
Non mi vergogno di ciò che sono e che vivo. Racconto a me stessa per tracciare una linea che intuisco e non vedo chiaramente. Imparo assieme a chi legge.
Agisco per contrasto. Mi sono ritrovata in trappola, immobile, paralizzata emotivamente e fisicamente e l’unico modo che conosco, sbagliato di sicuro, per ripartire è quello di toccare il fondo. Non sfogo il dolore poco a poco, goccia a goccia. La mia ferita diventa sempre più ampia e quando infine cede l’argine riproduco un’esplosione meccanica. Non è corretto, non è plausibile e sano ma sono evidentemente incapace di uscire dalla paralisi senza uno schiaffo forte che mi svegli.
Un trauma, non correlato alla fine fisica ma ad un urlo che chiede aiuto. A me stessa prima che ad altri. Se non vedo prospettive non so camminare, se non cado non so come risollevarmi, se non vivo il trauma non rinasco. È doloroso, difficile, egoista per chi mi sta vicino e non mi fa somigliare ad una vittima. Sono io. Attualmente a discutere di un restart con medici e pazienti infermiere che mi abbracciano e puliscono e massaggiano per connettere la mia carne alla vita. Sto lavorando per resistere ed esistere. Vi aggiornerò appena posso.
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‘Abbatto i muri’ is a blog and an online platform run by a volunteer called Eretica. It aims to raise awareness of Intersectional feminism. It also tries to support the LGBT community in Italy and victims of domestic violence and many other issues which occur in Italy.
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