Culture, Ricerche&Analisi, Violenza

Contrattacco maschilista: il femminicida “bello” e il victim blaming

Jennifer Levin e Robert Chambers

Ancora per tracciare memoria della cultura maschilista in contrattacco dagli anni settanta in poi negli Stati Uniti (e luoghi culturalmente da essi influenzati).

Uno dei martiri degli antifemministi assai noto è Robert Chambers. Nel 1986 viene arrestato e accusato per l’omicidio di Jennifer Levin, una ragazza ricordata da chiunque le volesse bene e perfino da estranei come straordinaria, tenace nella costruzione del proprio futuro. Il corpo della ragazza viene trovato su un prato del Central Park, New York. Se negli anni appena precedenti la città era stata orribilmente massacrata da una catena di stupri a s3xworkers e donne che “passeggiavano da sole”, nei primi anni ottanta si pensava di aver rimesso tutto a posto attribuendo la responsabilità degli stupri ai cinema e club p0rn0 ovviamente chiusi e demonizzati secondo la morale dei benpensanti. Con i gruppi antifemministi in contrattacco la storia del povero stupratore influenzato dal p0rn0 continuò a farla da padrone.

In questo clima di millantata e ritrovata serenità cittadina avviene il delitto che coinvolge non più “donne di strada” ma niente meno che una studentessa di buona famiglia. Il ragazzo accusato viene definito preppy killer, da una definizione che rinviava ad un certo tipo di gruppi di persone che frequentavano belle scuole e ambienti alla moda. Quando Chambers, così come narra il documentario “Il lato oscuro degli anni ottanta“, viene incalzato nell’interrogatorio infine confessa di aver ucciso la ragazza ma giusto perché ella era promiscua, amava il s3sso selvaggio ( vi ricorda niente?), l’aveva legato, gli aveva strizzato le balls e lo aveva graffiato come fosse una gatta in calore. I media prendono per buona questa versione e pubblicano titoloni sul “rough sex“, dipingendo l’assassino come una povera vittima, per di più un bel ragazzo che, secondo la mentalità tracciata da interviste a donne solidali e uomini in rivincita sulle conquiste femministe, non avrebbe avuto bisogno di stuprare una donna e tanto meno di ucciderla. All’assassino furono dedicate copertine gloriose in cui egli troneggiava con quel bell’aspetto e i suoi occhioni innocenti. L’influenza dei media ebbe un risvolto negativo sul processo al punto che infine concessero all’assassino di confessare un reato minore per cui avrebbe scontato dai 5 ai 15 anni. Finito il processo, dopo alcuni anni qualcuno però diffuse un video in cui si vedeva Chambers (che stava in libertà per cauzione in attesa del giudizio) che giocava con una bambola strizzandogli la testa e ridendo per il fatto di averla uccisa e questo offese l’immagine del maschio fino ad allora ritenuto solo una vittima degli eventi.

La procuratrice che si era occupata dell’accusa però non fu sorpresa di quel fatto perché attraverso le indagini aveva rilevato l’indole criminale dell’assassino con precedenti per furto e con una grave dipendenza da droghe pesanti. A causa di quell’indole infatti Chambers dovette restare in cella per tutti i 15 anni al termine dei quali uscì per poi essere arrestato e condannato per questioni di droga dopo qualche anno. Condanna a 19 anni, più di quelli riconosciuti per l’assassinio di Jennifer Levin. Attualmente in prigione pare che possa chiedere di uscire sulla parola nel 2028.

Questa vicenda ci ricorda le tante volte in cui la credibilità di una vittima viene massacrata in favore dello stupratore o di un femminicida. Per inciso in quell’occasione non ci fu stupro ma fu solo inscenato per fuorviare gli investigatori, La ragazza non aveva avuto alcun rapporto e fu uccisa, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, perché aveva beccato l’uomo a frugarle nella borsa per rubare. Di fatto dopo averla uccisa – sempre secondo le dichiarazioni degli inquirenti – le rubò soldi e gioielli.

La vicenda ci ricorda anche come la violenza di genere venga sminuita secondo stereotipi sessisti. Per essere stupratore devi essere brutto o per essere stuprata e uccisa devi essere desiderabile e promiscua. Se in qualche modo questa vicenda vi ricorda qualche situazione avvenuta in Italia fate tesoro della lezione appresa dalla memoria di quel che fu inflitto a Jennifer Levin.

La ricerca continua.

Una tantum
Mensile
Annuale

Donazione una tantum

Donazione mensile

Donazione annuale

Scegli un importo

€1,00
€5,00
€10,00
€5,00
€15,00
€100,00
€5,00
€15,00
€100,00

O inserisci un importo personalizzato


Abbatto I Muri vive di lavoro volontario e tutto quello che vedete qui è gratis. Aggiornare e gestire questo spazio è un lavoro che costa tempo e fatica. Se mai vi passasse per la mente di esprimere la vostra gratitudine basta un obolo per un caffè (alla nocciola). :*
‘Abbatto i muri’ is a blog and an online platform run by a volunteer called Eretica. It aims to raise awareness of Intersectional feminism. It also tries to support the LGBT community in Italy and victims of domestic violence and many other issues which occur in Italy.
Grazie davvero a chi vorrà contribuire alla causa!

Apprezziamo il tuo contributo.

Apprezziamo il tuo contributo.

Fai una donazioneDona mensilmenteDona annualmente

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.