La posta di Eretica, R-Esistenze

Traumi rimossi e gruppi religiosi

Lei scrive:

Cara Eretica, come ci si salva da una famiglia che ti fa stare male e quando provi a dire il tuo male ti dicono che è colpa tua?

La mia famiglia è cattolica, moltissimo. Quando ero bambina la figlia di amici di famiglia, di poco più grande di me, mi ha spogliata, toccata, strusciata. Ho rimosso l’accaduto per anni e mi è esploso tra le mani in terapia. 

Sono in crisi con tutta la mia famiglia e ho bisogno di un parere e delle storie di voi qui online, perché, nonostante la terapia e l’appoggio del mio partner, sto malissimo e non so cosa fare e cosa pensare. 

Mi prendo la libertà di dirvi tutti i fatti che riesco, senza non credo ci sarebbe un quadro completo.

Papà voleva farsi prete, è nato nel 1940 e da quando aveva 11 anni fino ai 23 è stato in seminario. Non si è fatto prete perché sentiva di non essere abbastanza. E lo racconta come se fosse colpa sua, povero papà.

Mamma credo abbia qualcosa di non diagnosticato. Bipolarismo? Depressione? ADHD? Non saprei dirlo. Non ha avuto una vita facile. Anche lei credente convinta, non voleva farsi suora ma quasi. Ha poi conosciuto mio papà, si sono innamorati ed eccoci qui.

Sono l’ultima di quattro sorelle. Sono cresciuta in un paese di 300 abitanti, in piena campagna, nel nulla cosmico. Le mie sorelle ed io abbiamo potuto conoscere solo il mondo cattolico, dove ci portavano i mei genitori. Fino ai 20 anni non no nemmeno parlato con qualcuno che non fosse credente e che non venisse da quel mondo lì.

Mia sorella più grande ha 20 anni più di me. Dall’adolescenza in poi ha frequentato assiduamente una comunità missionaria, ha conosciuto lì suo marito (i cui parenti frequentavano dalla nascita della comunità) ed era molto coinvolta. Praticamente tutti i suoi affetti più stretti erano lì, i parenti di suo marito erano lì, i suoi figli hanno iniziato a frequentare lì. Qualche anno fa è saltato fuori che il padre fondatore ha abusato di più di 40 missionarie. A mia sorella è caduto il mondo addosso, ne ha parlato poco con me ma una frase che ricordo è “lui per me era come mio padre, è come se mio padre avesse fatto del male alle mie sorelle”. In un paio di occasioni ho provato chiederle se fosse successo qualcosa anche a lei e mi ha risposto sempre di no. 

Poi c’è la seconda sorella, ha 17 anni più di me e dopo l’università ha passato un tempo molto lungo (che credo si possa tranquillamente elencare in anni) in un movimento che si chiama focolarini. Lì ha vissuto un’esperienza che traumatica è dire poco. Io non so i dettagli, ma l’ultima volta che ha parlato di altre persone che hanno vissuto con lei questa esperienza raccontava che una si è impiccata e un’altro è stato abusato dentro al movimento da quando aveva 10 anni. Mia sorella è uscita da quell’esperienza distrutta, è tornata a casa dai miei e non ha avuto granché supporto familiare, ma anche qui non conosco bene i dettagli. Stando a casa dei miei ha iniziato a frequentare gli scout, dove ha conosciuto suo marito, hanno avuto tre figli, di cui uno con ADHD. Da quando è nato questo mio nipote io ho solo ricordi di conversazioni famigliari in cui a mia sorella veniva spiegato come fare la mamma e veniva detto costantemente che stava sbagliando. L’altra mia sorella ad un certo punto le ha anche detto “è colpa vostra se il bambino è così”.

Queste due sorelle io le conosco a singhiozzo. Non ho ricordi di quando convivevamo perché ero troppo piccola, e molto di quello che so di loro l’ho imparato da conversazioni terze. Nel tempo ho dovuto decostruire e imparare a conoscerle di nuovo, un pezzetto alla volta. In onestà mi sento di dire che non ci conosciamo, anche se vorremmo o avremmo voluto.

