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Alessandra e il femminicida molesto

Luca Falchetto, a Pastrengo, nel 2016, ha ucciso Alessandra Maffezzoli, ne parla una puntata di Amore criminale che tra le tante pecche ha anche quella di dare spazio alla “difesa” di uomini che sono già stati condannati per femminicidio. Mi suona come una sorta di giustificazione al carnefice e un victim blaming post sentenza. Anyway.

La stessa difesa che nel corso del processo ha provato a far passare la versione del tizio incapace di intendere e volere. La brava Pm non se l’è bevuta e ha tirato dritto e la sentenza di condanna è definitiva. Lei era una maestra, madre di due figli ai quali va tutta la mia solidarietà, e lui era – secondo lo psichiatra che lo ha periziato – un narcisista che non vedeva altri che se stesso. Non poteva accettare che lei, dopo aver subito numerose violenze psicologiche, un atteggiamento ipercritico che le toglieva autostima, dopo aver subito atti di stalking nei propri confronti e verso i familiari, lo avesse lasciato e non volesse più avere a che fare con lui.

Una mattina lui va con i dolcini, ritenendo che sia ovvio che la donna lo inviti a fare colazione insieme e dato che lei non apre lui poi ritorna, dalla finestra, la becca quando è sola, la picchia, la stordisce e la uccide con 14 coltellate. Questi sono i femminicidi di casa nostra che vanno raccontati e mai dimenticati perché non c’è difesa che tenga. Questi uomini vanno descritti per ciò che sono: egoisti, narcisisti.

Il femminicidio che ha colpito Alessandra e i suoi familiari è arrivato perfino dopo che lei si era rivolta alle forze dell’ordine per tenerlo lontano. Non c’è riuscita. Nulla pare aver funzionato. Increduli i commenti di amiche e conoscenti che non si aspettavano che lei potesse perire per mano di quell’uomo. Si chiedono quale rabbia possa averlo spinto ma non c’è rabbia. E’ solo bisogno di dominio e potere sull’altra persona. L’uccisione è solo l’ultimo atto.

Pare, secondo le dichiarazioni durante la puntata di Amore Criminale, che lui continui a scrivere ai figli, dal carcere, insinuandosi nelle loro vite, senza aver mai chiesto scusa per aver ucciso la loro madre. A questi ragazzi va tutta la mia comprensione e mi spiace davvero tanto per Alessandra e per tante come lei che hanno perso la vita per mano di un uomo che non sa accettare un No.

Noi continuiamo a contare le vittime ma urliamo forte #nonunadimeno

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