Antiautoritarismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Precarietà, R-Esistenze

La donna bianca e l’industria del salvataggio che deporta le sex workers straniere

Continuando il ragionamento iniziato QUI e QUI vediamo quali sono le norme che regolano il flusso migratorio. Grazie alle spinte della destra e anche del governo renziano si è dato il via libera al decreto flussi che acconsente all’ingresso di una persona migrante su base subordinata ad un contratto di lavoro che più spesso è quello di colf. L’Italia non ha mai fatto mistero circa il fatto di criminalizzare il migrante maschio come potenziale stupratore della donna bianca, simbolica della purezza della nazione, e di facilitare l’ingresso delle colf come mezzo di liberazione delle donne bianche, dunque come schiave cui spesso vengono proposti contratti che poi non vengono rispettati all’arrivo della migrante o non corrispondono gli accordi sul vitto e l’alloggio. Spesso la migrante si ritrova a dover accettare condizioni di lavoro molto più precarie e faticose, un alloggio brutto e inospitale, vitto quasi inesistente, per paura di essere rimandate indietro. Quando le condizioni di lavoro diventano tali da non consentire a queste donne di poter sopravvivere è la criminalizzazione dei migranti a facilitare il fatto che esse si affidino a trafficanti per poter accedere ai Paesi in cui poter lavorare o se entrate con i flussi possono lasciare il lavoro di merda che gli è stato offerto con l’inganno e cominciano la loro attività di sex workers.

E’ il caso di una donna dell’est che scrivendomi mi dice che dopo aver provato a sopravvivere come badante e colf in una famiglia che la maltrattava e tratteneva il suo documento per ricattarla, lei era riuscita a scappare e si era unita ad altre che lavoravano come prostitute. Non era certo il lavoro migliore del mondo ma non era neppure il peggiore perché sceglieva lei i clienti e non lo avrebbe fatto se le politiche migratorie fossero state diverse nei confronti di chiunque. Senza contare poi del fatto che le politiche migratorie si giustificano attraverso campagne anti tratta quando in realtà se trovano una donna senza permesso di soggiorno non ci pensano due volte prima di deportarla e rimandarla indietro. Se le donne che legittimano politiche contro l’immigrazione andassero a farsi un giro quando le forze di polizia arrestano le stesse prostitute come fossero trafficanti di sé stesse per poi rispedirle nei paesi di origine saprebbero di stare appoggiando politiche xenofobe e razziste che spesso hanno a che fare con il colore della pelle delle donne arrestate. Una donna che veniva dalle filippine aveva firmato un contratto con una famiglia che la teneva segregata in un casolare umido in giardino, senza vitto, con l’obbligo di lavorare 18 ore.

Scappò e si ritrovò a rivolgersi a conterranee che la fecero lavorare in una roba di massaggi che fu sottoposta a blitz. Lei fu arrestata e rimpatriata per violazione del contratto di lavoro con la famiglia che aveva lasciato e non ci fu nessuno ad ascoltarla quando tentò di spiegare il motivo per cui se ne era andata. Una donna cinese era arrivata in Italia illegalmente, poi era stata a lavorare con gente della stessa provenienza in una fabbrica dove dormiva e mangiava per terra. Quando cominciò a scendere in strada per prostituirsi una collega le disse di fare a metà con l’affitto perché non sapeva dove andare e allora affittuario e le due donne furono arrestate per traffico e favoreggiamento della prostituzione perché a meno che tu non sia sola e non abbia una casa di proprietà e non abbia la cittadinanza italiana comunque sei sempre nell’illegalità. Se le femministe abolizioniste continuano ad ignorare queste situazioni, senza assumersi la responsabilità per le donne migranti e le donne trans che si prostituiscono e che rinviate ai margini per paura della polizie e di essere rimpatriate rischiano spesso di essere uccise, hanno ben poco per cui dirsi femministe. In Italia e in Europa si spendono più soldi per rimandare indietro queste donne che per salvarle o reinserirle in una dimensione lavorativa decente. Quindi dove sta la vostra umanità?

Una tantum
Mensile
Annuale

Donazione una tantum

Donazione mensile

Donazione annuale

Scegli un importo

€1,00
€5,00
€10,00
€5,00
€15,00
€100,00
€5,00
€15,00
€100,00

O inserisci un importo personalizzato


Abbatto I Muri vive di lavoro volontario e tutto quello che vedete qui è gratis. Aggiornare e gestire questo spazio è un lavoro che costa tempo e fatica. Se mai vi passasse per la mente di esprimere la vostra gratitudine basta un obolo per un caffè (alla nocciola). :*
‘Abbatto i muri’ is a blog and an online platform run by a volunteer called Eretica. It aims to raise awareness of Intersectional feminism. It also tries to support the LGBT community in Italy and victims of domestic violence and many other issues which occur in Italy.
Grazie davvero a chi vorrà contribuire alla causa!

Apprezziamo il tuo contributo.

Apprezziamo il tuo contributo.

Fai una donazioneDona mensilmenteDona annualmente

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.