fatto qualche ricerca. Statistiche, dal 2019 al 2022 secondo fonti dell’OMS in italia i disturbi alimentari sono passati da 600.000 a 3.000.000.
questi solo quelli documentabili in luoghi in cui ci sono strutture funzionanti. più del 90% delle persone affette da disturbi alimentari è donna. sessismo e body shaming stimolano o aggravano il problema. la questione di genere non viene considerata e neppure un’educazione al rispetto dei generi viene pensata come prevenzione contro tali disturbi e il sui.ci.di.o che spesso diventa la richiesta d’aiuto di chi non sa dire che ha questo problema. la pandemia ha aggravato tutto, restare chiuse non ci ha fatto bene, lo dico per esperienza personale ma aggrava situazioni già gravi.
molte ragazze smettono di mangiare o si abbuffano e poi vomitano a seguito di traumi (molestie, stupri, famiglie violente) o a seguito di bullismo a scuola, per strada, ovunque. il cyberbullismo è anche questa una causa del problema. quando vedi una foto di una ragazza e scrivi a commento “ma fai una dieta” o “vatti a prendere pillole dimagranti” o “la cic.cia fa sc…fo” eccetera quel che ne deriva è un problema psicologico grave.
nessuna brutta azione resta senza conseguenze. gli haters grassofobi sono una vasta comunità che si diverte con commenti alle ragazze che non somigliano alle modelle photoshoppate e per il loro divertimento le conseguenze sono malattia, tentato sui.ci.di.o, disturbi alimentari, depressione, autolesionismo.
responsabilizzare chi legge e commenta, per strada, a scuola, sul web, circa il fatto che i loro comportamenti sono causa di problemi seri nei confronti di persone che poi patiranno per anni per cercare di trovare un equilibrio è un dovere e questo dovere non passa dall’idea che bisogna infantilizzare o tradurre in maniera melensa i bisogni delle persone affette da disturbi ma da quella che risponde a rivendicazioni concrete con risposte concrete. non esiste una statistica istat sui disturbi alimentari, non esiste un quadro diagnostico delineato perché in molti improvvisano e spesso quel che fanno alcuni medici non è approvato da altri. la risposta da centri di salute mentale, rinvio a comunità di rieducazione socio terapeutica, fornitura di assistenza psichiatrica e psicologica e fisica, spesso si trova in città singole, più spesso al nord o centro italia, con una prevalenza di realtà in regioni come emilia e toscana, piemonte e umbria. con l’inevitabile migrazione dal sud al nord perché al sud le strutture non sempre sono efficienti.
dunque, riassumendo, una questione che si potrebbe prevenire e che dovrebbe essere trattata con più serietà ovunque, si traduce per lo s*ro**o che butta lì una battuta sessista in spese sanitarie che di solito l’i.dio.ta sessista addebita alla persona con disturbi. una delle battute frequenti è “se vuoi essere gra.s.sa non dovresti pesare sul ssn”. oltre il danno la beffa. vergogna e senso di colpa per non tracciare profili di responsabilità sociali, culturali e soggettive di chi continua a fare a pezzi i corpi delle donne, in tutti i sensi. se il problema di chi soffre di disturbi è il corpo non dipende da esso ma da chi su quel corpo genera battute sessiste, insulti, colonizzazioni, appropriazioni, stupri fisici o psicologici, in poche parole traumi.
Pensateci. pensiamoci.
Se avete commenti di tizi che vi bullano per il vostro aspetto fate screenshot e inviatemele e ne parleremo: abbattoimuri@gmail.com
non siete voi il problema ma coloro i quali giocano a odiare le donne con ogni sillaba possibile.
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‘Abbatto i muri’ is a blog and an online platform run by a volunteer called Eretica. It aims to raise awareness of Intersectional feminism. It also tries to support the LGBT community in Italy and victims of domestic violence and many other issues which occur in Italy.
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