Culture, Ricerche&Analisi, Violenza

Contrattacco maschilista: rogo per le donne che disobbediscono ai patriarchi

Rose Goggins sparisce nel 2010, in Tennessee. poi viene trovata la sua auto, bruciata, infine viene trovato anche il suo corpo, identica fine dell’auto. Si era scontrata con un partner violento da cui aveva avuto una bambina, ma si era scontrata soprattutto con il patriarca suocero che dall’alto della sua posizione di fattore con fucili a intimare che nessuno penetrasse la sua proprietà sfoggiava comportamenti misogini che solo la moglie parrebbe aver sopportato. Quando la ragazza decide di lasciare il partner e di trasferirsi, portando con sé la bambina, il patriarca e sua moglie non possono sopportare un tale affronto e procedono con un piano di eliminazione della schiava da riproduzione. Uccidono la ragazza e si tengono la nipote.

Steven e Sylvia Beersdorf commettono il delitto non nel lontano dopoguerra ma nel 2010, ad uno sputo da noi, mentre gli Usa sono ad un passo dal dichiarare guerra “in nome dei diritti delle donne” a diversi paesi del medio oriente. La modalità del delitto e il contesto ricordano tanto il far west del quale gli Usa non pare siano riusciti a liberarsi. Considerare le donne solo come schiave da riproduzione, soggiogate al patriarca di turno, per poi essere eliminate quando si oppongono ad essi pare una pratica comune in quei contesti.

Stessa questione riguarda Deborah Fagan, uccisa negli anni ’90 con arma da fuoco da William Fagan che lei stava lasciando. Lui la attirò con un pretesto, poi la sequestrò in auto e infine le sparò. A lei non fu dato il diritto di scegliere,. Tenete presente che ogni volta che in America si parla di questi fatti viene detto che sono “rari” (falso), che avvengono in splendidi luoghi in cui le famiglie realizzano il cosìddetto “sogno americano”, dove tutti “tengono le porte aperte” (come da noi ai tempi di mussolini, ricordate?) e venti fucili o pistole posizionati in vari punti delle case.

La modalità del primo delitto e del secondo differiscono solo per il fatto che nel secondo non c’è stato un rogo per eliminare corpo e prove ma nelle vicende criminali Usa tantissime donne vengono condannate al rogo per aver detto No, perché vogliono lasciare un uomo o perché perfino i suoceri le considerano solo come “madri” degne di rispetto (finché non disobbediscono) per aver riprodotto la stirpe del patriarca.

La faccenda delle armi disponibili è un bel problema perché se nella mente degli investigatori ancora vale il detto “se non accetti di fare la prova del poligrafo sei colpevole” (cosa che non è accettata neppure dai loro tribunali), per i possessori delle armi, che rivendicano il diritto sancito dalla loro costituzione, c’è grande comprensione, al punto che quando possiedono un’arma non devono neppure registrarsi in un archivio di possessori di armi negli Stati Uniti. Dicono che questo sarebbe in violazione del diritto costituzionale. Eppure ogni volta che c’è una donna morta ammazzata con un’arma non sanno che pesci prendere perché non sanno chi possieda l’arma e dove possano trovarla. Stati Uniti, un bel luogo in cui vivere, vero?

E poi ci sono gli antifemministi che dicono che i “diritti degli uomini” sarebbero violati…

La ricerca continua.

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