Antisessismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Satira, Sessualità

Il maschilismo dei fluidi corporei

Il sudore di un uomo è segno di grande virilità, perfino il suo moccio ha un alto significato intrinseco nella cultura popolare. Ma quel che più di tutto occupa l’alto grado di valore è lo spermatozoo, singolo o in comitiva va bene lo stesso, perché l’uomo che tende a offuscare il talento intellettivo di una donna farebbe di tutto per vendertelo. Lo commercia per estorcere consenso, lo brandisce tra le dita unte, al bisogno, per riaffermarne le proprietà artistiche. Con esso puoi dipingerci un murales alto tre metri per tre, senza dubbio. Deve esserci una enorme agenzia di marketing che ha pensato e ripensato alla maniera in cui si può convincere una donna a ingoiarlo. Migliora la pelle, ammorbidisce il palato, scaccia i batteri dal tratto esofageo? Non ci è dato saperlo. Tutto ciò che sappiamo è che tanta scienza sconsiglia l’introduzione del medesimo in luoghi altrimenti destinati, salvo la vagina. Ogni obiettore di coscienza che si rispetti dovrà per forza insegnare ai propri figli e ai figli dei figli che quel delicato e proficuo seme non può essere sprecato in tale modo. La direzione è quella, mira lì, spara veloce e avrai il concepimento assicurato. Non dovrebbe essere così?

Dunque perché ci ritroviamo con migliaia di adolescenti che tentano di sedurre ragazzine alle prime armi sfoderando il colosso di Riace e dicendo le sacre parole “è bagnato!”? Cosa vorranno mai dire questi giovani uomini a parte segnalare l’elevato livello di umidità dell’aria? Sarebbe un po’ come un invito ad asciugarlo? E’ un compito preciso delle ragazze asciugare i bronzi di Riace affinché non arruginiscano? Ma allora sarebbe bene che ciascun uomo vada in giro con un ottimo antiruggine in dotazione. Non vorrete mica infilare il coso nella cosa minacciando di arrugginirla? Sapete che rumore potrebbe fare una vagina arruginita alla sua apertura? I film dell’horror possono darvi un’idea. Ma il punto è che spuntano bronzi un po’ dovunque, nei retri degli istituti scolastici, nei bagni, li disegnano per lasciare ai posteri la prova della nostra intelligenza umana (e sai che intelligenza!) e nel frattempo tante ragazze vengono pregate di provvedere alla cura di codesto attrezzo, salvo dimenticare di chiedere il consenso.

Ho letto varie lettere di ragazzine che denunciano simili comportamenti, ragazzetti che vanno lì a chiedere, pietire, per favore, una mano per protrarre lo stato di erezione e poi esigono che ella apprezzi il liquido sputacchiato con la stessa venerazione che si dovrebbe dedicare ad un Santo. Suggerirei ai ragazzi di ripassare un po’ le regole del consenso le quali dicono che bisogna prima chiedere alle ragazze se vogliono fare sesso, specificando il tipo di sesso. Perché forse lei vuole solo darvi un bacio in bocca e non farvi un pompino. Quando avrete ottenuto il consenso allora potrete proseguire e gioirne insieme, sapendo che è una cosa preferita da entrambi. Ma se la pregate e lei lo farà pensando che voi poveri cristi non potrete farne a meno e avete tanto ma tanto bisogno di aiuto non siete altro che minuscoli ometti di merda, stupratori in erba, che dovrebbero cumulare il liquido e andarlo a vendere a Lourdes per finanziare un corso di canonizzazione del membro. Nessuno vi deve un bel niente e l’abitudine estrema di considerare il vostro pene come un premio per qualunque fanciulla arriva dal paleolitico, e giuro che almeno loro disegnavano qualcosa di meglio di un cazzo con tre pelini sulla porta del cesso scolastico.

Siate gentili, avviatevi nella direzione del rispetto del consenso e cercate di non sopravvalutare le proprietà nutritive del vostro coso. Se sono tanto nutrienti mangiatele da soli. Nutritevene a colazione, pranzo e cena ma smettetela di molestare e stuprare le ragazze. Grazie.

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