eventi storici come il numero di NG ci offrono, oltre a preziose informazioni che finalmente raggiungono un’ampia platea, l’occasione di individuare i meccanismi sociali di castrazione e di censura e auto-censura che ci impediscono di guardarci per quello che siamo e progredire.

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