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Il linguaggio maschilista e sessista di Mra, RedPillers, Pua, Mgtow

Abbiamo già parlato degli Mra i cui membri riconoscono come fondatore e padre spirituale Paul Elam di cui abbiamo già parlato qui. A Voice for Man è una testata online di riferimento per queste ed altre persone che la pensano in egual modo.

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Lessico di maschilisti, antifemministi, mra (come riconoscerli)

da un bel po’ riceviamo insulti, da donne, da uomini. abbiamo parlato di insulti da parte di donne che non approvano le nostre opinioni e parliamo anche di sessisti e misogini che usano termini demonizzanti, alla stessa stregua di quelle criminalizzazioni con pregiudizio di genere, nei confronti delle donne che non seguono le norme. un po’ come quando gli inquisitori ci chiamavano streghe. vediamo da parte di chi arrivano gli insulti.

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Thordis Elva e Tom Stranger: “La nostra storia di stupro e riconciliazione”

 

Dopo aver pubblicato una doppia intervista per spiegare quel che è stato raccontato su Ted, nel corso di un talk in cui stupratore e stuprata hanno parlato di quello che era successo, ci è stato chiesto di tradurre il contenuto del titolo e Beatrice Toniolo l’ha fatto. [Read more…]

#DonneDellEst #ParliamoneInsieme: il sessismo non sta solo in un programma Rai!

Il programma “parliamone insieme” (delle cavolate sessiste condite di stereotipi razzisti) è stato eliminato, con gioia di chi ha richiesto il provvedimento. Orrenda la puntata come orrende lo sono tante. Qui, però, si è alzato il muro di polemiche che trova sessismo nelle cose evidenti, come questa, e invece lascia intatti altri spazi e momenti in cui, per esempio, si parla per ore della facoltà delle donne di poter “tradire” il marito, delle ragazzine di vestirsi in un certo modo o della gioventù bruciata che va nelle discoteche e amoreggia, con biasimo estremo nei confronti dei genitori. Si lascia lì ogni momento in cui si esalta la maternità vissuta da donne che la praticano come se altrimenti non fosse possibile meritare la laurea in santità. Momenti di beatificazione per la famiglia etero/patriarcale, per l’omofobia mascherata da legittima “opinione”, per la vergine prima del matrimonio o momenti di linciaggio nei confronti di donne delle quali viene gossippato ogni singolo elemento delle loro vite private. Donne che si scusano, in diretta tv, per aver fatto questo e quell’altro, in uno schema che educa le donne ad essere sempre e solo in un certo modo, esistendo per il soddisfacimento maschile e per la gloria della mentalità nazional/popolare.

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Elle – il film: vivere la violenza senza nutrire ipocriti parassitismi

::Avviso Spoiler::

E’ un film straordinario e per apprezzare la meravigliosa interpretazione di Isabelle Huppert, nel ruolo della protagonista, vi suggerisco di guardarlo in lingua originale sottotitolato o anche no. Fate voi.

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Stuprata e stupratore insieme su Ted per raccontare quello che è accaduto

 

Qui l’articolo in lingua originale, tradotto da Beatrice Toniolo. Personalmente ho molte riserve su questo e mi piacerebbe sapere che ne pensate. Buona lettura.

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Nell’ottobre 2016 un nutrito gruppo di persone si è riunito a San Francisco in occasione della conferenza TED Women 2016, il cui tema quest’anno era lo scorrere del tempo. Tra gli oratori saliti sul palco, Thordis Elva e Tom Stranger, che hanno raccontato di una notte del 1996, quando Stranger violentò Elva, all’epoca la sua ragazza. Questo intervento ha avuto un forte impatto sul pubblico ed il video è ora disponibile online. Di seguito, alcune domande poste alla fine della conferenza.

Questo è un argomento incredibilmente personale. Perché avete deciso di rendere pubblica la vostra storia? [Read more…]

Girasoli del Nicaragua: le sex workers rivendicano i propri diritti

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Link con testo in lingua originale QUI.

Traduzione di Paolo Bello

GIRASOLI DEL NICARAGUA

Yessenia Alston a 37 anni era di fronte al grande schermo per la prima volta nella sua vita lo scorso 25 Gennaio, per vedere il film dove una delle protagoniste è lei. Lei e tre delle sue compagne.
Tutte lavoratrici del sesso.

