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Aurelia e il femminicida bugiardo

Aurelia Laurenti viene uccisa dal compagno Giuseppe Forciniti il 25 novembre 2020, in provincia di Pordenone. La sua storia è la prima della nuova serie di Amore Criminale e sono lieta di non aver dovuto vedere sfilare i difensori del femminicida tra gli interventi. Coraggiosi e meravigliosi i familiari che hanno donato questa storia che può insegnare ad altre qualcosa che permetta loro di trarsi fuori da relazioni rischiose prima di essere uccise.

Lui vive in un mondo fatto di apparenza, mette sui social foto della famiglia perfetta ma in privato tradisce spesso la compagna, poi la obbliga a firmare condizioni assurde del tipo che tre volte a settimana avrebbe dovuto fare sesso con lui (forse per non incorrere in sanzioni per stupro quando decide di imporre un rapporto sessuale alla compagna? gli antifemministi gli avranno dato l’idea?), attribuendo a lei la responsabilità dei tradimenti, infine la minaccia di toglierle i figli se lei decidesse di andarsene. Lei resta stretta in una morsa fino a quando lui capisce che non è più sotto il suo potere, perciò la uccide con 19 coltellate.

Poi si lava, prende i figli e li lascia altrove, va a denunciare un furto, dice di essere stato vittima di un ladro che lo avrebbe perfino ferito, poi ammette di aver ucciso la donna ma dice che sarebbe stata lei ad aver infierito su di lui con un coltello e lui voleva solo difendersi.

Perizie e indagini degli inquirenti dimostrano il contrario, ovvero che è solo un gran bugiardo che non vuole assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Viene condanato in primo grado, sentenza ridotta in secondo. Così recita la conduttrice di Amore Criminale. Non so cosa accadrà dopo.

I figli dei due sono affidati ai nonni materni. Al figlio più grande è toccato non solo vedere sua madre morta ammazzata ma anche testimoniare per far luce su quel che è avvenuto. Se c’è una prova del fatto che l’uomo non amasse altri che se stesso sta nel fatto di aver costretto i figli ad assistere ad un simile orrore. Quei bambini sono importanti, talmente tanto da far commuovere l’ufficiale intervistato in tv, non abituato forse a vedere testimoniare un bambino con proprietà di linguaggio e una memoria perfetta. Quei figli che lui voleva togliere alla compagna diventano la sua condanna. Sanno che lui è un assassino.

Da questa storia impariamo che parlare di quel che succede nella relazione è importante, non bisogna cedere ai ricatti di un uomo, non bisogna credergli qualunque cosa dica, non ci si deve sentire in trappola, perché c’è una via d’uscita. Rivolgetevi ad un centro antiviolenza più vicino e quei ricatti saranno visti per quel che sono: violenza. Non restate per il bene dei figli perché quei figli non dovranno subire violenza assistita. Non restate con un uomo che non vuole essere contraddetto e che vi domina. Non si tratta di amore ma di dominio. Circa la convinzione dell’uomo di poter togliere a lei i figli ringraziamo gli antifemministi che su affidi e divorzi forse scrivono cavolate di cui non sanno nulla.

Un abbraccio forte ai genitori, familiari e amici di Aurelia. Grazie di averci insegnato qualcosa in più.

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