Culture, Ricerche&Analisi, Violenza

Contrattacco maschilista: si dice “femminicidio” e non “triangolo amoroso”

Stephen McDaniel (femminicida) e Lauren Giddings (vittima)

Lauren è una studentessa di giurisprudenza che nel 2011, in Georgia, Stati Uniti, scompare per poi essere ritrovata, almeno parti del suo corpo smembrato, nei secchi dell’immondizia. Per un bel po’ di tempo le indagini, secondo il documentario Murder comes to town, si concentrano su un presunto “triangolo amoroso“.

Sono andata a cercare la definizione è ho trovato che ricorre spesso in articoli e news in cui si parla di femminicidio, un modo come un altro per parlare di “delitto passionale” invece che di femminicidio. La definizione, peraltro, ricorre anche se in realtà lei ha lasciato un tizio e poi sta con un altro in un secondo tempo, dunque non colgo la finezza degli investigatori, ma evidentemente nei loro corsi sul rispetto nelle questioni di genere non hanno appreso un tubo.

Dopo un bel po’ si rendono conto che il “triangolo amoroso” non c’entra un caxxo e che la ragazza è stata aggredita da un vicino di casa, nello stesso studentato in cui risiedeva. Il femminicida, Stephen McDaniel, l’ha uccisa (in qualche articolo si parla di “raptus omicida” anche se le prove dimostrano che avesse premeditato il delitto) e poi ha usato una sega per liberarsi del corpo. In vari media americani ho notato che questa storia ha avuto più eco di tutte le storie delle ex mogli uccise, bruciate o smembrate dagli ex mariti, perché lei era una giovane di buona famiglia, uccisa da un estraneo. Se il mostro è fuori tutti lo accettano meglio e possono sfogare indignazione in quantità. Diversamente forse non si sentono legittimati a fare altrettanto.

Eppure in tante delle storie che ho rintracciato, in cui lei lascia lui e poi sta con un altro, se la donna viene uccisa dall’ex si parla di triangolo eccetera e nessuno sembra aver nulla da ridire. Mi sembra davvero infausta come definizione, relativamente analoga a quella che per noi significa “delitto d’onore” o “delitto passionale”. Nella patria delle civiltà, gli Usa, pare che il termine femminicidio sia meno usato che da noi. Vi pare strano? Non è così. Lì gli antifemministi che urlano all’istigazione all’odio per gli uomini quando si parla dei mariti violenti sono molto ascoltati, un bel po’ più che da noi. E gli effetti si vedono.

La ricerca continua.

Ps: anche l’uso eccessivo del concetto di raptus in documentari e articoli americani dimostra come disconoscano quel che è femminicidio.

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