Ho pensato e ripensato e credo proprio che ci sia chi vuole che le storie delle donne siano “sane e felici”, sul social network più frequentato al mondo, facebook, che ogni giorno mi invia un avviso intimidatorio per dirmi che sono a rischio chiusura pagina e profilo utente e poi mi invita a cancellare post come QUESTO, in cui non mi pare ci siano violazioni al loro codice morale, tuttavia la faccenda diventa palesemente una forma di persecuzione algoritmica. Mi si dice che si desidera mantenere un contesto sano e felice, dunque nessuna delle vostre storie può essere accettabile se non parla di voi felici e senza esposizione di corpi e storie che vi rendono vive.
Ed io che avevo trovato sulla pagina un canale che mi aveva tenuta ancorata alla realtà quando stavo in psichiatria (non so se posso dire neppure più perché, dato che per facebook non è sano) ora mi trovo nella condizione di dover censurare il mio stato d’animo, i miei pensieri, quello che mi rende ciò che sono, la mia guarigione, la mia lucida analisi della realtà. Ma in fondo un social vuole questo: essere solo una forma di intrattenimento e si sa che le storie tristi non intrattengono, anzi, per dirla cone le loro parole, non rendonio sane le discussioni. Dunque eccoci con lo pschiatria virtuale che agisce per epurare il social da chi racconta la verità, il dolore, la sofferenza, le violenze subite, i traumi, il riscatto che passa per cadute e poi capacità di rimettersi in piedi.
Non posso più garantirvi una safe zone sulla pagina perché infastidisce facebook. Non posso più ospitare le vostre storie, farvi sentire meno sole, io stessa non posso sentirmi meno sola, perché è quello che evidentemente vogliono: solo discussioni felici e tutto il resto da viversi in solitudine. Ma nel frattempo racimolano dati sulla tua vita, su quel che ti succede, tengono i contenuti che hai prodotto piazzandoci sopra il copyright e infine ti gettano via, come se non fossi più utile alla loro monetizzazione costante delle vite altrui.
Che fare? Potrei andarmene, attendo che mi buttino fuori? Nel frattempo mi sento davvero in una situazione surreale. Sono agorafobica, i social sono la mia finestra sul mondo, senza di essa non potrei comunicare con molti tra voi. Dunque sola. Mi rinviano a esporre l’infelicità altrove, a non prestare più ascolto a quel che vi succede. A non ospitare storie che parlano di violenza di genere, stupro, violenza domestica, femminicidio. L’importante è farlo mantenendo Sana la discussione. Ma la sanità di facebook equivale alla nostra?
Prima o poi, con la gioia di chiunque abbia segnalato quel che disturbava la sensibilità fascista e maschilista, dovrò andare via, nell’oblio, avvolta nel silenzio, forse uscire fuori e incontrare gente dal vivo, forse riprendermi una forma di socialità che non censura quel che vivo né mi dice cosa sia sano discutere e cosa no.
Nel frattempo leggo libri, spero di recensirli, scrivo, mi frantumo le ovaie con le intimidazioni costanti, chissà che un giorno non possa nascere un prodotto tecnologico che possa mantenerci in contatto senza che qualcuno operi censure sulle nostre vite. Esiste già Mastodon, sono lì, se mi volete, potremmo avviare una discussione che ci riguarda in quel luogo. Iscrivetevi. Siateci. Nel frattempo vi abbraccio.
Eretica Antonella
Donazione una tantum
Donazione mensile
Donazione annuale
Scegli un importo
O inserisci un importo personalizzato
Abbatto I Muri vive di lavoro volontario e tutto quello che vedete qui è gratis. Aggiornare e gestire questo spazio è un lavoro che costa tempo e fatica. Se mai vi passasse per la mente di esprimere la vostra gratitudine basta un obolo per un caffè (alla nocciola). :*
‘Abbatto i muri’ is a blog and an online platform run by a volunteer called Eretica. It aims to raise awareness of Intersectional feminism. It also tries to support the LGBT community in Italy and victims of domestic violence and many other issues which occur in Italy.
Grazie davvero a chi vorrà contribuire alla causa!
Apprezziamo il tuo contributo.
Apprezziamo il tuo contributo.
Fai una donazioneDona mensilmenteDona annualmente
Torniamo ai vecchi cari blog…
i social censurano cultura perchè puntano sul commerciale, è un dato di fatto..mantengo un account solo per qualche comunicazione di amici che non hanno il blog, ma non rinnovo nulla da due anni, e poi sinceramente mi ha scocciato quel marasma di offerte annunci e gente che spudoratamente vende sulla sua pagina. A tutto c’è un limite.