Diario di una fuggitiva

Diario di una fuggitiva

Lei scrive:

Ringrazio Eretica per l’opportunità. Mi scuso se non sarò esaustiva ma tenterò di tenere qui il mio diario per non sentirmi sola e persa come mi sono sentita fino ad oggi. Ho sposato un uomo che ho amato, con lui ho fatto un figlio, sono rimasta quindici anni a prendere sberle e ad essere umiliata, poi non ce l’ho fatta più. Me ne sono andata. Prima mi sono rifugiata dai miei e lui ha continuato a perseguitarmi, poi ha minacciato di togliermi il figlio se non tornavo da lui ma il bambino non vuole stare con lui, ne ha paura e l’ha visto troppe volte farmi del male. E’ vittima anche lui, di violenza assistita, un reato che ancora pare non si possa citare nei tribunali. Lui non è solo violento ma anche maschilista, ritiene di essere il padrone della mia vita e di quella di mio figlio. L’ho portato con me.

Ho cominciato così a viaggiare, mi sono allontanata dalla città, tenendomi in contatto con il mio avvocato. Ho presentato denuncia per maltrattamenti ma non gliene frega niente. Lui vuole indietro ciò che pensa sia suo. Dopo vari spostamenti sono arrivata in un luogo in cui non credo possa trovarmi. Vivo in un magazzino, prestato da una donna che conosco, un po’ buio ma per ora va bene. Ho creato uno spazio per mio figlio, mi preoccupa quando dovrà tornare a scuola. Non so cosa fare. E’ mio marito (spero presto ex) che dovrebbe fuggire e invece sono io a dover nascondermi per non morire e per evitare che mio figlio ne resti traumatizzato a vita. Dal vetro vedo la gente passare, ignara, vivono in fretta, io resto ferma. Mio figlio con me e mi odio per questo. Non sapevo come proteggerlo altrimenti. Non sapevo come proteggere me stessa. Lui poteva raggiungermi anche dopo la denuncia, nessuno fa nulla di concreto, nessuno lo teneva lontano. Poteva uccidermi in ogni momento. Sono in fuga, per la mia vita e per quella di mio figlio. Per ora riesco a scrivere solo questo. Spero di avere ancora l’opportunità di aggiornarvi. Grazie.

1 pensiero su “Diario di una fuggitiva”

  1. La Legge la gestisce lo Stato. Se la Legge non funziona è lo Stato il vero colpevole di ogni situazione come questa. Se poi quella donna un giorno oserà reagire (ovvero difendersi) è probabile che venga messa subito in galera. Lei, la vera vittima!
    Ma di che parliamo? Dallo Stato derivano tutti i mali dell’essere umano.
    Cambiamento climatico? L’ho fatto io?! No, lo hanno permesso i politici che hanno sempre chiuso gli occhi su certe tematiche (ben foraggiati dalla multinazionali).
    Potrei fare mille esempi, Mi fermo qui. Ma la gente non capisce qual è il vero problema neppure se ci sbatte contro.

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