Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze

#Nonètuttacolpamia: un urlo di lotta vi sommergerà

Mi piacerebbe vedermi con gli occhi del passato, per sapere cosa avrebbero detto o pensato di me quei cacciatori di streghe. Mi piacerebbe sbattergli in faccia il mio sesso senza mai perdonare le loro azioni. Quelle di chi mi ha costretta a sentirmi violata sin dalla nascita. Femmina per denominazione dei miei genitali, controllata in ogni azione che avrei compiuto in seguito. Mi piacerebbe confrontarmi con le donne che hanno vissuto a gonne abbassate le loro giornate, temendo fosse scoperta una caviglia, segnale di civetteria senza dubbio. Mi piacerebbe sapere cosa pensavano le donne che negli anni hanno partorito generando mostri per poi vedersi rinfacciare la colpa dei crimini da essi compiuti, come se non fossero state addomesticate ad una educazione rigidamente maschilista, come se fossero mai state libere di insegnare agli uomini a piangere, condividere l’intima fragilità o semplicemente a controllare il proprio desiderio al passaggio di una ragazza. Vorrei sapere quel che dicevano vecchie donne scambiandosi dolori e cicatrici, a mazzi ben disposti, come fiori regalati per le feste. Vorrei guardare uno per uno i volti di tutte le donne che sono disposte presso i cimiteri del mondo per conoscerne la storia e sapere quanto hanno fatto per sopravvivere alla schiavitù che per loro era già stata decisa. Donne mutilate, sensibilità bruciate, donne rese gravide per fornire continuità ad una specie che forse meriterebbe l’estinzione. Se una specie non sa rinnovare la propria cultura e tutto ciò che sa fare e riproporre gli stessi schemi in ogni situazione a che serve che essa viva?

Mi dolgo di non aver generato un figlio maschio perché gli avrei insegnato ad essere uomo senza disporre di potere e perfidia nei confronti di chiunque. Mi dolgo di non aver fatto abbastanza, perché sono certa che ogni donna, anche la più insospettabile e cheta abbia fatto la sua parte affinché io oggi possa esprimermi con la scrittura ma mi manca sapere di più e conoscerle davvero. Mi spiace di aver tracciato una linea di confine con le mie nonne, pensando fosse necessario per la mia sopravvivenza. Ma la linea di confine, mie care, non era contro di voi ma contro la mentalità della quale vi siete fatte portatrici, voi schiave, impotenti, arrabbiate e vincolate a patti di sangue con i vostri stessi figli maschi. Mi spiace di non aver potuto guardare in faccia una donna che ha difeso un figlio che stuprato la figlia d’altri perché il fatto che tu l’abbia generato non vuol dire ch’egli sia speciale. Se continuiamo a dirci che c’è una differenza tra il desiderio maschile e quello femminile saremo comunque sempre prede e loro cacciatori. Penso che tutte le donne del mondo, finanche alla fine della propria vita si sono accorte dell’errore, perché esistono gli affetti, la solidarietà, l’empatia e la compassione. Esiste la certezza che nessun corpo appartiene a qualcun altro. I vostri corpi non appartenevano ai vostri mariti né ai vostri figli. I corpi delle donne non appartengono a quegli stupidi che osano divertirsi proferendo battute oscene. Il mio corpo comincio a sentirlo, avidamente, a toccarlo dopo un po’ di tempo, e mi piace ancora il mio profumo, mi eccita la mia carezza, dunque mi appartengo.

Se tutte le donne scoprissero quanto sia speciale quella sensazione di appartenere a se stesse e a nessun altro, se tutte scoprissero che non è l’uomo il Dio che vi ha messe al mondo ma siete voi ad aver messo al mondo voi stesse. Di questo ogni uomo è geloso. Di questo ogni uomo sa davvero poco. Quanto sia deviante l’idea di controllare la nostra capacità riproduttiva, o il nostro desiderio sessuale. Quanto sia devastante negare che le nostre menti ambiscono a far conoscere pensieri prima che tacersi, immobilizzarsi per paura di sbagliare e non soddisfare i padroni dei nostri destini. Padroni delle vite, delle scelte, delle prospettive, di tutto quello che ad ogni donna dovrebbe spettare di diritto. Vorrei abbracciare la prima donna che ha lottato ed è stata ferita a sangue per aver voluto dare a me il diritto di leggere un libro. Vorrei abbracciare la donna che ha detto No all’uomo che voleva violentarla e ha dovuto pagare con la vita il prezzo del suo rifiuto. Grazie a lei posso dire oggi che dire No è più semplice ma quante ancora dovranno essere le vittime di questa devastante caccia al buco per ammettere il fatto che gli uomini devono essere educati a non pensare che ogni donna corrisponda i loro desideri. Quante morti, quante volte dobbiamo dire di No, quante volte è stato necessario farlo senza sortire alcun cambiamento. Quanti tribunali, avvocati difensori, poliziotti impreparati dobbiamo incontrare ancora perché si dica che viviamo in un sistema patriarcale che finge di proteggerci affinché non sia dato a noi di decidere come e quando vogliamo farlo.

Quando non sembrerà un dispetto se toccandomi procuro un mio orgasmo, liberatorio, che è solo mio, e mi ricorda che mi amo e non vorrò mai e poi mai condividere tutto questo con chi ritiene le donne solo un comune oggetto sessuale. Troppe ragazzine violentate. Troppe donne maltrattate. Troppo accade ancora contro i nostri corpi e abbiamo bisogno di dire a noi stesse che ci amiamo e non permetteremo a nessuno di farci del male. Io ne ho avuto abbastanza, in tutti i sensi, per tutta la mia vita. Spero così anche voi. Dunque lottiamo. Che un urlo di lotta sommerga ogni città. Perché #nonètuttacolpamia

Eretica Antonella

Una tantum
Mensile
Annuale

Donazione una tantum

Donazione mensile

Donazione annuale

Scegli un importo

€1,00
€5,00
€10,00
€5,00
€15,00
€100,00
€5,00
€15,00
€100,00

O inserisci un importo personalizzato


Abbatto I Muri vive di lavoro volontario e tutto quello che vedete qui è gratis. Aggiornare e gestire questo spazio è un lavoro che costa tempo e fatica. Se mai vi passasse per la mente di esprimere la vostra gratitudine basta un obolo per un caffè (alla nocciola). :*
‘Abbatto i muri’ is a blog and an online platform run by a volunteer called Eretica. It aims to raise awareness of Intersectional feminism. It also tries to support the LGBT community in Italy and victims of domestic violence and many other issues which occur in Italy.
Grazie davvero a chi vorrà contribuire alla causa!

Apprezziamo il tuo contributo.

Apprezziamo il tuo contributo.

Fai una donazioneDona mensilmenteDona annualmente

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.