
Fine anni novanta, quando gli antifemministi hanno reso alle donne più difficile divorziare e ottenere la custodia dei figli. Negli Usa ottengono anche che i diritti di custodia siano estesi ai nonni, come vorrebbero fare qui, e i risultati si vedono. Le cronache statunitensi sono strapiene di delitti compiuti dall’ex marito o dal padre della ex moglie.
Uno sterminio dopo l’altro forgiato dagli antifemministi in contrattacco maschilista. Giova certamente il fatto che lì è più facile tenere armi disponibili attraverso le quali poter uccidere chiunque. Quel che è noto è anche il fatto che la campagna antifemminista legittima gli ex mariti violenti che ottengono credibilità presso altre donne che tratteranno male o coinvolgeranno nelle crociate di vendetta contro l’ex moglie.

Questo è il caso di Steven Brown che assieme alla credulona Patricia Teeter si reca nel Maine, dove la ex moglie si è trasferita dopo aver ottenuto il divorzio e la custodia dei figli. La credulona Patricia si è prestata ad un agguato nei confronti del fratello della ex moglie di Steven, Deborah Smarrella, e dell’amico del fratello diventato il nuovo compagno di Deborah. Donald Woold, fratello, e Chris Brouillard, l’amico, vengono barbaramente uccisi da Brown.
Patricia si presta anche a realizzare una trappola per rapire Deborah Smarrella. Viene intrappolata, portata in un motel, dove, secondo loro, tutti avrebbero potuto vivere felici e contenti. Di fatto la Teeter aveva creduto a tutte le balle che Brown le aveva raccontato, ovvero che non era affatto un violento, che non gli avevano tolto la custodia dei figli perché i bambini avevano paura di lui. Lui le disse di essere vittima di un complotto (femminista?) e che doveva aggiustare le cose, rivoleva la “sua” (di proprietà) famiglia. Quando la polizia liberò Deborah lei ricominciò a respirare perché fino a quel momento aveva pensato che Brown avesse ucciso anche i suoi figli e che volesse uccidere lei per ultima, dopo averle tolto tutto.

Brown confessa, la Teeter pure, entrambi accusati di omicidio, complicità e rapimento, finiscono in galera. Deborah e i suoi figli, oramai adulti, racconteranno la loro terribile vicenda in un documentario online. La figlia di Deborah dichiara che se una donna crede ad un uomo violento è perché ha qualcosa che non va. Se lo giustifica o se giustifica i suoi lamenti, senza sapere nulla, è perché ha una propensione masochista. La complicità di Patricia nel delitto che ha sottratto a Deboh il fratello e il nuovo compagno è quella che le fa più male.
La ricerca continua.
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