Diario di una fuggitiva, Personale/Politico, Violenza

Diario di una fuggitiva: le violenze del mio ex ai miei genitori

Lei scrive:

Resto ancora nascosta anche se lui è andato a casa dei miei a minacciarli. Ha picchiato mio padre che ha 76 anni e ha quasi fatto venire un infarto a mia madre perché non hanno voluto dirgli dove mi trovo. Lui non ha ancora nessuna carta che lo giustifichi a fare quel che fa. Perciò diventa più violento e ho paura perché nella sua follia pensa di essere giustificato a fare di tutto. Ha tentato di fare una campagna sui social fingendosi preoccupato per me ma se mi trova potrebbe uccidermi, ne sono certa. Dunque mi salvo la vita è la salvo a mio figlio. Non lascerò che quel mostro possa raggiungerci.

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Diario di una fuggitiva

Diario di una fuggitiva: le violenze di mio marito

Lei scrive:

Perché sono scappata? Perché mi ha stretto i polsi così forte da averli slogati, ha preso il bambino e quasi lo lanciava dalla finestra. Però ora lo vuole in affido mentre io tento di salvare la vita a entrambi. E lo Stato non mi aiuta. Mi ha sminuita, mi ha urlato contro che ero solo una di quelle, mi ha dato della paz.za, mi ha detto che non avrei vissuto un solo istante di più se me ne fossi andata, mi ha lanciata dalle scale, per poco non ci rimettevo l’osso del collo, mi ha colpita dove nessuno può vedere, mi ha legata e lasciata chiusa in camera da letto “finché non ti calmi”. Mi ha impedito di telefonare ai miei.

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Diario di una fuggitiva

Diario di una fuggitiva

Lei scrive:

Ringrazio Eretica per l’opportunità. Mi scuso se non sarò esaustiva ma tenterò di tenere qui il mio diario per non sentirmi sola e persa come mi sono sentita fino ad oggi. Ho sposato un uomo che ho amato, con lui ho fatto un figlio, sono rimasta quindici anni a prendere sberle e ad essere umiliata, poi non ce l’ho fatta più. Me ne sono andata. Prima mi sono rifugiata dai miei e lui ha continuato a perseguitarmi, poi ha minacciato di togliermi il figlio se non tornavo da lui ma il bambino non vuole stare con lui, ne ha paura e l’ha visto troppe volte farmi del male. E’ vittima anche lui, di violenza assistita, un reato che ancora pare non si possa citare nei tribunali. Lui non è solo violento ma anche maschilista, ritiene di essere il padrone della mia vita e di quella di mio figlio. L’ho portato con me.

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