Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Il Femminismo secondo la Depressa Sobria, R-Esistenze

Colpevolizzazione della vittima

La colpevolizzazione della vittima si realizza nel momento in cui non si riconosce innanzitutto che la vittima sia tale e si dice invece che si è posta nelle condizioni di diventare oggetto di aggressione di qualunque tipo inclusa quella sessuale. La colpevolizzazione può insorgere come elemento derivante da fenomeni razzisti, omofobi e sessisti. Si parla di victim blaming quando per esempio una donna stuprata viene giudicata per il suo comportamento, per il suo abbigliamento, per il trucco, i tatuaggi, e qualunque altro elemento che la pone come individuo fuori norma. La colpevolizzazione interviene anche quando una vittima di violenza sessuale denuncia di aver subito abuso mentre lei era in condizioni di incoscienza, ubriaca, drogata. Forme di colpevolizzazione comprendono anche una sorta di interrogatorio della vittima che secondo l’avvocato difensore dell’imputato presunto stupratore non avrebbe reagito abbastanza o avrebbe potuto porre fine all’aggressione. Quando lei denuncia uno stupro qualcuno può dire che i suoi jeans erano troppo stretti perché qualcun altro potesse toglierglieli.

Dunque se li sarebbe tolti da sola. Se la vittima è stata costretta a praticare una fellatio all’aggressore le viene chiesto come mai non abbia dato un morso per reagire e poi scappare. E capita spesso che una vittima di stupro si difenda attraverso una forma di paralisi che le impedisce di dire o fare qualunque cosa. L’immobilità è una reazione piuttosto comune alla paura. Una donna che viene aggredita da uno stupratore non solo teme di essere stuprata ma anche di essere uccisa. La mente reagisce inviando stimoli che produrranno una paralisi in tutto il corpo. Molto spesso questo fenomeno viene male interpretato e la stessa vittima si sente in colpa per non aver detto o fatto nulla mentre avveniva lo stupro. Quando la vittima denuncia e subisce un interrogatorio da parte dell’avvocato dell’accusato o dello stesso giudice sulle sue abitudini sessuali, sul suo abbigliamento o sul perché lei non abbia reagito, si parla di vittimizzazione secondaria. La vittima cioè viene rivittimizzata per la seconda volta.

Altre forme di vittimizzazione secondarie possono avvenire attraverso articoli di stampa in cui si descrive la vittima come se ella fosse colpevole di quanto accaduto. Articoli del genere possono ad esempio non rispettare la privacy della vittima, concentrarsi sulle abitudini della vittima, descrivere lo stupratore come un innamorato o una persona che pensava il rapporto fosse consensuale. L’uomo che tenta un approccio con una donna che per esempio sta dormendo immagina che lei voglia stare con lui solo perché continua a dormire o temendo un’aggressione violenta finge di dormire sperando solo che lui finisca presto. Altre forme di colpevolizzazione comprendono il fatto che un avvocato difensore dell’imputato presunto stupratore descriva la fisiologia della donna e dei suoi apparati genitali come impossibili da penetrare se lei non voglia. Alcune vittime di stupro si sono sentite colpevoli per il fatto che avendo subito una penetrazione la vagina si dilata e potrebbe perfino raggiungere l’orgasmo.

La dilatazione della vagina è una difesa che il corpo mette in atto per evitare che quella zona venga ferita. Quindi non c’è nulla di strano e non c’è colpa in questo. Devono saperlo le vittime, gli stupratori, e gli avvocati che li difendono. La stessa cosa succede quando ad essere stuprato è un ragazzino. Il fatto che eiaculi se stimolato da un pedofilo non vuol dire che quella non sia violenza. Il punto cruciale da tenere bene a mente è il consenso. Se lei non dice sì allora è stupro. Se lei pur avendo inizialmente detto sì ad un certo punto vuole smettere se lui continua diventa stupro. Colpevolizzare la vittima dipende anche dalla mentalità comune, dagli stereotipi che stabiliscono quale debba essere il giusto comportamento di una ragazza per bene. Ricordo per esempio che anni fa si parlò di violenza ad alcune adolescenti che poi vennero descritte dai giornali come delle ninfette che andavano in giro in shorts e mostravano i tatuaggi.

Queste norme per il buon comportamento della brava ragazza purtroppo non furono descritte da un giornalista qualunque ma da una donna che diceva di schierarsi dalla parte delle vittime. In quell’occasione con abbatto i muri abbiamo avviato la campagna il corpo è mio e lo mostro a chi voglio io. Perché beninteso il fatto che ci si vesta in un certo modo non deve incoraggiare nessuno ad aggredirti sessualmente. Non sei merce, non sei un oggetto, sei una persona con propri desideri che ti rendono un soggetto a tutti gli effetti in grado di praticare libertà di scelta. Tale libertà si chiama autodeterminazione ovvero la libertà di determinare le tue scelte in ogni direzione qualunque sia lo scopo o l’obiettivo che tu ti prefigga.  

Una tantum
Mensile
Annuale

Donazione una tantum

Donazione mensile

Donazione annuale

Scegli un importo

€1,00
€5,00
€10,00
€5,00
€15,00
€100,00
€5,00
€15,00
€100,00

O inserisci un importo personalizzato


Abbatto I Muri vive di lavoro volontario e tutto quello che vedete qui è gratis. Aggiornare e gestire questo spazio è un lavoro che costa tempo e fatica. Se mai vi passasse per la mente di esprimere la vostra gratitudine basta un obolo per un caffè (alla nocciola). :*
‘Abbatto i muri’ is a blog and an online platform run by a volunteer called Eretica. It aims to raise awareness of Intersectional feminism. It also tries to support the LGBT community in Italy and victims of domestic violence and many other issues which occur in Italy.
Grazie davvero a chi vorrà contribuire alla causa!

Apprezziamo il tuo contributo.

Apprezziamo il tuo contributo.

Fai una donazioneDona mensilmenteDona annualmente

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.