Poi c’è la sorella che di età è più vicina a me. Ha sei anni in più di me. Per un po’ abbiamo convissuto, ai tempi dell’università, in un piccolo trilocale tutto per noi. Anche lei per un lungo periodo ha frequentato la comunità missionaria della prima sorella. Stava con un ragazzo e avevano idea di sposarsi. Ovviamente, come da dogmi, neanche l’ombra di sesso prematrimoniale. Dopo anni di relazione è saltato fuori che il ragazzo era andato a letto con una loro amica, per altro orfana da poco di entrambi i genitori. Per mia sorella è stato molto pesante, anche perché a dirle di questa cosa è stata una terza amica che non faceva parte della comunità e che conosceva proprio la ragazza in questione. Da lì è stato un lungo periodo intenso di bugie da parte di lui, di ricostruire orari, frasi e avvenimenti per capire se mentiva e di conversazioni vomitevoli e surreali con gli altri “amici” della comunità (di cui quella che mi è rimasta più impressa è “non devi preoccuparti, se non c’è stata penetrazione non c’è stato tradimento”). Esce da quella relazione schifosa e qualche tempo dopo incontra, sempre nella stessa comunità, un altro ragazzo, che diventa suo marito e il papà dei suoi due figli.

In ultimo ci sono io. Io ho avuto la fortuna di non frequentante nessuno di questi due posti (la comunità missionaria e il movimento dei focolarini) così assiduamente, ho retto credo un paio di mesi nel primo e nemmeno un giorno nel secondo. A me però è successo quello che descrivo nelle prime righe del post: la figlia di amici di famiglia, che aveva quattro anni più di me, quando avevo circa cinque anni ha abusato di me. E io non ne ho mai parlato perché lei era orfana di padre e mi avevano insegnato ad essere sempre gentile; e perché mi bulleggiava insieme a mia sorella quella poco più grande di me, e mi avevano insegnato a non disturbare.

In terapia mi è tornato il ricordo di questa cosa e mi ha sbloccato altri piccoli ricordi orribili, di non sentirmi tutelata e protetta in famiglia. Dopo un po’ di tempo, all’età di 27 anni, dopo aver anche lavorato con questa persona e dopo che questa persona mi ha anche fatto mobbing e rubato idee creative, dopo che mia sorella è stata anche sua coinquilina per un anno, decido di raccontare tutto alla mia famiglia. Lo faccio raccontando gli avvenimenti ad una persona alla volta. Ognuno ha le sue reazioni, non bellissime ammetto, ma quella di cui voglio parlarvi è quella della sorella poco più grande di me (a questo punto le dò anche un nome altrimenti non ci capiamo, diciamo che si chiama Fede).

Fede, quando le racconto l’accaduto, mi dice che non è nulla di grave e che anche lei giocava nuda con le sue amiche da ragazzina. Io rimango un po’ spiazzata, penso che forse non ci siamo capite e le dico anche “guarda al di là di questo ci sono anche tutte queste cose brutte che mi ha fatto sul lavoro”. Vedo però che non ci capiamo e dopo un po’ quella conversazione finisce, senza chiarezza o supporto. Abbiamo altre tre conversazioni così, per me molto pesanti, e in una di queste mi urla “ma cosa devo fare, non vederla più? Mi stai chiedendo di scegliere tra lei e te?”. Per me è troppo, mi chiudo. Arriva la pandemia, non ci vediamo per molto, e qualche giorno fa le mie sorelle vengono a trovarmi nella città in cui abito ora. Questa “gita” è molto male organizzata, io esprimo il desiderio di vedere solo loro quattro perché vorrei parlare per risolvere questa cosa, ma Fede mi dice che lei senza bambini e marito non se la sente di venire. Io dico che va bene, ma che non starò tutto il giorno con loro, perché mi stanco in fretta e perché vorrei passare un momento solo con le mie sorelle. Le dico anche: “ma se facessimo solo la cena noi quattro?” Lei dice che va bene. Qualche tempo dopo mi chiama la sorella maggiore (quella di 20 anni più di me), mi dice che la mia scelta “fa brutto” e che sembra che io non voglia stare con i miei nipoti e mio cognato. Parliamo un po’ e mi convince a stare insieme tutta la giornata, e solo poi a fare la cena solo noi quattro sorelle. 