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Perché abbiamo scelto di mettere una ragazzina transgender sulla copertina del National Geographic

Di Susan Goldberg, [Fonte]

tradotto da Lisa

Abbiamo scelto di pubblicare un fascicolo a proposito del genere in un periodo in cui le credenze della gente sull’argomento sono in rapido mutamento.

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Molte persone stanno in questi giorni parlando di Avery Jackson, ragazzina di 9 anni di Kansas City nonché prima persona transgender ad apparire su una copertina del National Geographic. Da quando abbiamo condiviso su Instagram, Facebook e Twitter le foto della copertina della nostra edizione speciale sul genere, decine di migliaia di persone sono intervenute con le loro opinioni, andando dall’espressione di gratitudine alla furia cieca. Molti lettori hanno giurato di annullare i loro abbonamenti.

[Lode a @NatGeo per aver reso visibili le vite dei trans e aver condiviso la storia di Avery Jackson ]

[Lode a @NatGeo per aver reso visibili le vite dei trans e aver condiviso la storia di Avery Jackson ]

 

[Il National Geographic sta cercando di fare il lavaggio del cervello ai giovani per convincerli che una simile degenerazione sia normale. ]

[Il National Geographic sta cercando di fare il lavaggio del cervello ai giovani per convincerli che una simile degenerazione sia normale. ]

Commenti come questi rappresentano solo una piccola componente della profonda discussione sul genere che è in corso proprio in questo momento.

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Ereticamente: botta e risposta con la scrittrice Irene Chias

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Qualche giorno fa scrivevo dell’ultimo romanzo di Irene Chias, Non Cercare l’Uomo Capra, e oggi pubblico questo botta e risposta tra me e lei, riassumendo gli umori delle sue precedenti fatiche letterarie, Sono Ateo e Ti Amo e Esercizi di Sevizia e Seduzione, recuperando i toni goliardici e comunque mai privi di contenuto, che hanno caratterizzato il nostro primo incontro – molti anni fa – e tante nostre comunicazioni successive. Irene non è solo una scrittrice, giornalista, eclettica e brillante donna siciliana, ma, per me, è anche una tenace e intelligente amica che resiste nonostante il tempo e le distanze – geografiche – perché se due cervelli si incontrano e la dialettica, condita di personal/politico, non è mai scontata né spenta, è difficile che si perdano. Di Irene vi passo anche un video – lo vedete sotto – con una brevissima, ma bella, presentazione del suo ultimo libro su SkySport. Buona lettura!

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– Se tu avessi incontrato un uomo pronto a dirti “non sono ateo e ti amo” lo avresti sottoposto ad un ciclo di decristianizzazione?

Non è detto che il non ateo sarebbe un cristiano. In ogni caso ho imparato che, come molte altre invenzioni umane, la religione non è un male in sé. È potenzialmente qualcosa di personale che ognuno può declinare in pratiche e credenze assolutamente compatibili con il rispetto dell’altra persona. La religione è quello che ciascuno ne fa, anche se è innegabile che spesso presta il fianco alle azioni peggiori. In ogni caso, l’ateismo cui facevo riferimento in Sono ateo e ti amo era relativo a quell’aspetto patriarcale delle religioni – ma anche di credenze sociali apparentemente laiche – che ricorrono a rigidi ruoli predefiniti, che mischiano sentimenti e controllo sociale, fragilità personali e violenza.

– Quelle torture del tuo secondo libro, inflitte a uomini, diciamolo, un po’ di merda, le pianificavi da tanto tempo? [Read more…]

Spot Audi: liberarsi dei ruoli di genere normativi è rivoluzionario

A Natale, in Spagna, Audi ha diffuso questo spot contro gli stereotipi di genere. Parla del mondo diviso a metà, rosa per le femmine, azzurro per i maschi, alcuni giochi per le femmine ed altri per i maschi. In un racconto fiabesco nel video prende corpo una contro narrazione con un sovvertimento dei ruoli senza che a chi sovverta sia consegnato uno stigma negativo. Ricordate che la normatività è reazionaria e che ribellarsi per appropriarsi del diritto a vivere come ci pare è rivoluzionario. Grazie ad Audi, e chissà se mai vedremo in Italia un simile spot.