Penso molto a ciò che mi distrae dal non pensare, ovvero da quello che mi fa paura affrontare, anche se non dovrei provarne per quello che ho narrato e vissuto. Eppure la ricerca di metodi per anestetizzarsi è una parte quasi cosciente della vita di molte persone. C’è chi beve (io per fortuna almeno quello no), c’è chi fuma (nicotina a tratti un decennio sì e uno no e adesso il tabacco impera), c’è chi mangia e si abbuffa (poi vomita, come faccio io e chi soffre di disturbi dell’alimentazione). C’è chi eccede nell’uso di droghe (quelle illegali e quelle legali, tipo i farmaci calmanti che mi vengono prescritti). C’è chi si anestetizza guardando la tv per ore e ore, guardando sui social le vite altrui che scorrono mentre la tua resta salda sul divano. C’è chi affoga le paure nei videogiochi, o con un milione di altri metodi che ti danno l’illusione di muoverti mentre sei ferma.
La vita scorre, l’intrattenimento è un modo usato anche per non lasciarci pensare troppo, per interrompere la catena di dissensi, lo diceva un filosofo, non ricordo il nome. La vita digitale ci trattiene ferme a raccontarci vite che non viviamo davvero, mentre molte tra noi sono affette da agorafobia, da depressione, disturbi alimentari, disabilità varie, solitudine, desideri repressi, senso di inadeguamento, incapacità di accettarsi, di volersi bene. C’è chi comunica tanto su forum di ogni tipo senza svelare un minimo di sé. C’è chi inventa altre vite narrate con disincanto e amarezza. C’è chi non si specchia mai, non si tocca, non sente il contatto della pelle, del corpo, non riesce a riassumere gli odori e stimolare altri sensi.
Anestetizzarsi ed essere dipendenti da qualunque cosa è sfuggire da sé, curare le dipendenze con farmaci che danno altra dipendenza non so quanto risolva se non ci si confronta con le cause che ti portano ad annullarti. Finisci per essere invisibile. Non esisti. Non ci sei. Così mi sento, oggi. Spero a voi vada meglio.
Però ho deciso che se scrivo qui racconto la verità. Cosa che mi è stata rimproverata da chi fa scrittura generalista, in genere lo dicono alcuni uomini, per evitare di mettere in scena l’interiorità e le vulnerabilità. Sono nuda, dipendente, comunque onesta.
Un bacio
Eretica Antonella
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Ciao, non ti devi fare delle colpe se cerchi di svagarti in qualche maniera, non è dipendenza, l’ozio è funzionale per poterci dedicare a se stessi, alla propria anima, ai propri bisogni inascoltati… quindi la prossima volta non vomitare, mangia il cibo col piacere di farlo, senza alcun senso di colpa… ok?