Facciamo così e va tutto più o meno bene fino a fine della cena, momento in cui, passando da un argomento all’altro arriviamo a quella discussione che ho scritto in precedenza in cui Fede mi diceva “vuoi che scelga tra te e lei?”. Scopro che lei sente ancora questa ragazza, mi arrabbio e provo a spiegare che per me questa cosa è dolorosissima. Non so come ma la situazione che si crea è quella in cui Fede dice che non capisce perché sono così arrabbiata e che sono aggressiva e egocentrata, e la sorella maggiore mi urla che ho un modo da squilibrata e che devo andare incontro a mia sorella. La sorella di mezzo cerca di mediare, ma siamo tutte troppo dentro anche solo per ascoltarci.

Dopo questo incontro io mi prendo una pausa da tutti. Fede fa come fa sempre: fa finta di niente, ci ride sopra, mi scrive messaggi scemi senza affrontare il problema. Ciò che è nuovo è questo: le altre due sorelle mi chiamano dicendo che devo essere io ad andare incontro, che ho avuto modi troppo aggressivi. La maggiore in particolare mi dice cose molto pesanti, tra cui che io non faccio un passo verso le altre persone e che voglio sentirmi dire solo quello che voglio io.

Io sono molto stanca, voglio solo che mi lascino in pace e non mi dicano cosa provare e cosa fare. Mi sembra che abbiano deciso che sono nel torto senza ascoltare per mezzo secondo cosa stavo dicendo.

Questa cosa è successa sabato scorso e oggi ricevo un messaggio da Fede.

Vi ricopio qui i messaggi che ci siamo scambiate.

– “Sara cara prova a pensare che cosa desideri fare la prossima volta che ci vediamo….avevi accennato alle terme?dimmi tu😘”

– “Non so bene cosa dire Fede. Non riesco davvero a capire come fai a sentire o vedere Anna senza pensare costantemente “questa persona ha abusato di mia sorella”. Quando la senti cosa pensi? Quando esci con suo fratello cosa pensi?

Non riesco a stare in tua compagnia così Fede. Per me è come se un amico di tuo marito Luca abusasse di te e Luca continuasse ad uscirci o a sentirlo e ti dicesse “ma cosa pretendi, che tagli i ponti? Dai andiamo a mangiarci una pizza”.”

– “Sara non posso dire nulla del tuo dolore, della ferita che senti ancora così viva e intensa perché i sentimenti non si discutono…io avevo capito dal tuo racconto che eravate bambine non ragazze e tra bambini capita spesso che possano verificarsi situazioni di questo tipo…non l ho percepito come un abuso ma come una profonda sofferenza che ha condizionato la tua vita…sono anche convinta che nessuna mia parola o gesto potrà cancellare la sensazione che provi di non esserci stata e di non averti capita e ti assicuro mi dispiace tantissimo perché mai avrei pensato di farti soffrire…ti voglio bene e vorrei solo saperti serena..”

– “Per me è molto pesante quello che scrivi. Provo con un altro esempio: è come se un amico di Luca ti tirasse uno schiaffo e Luca ti dicesse “ma no dai, non si vede nemmeno un livido, no è violenza questa”.

Faccio fatica a parlartene e a fare esempi, ma mi sto sforzando per cercare sinceramente di capire.

Io lo chiamo abuso, non per il fatto in sé ma per tutto il contesto che c’era attorno. E mi fa molto male che tu decidi di non chiamarlo abuso senza cercare di capire.

Mi fa molto male anche questo: a prescindere da quello che mi è successo da bambina, tu hai visto tutte le cose che Anna mi ha fatto sul lavoro. E continuo a non capire come è possibile che rimani in rapporto con lei e non prendi posizione.

