
Alessio Alamia uccide Janira D’amato, 21 anni, nel 2017, a Pietra Ligure. Potete vedere il racconto della storia di una puntata di Amore Criminale. Lei l’aveva lasciato, lui faceva il vittimista parassitario, come dicono in trasmissione, però la ragazza dopo tre anni di violenze psicologiche e ricatti emotivi riesce a sganciarsi e sceglie di continuare con la propria vita, gli amici, nuove conoscenze, di seguire la sua passione, seguendo un corso di pasticceria che la porterà a viaggiare per crociere.
Lui non vuole che lei parta, prova in tutti i modi ad impedirlo finché lei non si stanca e lo lascia. Di lui resta scolpito un patetico video in cui dice “ti amo e ti amerò per sempre“, nel frattempo, secondo le testimonianze di parenti e amiche in trasmissione, la ragazza cercava di nascondere i lividi, non voleva che i genitori sapessero che lui era violento, viveva una situazione di angosciante e totale oppressione. Quando lei gli ha tolto il potere, quello esercitato su Janira, lui si è vendicato, ha cercato su google cose tipo “come uccidere e non lasciare tracce” (secondo le dichiarazioni degli inquirenti in trasmissione) poi la obbliga a incontrarlo perché si rifiuta di portarle le cose che lei aveva lasciato da lui.

Così la ricatta, le dice che il cane ha bisogno di lei e che è lei a dover andare da lui un’ultima volta a prendere le sue cose. Lì la attende con il cane chiuso fuori, un coltello che si è materializzato nella sua mano e la finisce con 49 coltellate, accanendosi sulla ragazza, deturpandole il viso e infierendo sul cranio. Quando i genitori di lei arrivano non c’è più nulla da fare. I genitori l’hanno persa e nella testimonianza straziante che rilasciano nella trasmissione tengono a sottolineare quanto sia importante parlare delle violenze subite, imparare a cogliere i segnali e soprattutto non andare mai da sole all’ultimo appuntamento con l’uomo che hai lasciato.
La relazione parassitaria era a senso unico, dichiara la criminologa in studio, perché lui succhiava a lei tutta l’energia, lei voleva salvarlo, poi ha smesso, ha deciso di pensare a se stessa e lui l’ha uccisa. Questa è l’essenza primaria del femminicidio. E’ importante imparare a cogliere i segnali, non lasciarsi impietosire da richieste assillanti di uomini manipolatori e chiedere aiuto. I genitori della ragazza, cui va tutto il mio rispetto e la mia solidarietà, dicono che se grazie al racconto della storia di Janira una vita viene salvata è tanto. Ne sono contenti. Lui è stato condannato in via definitiva all’ergastolo, con l’aggravante della premeditazione.
Ragazze se avete un problema con il vostro partner parlatene, chiedete aiuto, consiglio, non vergognatevi e non nascondete nulla. Non siete sole. Ci siamo passate in tante. So di cosa parlo.
Aiutiamoci, aiutate le altre. Aiutate chi ha bisogno di acquisire consapevolezza su ciò che sta vivendo e chiamate per nome gli abusi che tali sono e restano e portano solo in una direzione: l’annientamento dell’oggetto, quel che è per il carnefice, sul quale egli vorrà in vita o morte esercitare potere.
Con amarezza, buonanotte!
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