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X Files, cospirazionismo, razzismo e omofobia Usa

Vi ricorderete la serie più fantascientifica di un tot di anni fa. Inizia con una trama comprensibile, lui cerca la sorella che pensa sia stata rapita dagli alieni e lei è la scienziata che gli viene affiancata per screditare le teorie del complotto. La serie è geniale, anticipa molti dei temi che poi saranno ripresi in altre serie e film di fantascienza. Poi si perde in un vuoto cospirazionismo e si interrompe per annunciare il ritorno molti anni dopo, quando quel che vediamo ci appare come una presa in giro enorme per tutte le teorie cospirazioniste e fascistoidi che circolano tra social network e ambienti destrorsi.

La prima puntata del nuovo ciclo si apre con un filmato presumibilmente holliwooodiano che simula lo sbarco sulla Luna. Da lì in poi vengono presi ad esempio e stroncati smaccatamente tutti gli argomenti dei fascisti odierni: l’invenzione dello sbarco sulla luna, le scie chimiche, il nuovo ordine mondiale voluto da un sempiterno uomo che fuma perfino dalla cannula applicata alla trachea, gli esperimenti sugli umani attraverso i vaccini (tema più volte letto tra novax incoscienti e ignoranti), infine i piani di sterminio totale per salvare la terra e consegnarla ad una generazione cui sarebbe stato inoculato il gene alieno. Se le prime stagioni strappano un sorriso, di tanto in tanto, per le pose perennemente sorprese della scienziata e i miracolosi ritorni alla vita dell’agente molder, le ultime sono uno spasso. Fanno straridere per non piangere e lo sfottò è talmente palese che sorprende il fatto che alcuni citino quelle puntate per avvalorare le proprie teorie cospirazioniste.

Nell’ultimo ciclo di puntate si racconta di come lo sterminio annunciato sarebbe stato pianificato dai nazisti protetti dalla Cia e ospitati in America finanziando i loro esperimenti su umani, incluse sterilizzazioni coatte su popolazioni nere e latine, per rinvigorire il mito della razza ariana che sarebbe talmente ariana da poter essere comunque salvata solo grazie ad un gene alieno. Potrebbe essere credibile non fosse che le sterilizzazioni su popolazioni native americane, nere, latine, cinoamericane erano già iniziate negli Usa molto prima del nazismo. Nel senso che i nazisti (ku klux klan e altri simpatici amichetti che linciavano minoranze in quantità industriali dopo averle schiavizzate per secoli) erano già lì, a far prevalere la sacra legge dell’uomo bianco, a consegnare figli nativi indiani a monache zelanti che esigevano conversioni forzate al cristianesimo e la cancellazione della genealogia di quei bambini poi inconsapevoli su chi li avesse realmente generati e a quale cultura appartenessero.

Ma tornando alla serie lo scacco matto al razzismo di trumpisti e alt right culmina quando in una delle puntate si cita, di striscio ma efficacemente, la propensione del maschio bianco di lasciarsi contaminare da omosessuali neri – Dio non voglia – motivo per cui il gene alieno salverebbe solo i bianchi che non si sono mischiati ad altri colori.

In un forum alt right qualcuno scrive che questa cosa sarebbe talmente vera a partire dai casi Gacy e Dahmer, due uomini bianchi che ammazzavano altri uomini perché omosessuali frustrati da un’educazione che lasciava pensare loro che essere gay fosse diabolico. Il primo è un caso tangibile, divenuto scandalo della comunità di appartenenza dell’assassino perché giammai un uomo può stuprare e uccidere altri uomini. Pesavano accuse di “sodomia”, mentre la comunità gay cercava di sopravvivere e aveva mille ragioni per non rivolgersi alla polizia che non li avrebbe ascoltati ma criminalizzati. Il secondo viene assunto dal particolare forumista alt right come caso “evidente” di cattiva influenza di omosessuali neri. In realtà Dahmer si era inserito e ammazzava prevalentemente uomini appartenenti a minoranze etniche perché era meno rischioso e perfino quando una delle sue vittime era riuscita a scappare, nonostante fosse già quasi morto, la polizia, chiamata dai vicini, lo riconsegnò al carnefice che concluse tranquillamente il lavoro.

E’ dimostrato statisticamente che gli uomini uccidono le donne o, quando ammazzano altri uomini, lo fanno per ragioni legate alla criminalità o all’omofobia. In questo caso Dahmer, formato da un’educazione cattolica, frustrato perché non riusciva a contenere desideri sessuali nei confronti di altri uomini, mentre il padre tentava di riaggiustarlo mandandolo in chiesa e poi nell’esercito, aveva infine trovato un modo criminale di sfogare la sua pulsione: ammazzando gli oggetti del suo desiderio perchè non volevano restare spontaneamente con lui. Non è quello che fanno gli uomini con le donne? Esatto. E’ così. Però se un uomo stupra, ammazza, squarta i corpi di donne che non dicono di Sì, liberandosi poi dei loro corpi bruciandoli, facendoli a pezzi, fondendoli nel metallo o versando su essi cemento duro, non diventa un caso internazionale perché sarebbe “normale”. Se un uomo fa la stessa cosa ad altri uomini, attendando alla loro virilità, allora tutto assume altra connotazione. Si considera a rischio la comunità tutta, non quella gay, ma la bella e cristiana società eterosessuale che non vuole che i figli maschi siano stuprati. E non si fa victim blaming sui cadaveri ma si mostrifica l’assassino che per quel che riguarda Dahmer fu difficile non farlo apparire come un essere spietato, ritenendolo perfino come depositario ed elargitore del male più puro: quello diabolico. Trovate dettagli sui casi un po’ ovunque in rete.

Quel che volevo sottolineare è il fatto che mi è piaciuto molto come la serie tv (nelle ultime due serie ma anche nelle prime a ben vedere) abbia sfottuto convinzioni arcaiche e omofobe e razziste con strategie narrative distopiche. Gli autori hanno fatto un buon lavoro. Ve ne consiglio la visione.

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