Non parlo del passato Fede, non parlo di cosa hai o non hai fatto tempo fa. Parlo di adesso. Come è possibile che tutto stia succedendo ancora, ora. Non riesco davvero a capire.”

– “Vedi non ne arriviamo a capo…guarda io la anna praticamente non la vedo più…ma cos è che vuoi che io la chiami e le dica che è stata una stronza con te?è questo che ti darebbe più tranquillità?”

– “Cosa significa “io la anna praticamente non la vedo più”?

– “Sara non ci vediamo e non ci sentiamo mai…”

– “Sabato sera hai detto “la sento solo ogni tanto”. Perché ora dici “non ci sentiamo mai”?”

– “Ma si la sentirò una volta all anno…non c è una relazione costante….ripeto…la devo chiamare e dirle che sta facendo saltare il nostro rapporto….questo può aiutarti? è questo che vorresti?”

– “Non capisco come faccia tu a sentirla, a prescindere dalla quantità di volte in cui la senti.

E non so nemmeno cosa dire perché mi sembra che qualsiasi cosa dica non riusciamo a capirci.

L’unico esempio che mi sembra utile è quello di prima. Tu saresti bene con Luca se un suo amico di dà una sberla, tu dici a Luca che la situazione ti fa soffrire e Luca ti dice “ma sì lo sento solo una volta all’anno”?

Non ti sto rispondendo a questa domanda che mi poni perché mi sembra talmente surreale che non so cosa dire. Non posso stare in questa relazione come vorresti tu. Non ho più le parole per provare a spiegarmi e non riesco a capire come capirci. Mi sembra che continuando tu veda solo che sono esagerata e egocentrata.

Devo prendermi un po’ di tempo e allontanarmi Fede. Mi dispiace tanto che non riesco a spiegarlo, ma non so davvero cosa fare”

– “Sara mi dispiace immensamente….io mi son comportata così perché per me una bambina non può abusare di un’altra bambina ma probabilmente non ho ben capito….mi dispiace tanto e anche io non so cosa fare.. però non voglio perderti…”

Ho scritto questo post di getto, ho la testa e il cuore che friggono e vorrei solo scappare. Mancano dei pezzi della storia e non sono sicura che si capisca tutto, ma chiedo a voi che seguite questa pagina: avete esperienze simili? Mi dite cosa avete fatto o fate per sopravvivere? O cosa vi suscita leggere? O boh, non lo so nemmeno io cosa sto cercando.

Sono tanto stanca. Sento tanto buio addosso. Non ne posso più. 

Ho cambiato i nomi.

Grazie Eretica per tutto quello che fai. Per me sei una forza della natura e il tuo lavoro mi ha salvato più volte. Oltre alla psicologa e al mio ragazzo, la tua pagina é il primo posto in cui ho raccontato la mia storia anni fa, ed è stato fondamentale per andare avanti.

Grazie a te, grazie a voi che leggete 

Una tantum
Mensile
Annuale

Donazione una tantum

Donazione mensile

Donazione annuale

Scegli un importo

€1,00
€5,00
€10,00
€5,00
€15,00
€100,00
€5,00
€15,00
€100,00

O inserisci un importo personalizzato


Abbatto I Muri vive di lavoro volontario e tutto quello che vedete qui è gratis. Aggiornare e gestire questo spazio è un lavoro che costa tempo e fatica. Se mai vi passasse per la mente di esprimere la vostra gratitudine basta un obolo per un caffè (alla nocciola). :*
‘Abbatto i muri’ is a blog and an online platform run by a volunteer called Eretica. It aims to raise awareness of Intersectional feminism. It also tries to support the LGBT community in Italy and victims of domestic violence and many other issues which occur in Italy.
Grazie davvero a chi vorrà contribuire alla causa!

Apprezziamo il tuo contributo.

Apprezziamo il tuo contributo.

Fai una donazioneDona mensilmenteDona annualmente

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.