Antiautoritarismo, Antirazzismo, Autodeterminazione, Culture, R-Esistenze

Cos’è la decolonizzazione e cosa significa per me

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Yu (revisione di Leda) del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

di TINA CURIEL-ALLEN

Tina Curiel-Allen, donna di origine messicana residente negli stati Uniti d’America, poetessa, scrittrice, attivista, spiega il significato di decolonizzazione per coloro che non hanno familiarità con il termine. Occorre notare che Tina scrive dalla California, una terra che ora è conosciuta come parte degli Stati Uniti d’America. La sua famiglia ha origini che sono rintracciabili in California, altre parti dell’America del nord, e in Messico. Il suo è un tentativo di esprimersi sulla colonizzazione non generalizzando, ma piuttosto raccontando l’esperienza della comunità alla quale appartiene, includendo gli anziani e gli insegnanti che, dice lei, è stata fortunata a conoscere.

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Culture, R-Esistenze

Considerazioni e consigli di autodifesa dal cyberbullismo (razzista, sessista, eccetera)

Due parole su quello che succede in rete. E un paio di consigli di autodifesa per non dover subire i linciaggi. Non sono sempre efficaci e naturalmente laddove c’è la diffamazione, la calunnia, l’ingiuria e qualunque altro riferimento offensivo potete denunciare. La querela è di parte e dunque può denunciare chi subisce direttamente e personalmente tutto questo. Continua a leggere “Considerazioni e consigli di autodifesa dal cyberbullismo (razzista, sessista, eccetera)”

Autodeterminazione, Critica femminista, Culture, R-Esistenze, Recensioni

Contro i figli, Pamphlet di Lina Meruane

recensione di Virginia

Meruane descrive con tono brillante ma intessuto di partecipazione le violente pressioni cui ogni donna è sottoposta nel sistema patriarcale e capitalista occidentale per costringerla a procreare. Il pamphlet è punteggiato da preziosi rimandi e citazioni di scrittrici, soprattutto sudamericane (ma non solo). Ogni capitolo si muove attorno ad un tema ed ogni capitolo lascia qualche ricordo felice, perciò vorrei brevemente annotare quello che mi piace di più di ciascun capitolo.

Nel primo capitolo “La macchina sfornafigli”, da diverse angolazioni e con toni anche divertenti – i ragazzini del piano di sopra che ballano il tip tap – emerge la posizione indiscutibilmente “dovuta”, contro ogni logica razionale, che il Figlio ha assunto nell’immaginario collettivo odierno: “l’insistente ticchettio del dettame sociale: ormoni e sermoni sulla riproduzione si sommano, facendo sì che la maternità come obbligo diventi difficile da evitare”. E’ contro i Figli e non contro le bambine e bambini che disserta Meruane, non contro i tanti piccoli che arrivano dai luoghi più martoriati del pianeta, piccoli (o grandi) che potrebbero essere accolti in relazioni familiari: questa è un’altra storia e altri libri e il pamphlet si scaglia invece contro la figura del Figlio-Di-Sangue, contro il “destino materno normalizzato e naturalizzato”.

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Autodeterminazione, Contributi Critici, Critica femminista, Culture, R-Esistenze

Mathilde Larrère: “Le femministe di oggi dovrebbero rivendicare i tempi della Comune”

Articolo di Gabriel Pornet

in lingua originale QUI. Traduzione di Valeria del gruppo Abbatto i Muri.

Mathilde Larrère: “Le femministe di oggi dovrebbero rivendicare i tempi della Comune”

La ricercatrice all’università Paris-Est-Marne-la-Vallée denuncia la mancanza di interesse, da parte delle militanti di oggi, per le rivoluzioni del XIX secolo. Un’intervista per ricordare come l’insurrezione del 1871 sia stata un momento importante della storia delle donne.  Continua a leggere “Mathilde Larrère: “Le femministe di oggi dovrebbero rivendicare i tempi della Comune””

Comunicazione, Critica femminista, Culture, R-Esistenze

Milano e la Maestà Offesa

C’era una volta la Milano da bere e sbevazzando un bicchiere dietro l’altro a qualcuno venne in mente di proporre un’installazione “artistica” in forma di corpo di donna usato come puntaspilli. Ottima ispirazione per chi si occupa di sartoria ma a noi che ci occupiamo di comunicazione che contrasta la violenza di genere quell’idea è sembrata una stronXata. Oggi ci arriva invece questa novità.

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Autodeterminazione, Comunicazione, Culture, R-Esistenze

E se Bansky fosse donna?

Sara Rojo e Julia Sáenz, del colectivo La Rueda Invertida. foto di JOSÉ AYMÁ

 

Articolo di Victoria Gallardo.

[In lingua originale QUI. Traduzione di Camilla del gruppo Abbatto i Muri]

Storicamente legata al genere maschile, la scena urbana è una tela attraverso cui reclamare il lavoro della figura femminile

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Contributi Critici, Culture, R-Esistenze

Cos’è la mascolinità tossica e come può essere affrontata

Articolo in lingua originale QUI (traduzione di Egle del gruppo Abbatto I Muri)

Mascolinità tossica:

La diffusione del nuovo spot della Gillette, intitolato “The best Men Can Be”, ha scatenato un enorme dibattito online sul concetto di mascolinità tossica e sull’eventualità che essi sia un argomento che la società dovrebbe affrontare.
Lo spot evidenzia svariati argomenti tra i quali le molestie sessuali, ricorda le azioni del movimento #MeToo e le pressioni a cui sono sottoposti i ragazzini per conformarsi alle norme di genere, il tutto strettamente riconducibile e collegato alla mascolinità tossica.

Perciò, come può realmente essere definita la mascolinità tossica, da quale cultura deriva e come può essere affrontata?

Cosa è la mascolinità tossica? Continua a leggere “Cos’è la mascolinità tossica e come può essere affrontata”

Autodeterminazione, Contributi Critici, Culture, R-Esistenze

Essere un uomo e dirsi femminista è già un po’ sessista

Di Miguel Shema

Pubblicato l’8/01/2019 su bondyblog (traduzione di Elisabetta e Florence del Gruppo Abbatto i Muri)

Il femminismo non deve essere una questione per sole donne. Per il nostro blogger Miguel Shema però, vantarsi di essere femminista non è particolarmente valorizzante per un uomo. Si tratta invece di decostruire le proprie rappresentazioni e di rendere normali quei comportamenti dei quali ci si vorrebbe inorgoglire. Brandire il proprio femminismo come uno stendardo significherebbe quindi, nonostante le intenzioni, perpetuare una forma di sessismo.

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