Autodeterminazione, Critica femminista, Il Femminismo secondo la Depressa Sobria, R-Esistenze

Interiorizzazione del maschilismo

Nasciamo femmine, ma non per questo abbiamo coscienza dei nostri diritti. L’educazione ricevuta ci dice chi siamo, cosa possiamo fare e cosa potremo diventare. Molto spesso l’educazione si basa su stereotipi, sessismo e misoginia. Prima di sapere chi siamo qualcuno decide qual è il nostro genere ed è già una forzatura. Perché nascere con un sesso femminile non ci rende per forza donne. Ma se riconosciamo che è quello il nostro genere, dopo aver cercato di setacciare nei meandri di culture e mentalità ostili, cosa più difficile é liberarsi nel maschilismo interiorizzato. Quando vediamo nelle altre delle rivali, delle nemiche, scegliamo la strada più semplice ovvero quella che ci è stata fornita dagli uomini. Compiacersi del fatto di saper chiamare puttana una donna, perché ti sta sulle ovaie o perché pensi che lei sia responsabile per il tradimento del tuo compagno, è indice di interiorizzazione del maschilismo. Quando diamo della puttana ad un’altra donna non solo lo diciamo a lei ma stiamo limitando noi stesse, stiamo veicolando una cultura che limiterà noi e le nostre figlie. Stiamo divulgando una cultura che detta alle donne le norme da seguire per essere accettata dalla società, una società le cui regole sono date dai maschi. Stiamo così favorendo la cultura patriarcale, mentre sorvegliamo il modo di vestire o di truccarsi di una donna. Stiamo insultando noi stesse se permettiamo alla logica misogina di farci odiare il nostro stesso genere.

Non sono poche purtroppo le donne che veicolano cultura sessista e maschilista. Sono le nostre nemiche perché il fatto di essere donne non le rende nostre pari. Possiamo lucidamente immaginare che siano state risucchiate da una educazione misogina e maschilista, ma dopo una certa età, quando dovrebbero cioè aver capito quale strada intraprendere, per se stesse e non per accontentare i padri, i nonni, i fidanzati, dovranno assumersi la responsabilità di quel che dicono, che scrivono e fanno contro le altre donne. Se limitano il mio modo di essere, se usano l’eteronormatività per esempio per giudicare le lesbiche o se citano lo splendore di essere donne quando trasudano transfobia da tutti i pori, mettendo all’angolo le altre donne perché trans, quelle hanno interiorizzato il maschilismo. Lo hanno fatto proprio, l’hanno condito in salsa simil femminista con un linguaggio subdolo e ambiguo che dice i voler salvare le donne da se stesse, pressappoco, quando ad esempio si vestono in un certo modo, o scelgono di svolgere una professione come il sex working o scelgono di voler prestare l’utero per dare un figlio ad una coppia di amici gay. Ciascuna donna dovrebbe poter dire quel che vuole o non vuole fare, esprimendo liberamente la propria scelta, in questo consiste il principio dell’autodeterminazione. Se arriva un’altra che parla come un maschilista, vuole negarti diritti come farebbe un maschilista allora quella donna è maschilista. Non c’è scampo.

Una donna che ha interiorizzato il maschilismo è anche quella che limita la crescita di un uomo in una direzione differente. Se quella donna cresce un figlio dicendogli di fare l’ometto, di non piangere o di non comportarsi da femminuccia, sta comunque facendo il lavoro sporco per conto del patriarcato, peraltro gratis. Ci sono donne che difendono i propri figli quando sono imputati in processi per stupro. Quelle donne minacciano e insultano le donne che denunciano e dicono che sono le donne, le puttanelle, a tentare i loro figli. Non assegnerebbero responsabilità al figlio stupratore neanche se assistessero di persona allo stupro. Non lo riconoscerebbero perché sono donne intrise di maschilismo a tutto tondo. A volte è più semplice diseducare dal maschilismo un uomo che una donna, lo so per esperienza, perché la donna pensa di essere non maschilista in quanto donna. Eppure la vedi fare battaglie per impedire l’aborto, per vietare alle donne questo o quello, per prevaricarle e sovradeterminarle in ogni scelta possibile. Diseducarci dal maschilismo è difficile, si parte da noi stesse e poi vedrai che riuscirai a vedere nelle altre lo stesso problema. Basta solo volerlo. Buon lavoro a tutte!

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