Autodeterminazione, La posta di Eretica

Sono incinta e non ce la faccio più

Lei scrive:

Ciao Eretica,
Sono incinta all’8 mese inoltrato, 34 settimane per la precisione. Premetto che sono contenta e che va tutto bene. Nascerà una bambina, voluta ardentemente.

Sono stata una delle gravidanze della quarantena, tutto sommato niente male: casa, niente lavoro ma bonus dell’inps, compagno sempre vicino perché ha lavorato con il famoso “smartuorky”, pochi parenti, tante telefonate e ospedali sempre liberi e vuoti perché sono rientrata nei percorsi che non si potevano sospendere (quasi sempre: c’è stato un buco di 2 mesi in cui sono stata figlia di nessuno, ma poca cosa tuttavia).

Dicevamo. Stiamo bene: lei sta bene, cresce, si muove, è già cefalica, io gravidanza fisiologica tutto ok: niente pressione alta, niente diabete gestazione, niente piedi e gambe gonfie. Insomma una bomba. E quindi?

La verità è che non ce la faccio più. Ed è una cosa che non si può dire perché se lo dici ti senti una stronza tu e gli altri ti guardano male. Nausea per i primi 5 mesi, tornata in quest’ultimo mese, bocca sempre impastata, reflusso e bruciore di stomaco, e questo per tutta la gravidanza. Insieme a tutta una serie di attenzioni/preoccupazioni degli altri che, per il mio bene certo, devono sempre dire qualcosa (la più interessante è: mangia che la bambina deve crescere, ma non ingrassare mi raccomando che poi non li butti più giù!

A questa se ne somma un’altra: devi fare movimento, camminare, puoi fare tutto, ma non ti stancare, non camminare troppo, non prendere la macchina che puoi stare male). Col passare del tempo arriva la mancanza di fiato, perché i polmoni si rimpiccioliscono e tra quello e il caldo si fatica a respirare (periodo pericoloso per dire una cosa del genere…). Poi arrivano i dolori del bacino (io sempre avuto dolori mestruali forti, ma nulla a che vedere!): tirano le anche, tira la pancia come se si strappasse dentro, fa male la schiena, arriva la sciatica (a destra e a sinistra).

Corri al prontosoccorso: o mamma mia sarà grave! Ecografia visita e monitoraggio e niente: va tutto bene: è “solo” il bacino che si allarga per predisporti al parto, e tu, che hai sempre fatto yoga, andata dall’osteopata, che ti sei sempre sentita dire che avevi un fisico pronto al parto, senza disfunzioni, cominci a tremare, pensando cosa sarà veramente il parto. Riposo mi raccomando ma non troppo. E ora io, iperattiva da sempre, mi trovo a passare la giornate tra divano e vasca da bagno, con la frustrazione di non poter fare più nulla perché appena mi muovo mi fa male tutto. Arriva la 34 settimana e faccio l’errore di tirare un po’ le fila: mi fa male tutto, non cammino, mi sento inutile, il bacino si è effettivamente allargato e sono arrivati quegli 11 chili in più (già adesso! ma manca ancora più di 1 mese!). E tutto questo mi fa sentire brutta. Brutta e inutile. Ci mancava solo questo. Crisi di pianto.

Ma non sono sola per fortuna in tutto questo, no: ho un compagno amorevole, felice della gravidanza, attento e preoccupato. Una persona così ha chiaramente una potente sindrome della “couvade” che non esprime con un po’ di pancetta, come normalmente avviene, ma con profonda emotività: si stressa, si preoccupa, è diventato incontinente anche lui. Condividiamo molto, leggiamo molti libri per una gravidanza e parto naturali, non mi sorprende che stia vivendo questa paternità in questo modo così intenso.

Ma cavolo non lo sopporto più: vuole arrivare lì dove non arrivo io, ma poi ogni cosa è uno sforzo, ogni sforzo è una bestemmia (che non mi da fastidio in sé, non sono credente, ma mi fa capire quanto si stressi): cucina e senti che bestemmia, torna dal far la spesa e senti, ancora fuori dalla porta di casa, che smadonna, lavora e si lamenta, non dorme ed è nervoso. Il suo intento di starmi vicino si trasforma in forte stress per entrambi: lui si stressa e io mi sento di non poter chiedere nessun aiuto – cosa che lo stressa ancora di più e finiamo in un bel circolo vizioso. Manca poco che lo mando ‘affanculo.

Se dico tutto questo la gente mi prende per pazza, per irresponsabile, per madre degenere ancor prima di esserlo. In questa società se sei incinta (e temo anche madre) non puoi dire che sei stanca del tuo stato, devi ringraziare il signore della benedizione avuta e immolarti alla causa. Io invece ho bisogno di dire che è una cosa bellissima, ma è faticoso, duro e ci vuole impegno tutti i giorni, e che può succedere che umanamente si dica: non ce la faccio più.
Grazie mille a chi mi ha letto.
E.

 

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3 pensieri su “Sono incinta e non ce la faccio più”

  1. Cara mamma, l’attesa e il diventare mamma trasforma molte cose della vita di una donna, molte relazioni, molte priorità, si entra in un nuovo ruolo che nel bene o nel male per alcuni mesi è totalizzante. A volte questo passaggio non è facile e indolore (attenzione non mi riferisco al parto, ma proprio al processo socio-psicologico). Serve tanta apertura non solo da parte tua ma di chi ti sta vicino per apprendere il nuovo. Apertura anche nel riconoscere le difficoltà e sofferenza, come stai facendo.
    Personalmente posso dirti che mi ha aiutato tantissimo avere un gruppo di altre mamme con cui confrontarsi, una sorta di gruppo di auto mutuo aiuto, noi lo chiamiamo “auto supporto”. Serve a sentirsi meno sole e farsi forza a vicenda e trovare che ciò che viviamo è simile a ciò che vivono molte altre.
    A me personalmente ha aiutato anche ritualizzare questo passaggio con un rito vero e proprio fatto gli ultimi mesi di gravidanza. Un momento tutto femminile in cui ricevere cure, amore e coccole e in cui celebrare questo passaggio. Perché di passaggio si tratta: fisico, emotivo e sociale. Il corpo ce lo ricorda, la sofferenza e la insofferenza sono segnali che ci stanno dicendo qualcosa. Rimaniamo in ascolto.
    In bocca alla lupa!

  2. Ho letto per caso e mi sono ritrovata non solo nelle tue parole ma soprattutto nel contesto rimasto identico a quello di quasi quarant’anni fa perché sulla maternità la cultura ha costruito una serie di distorsioni che le donne contribuiscono a perpetuare perfino involontariamente.
    La vecchiaia è una stagione in cui vedi lucidamente le cose che non puoi vedere quando sei dentro l’esperienza perciò mi perfetto di darti alcuni suggerimenti sperando di essere abbastanza autorevole perchè la mia voce superi le tante melensaggini contraddittorie che tu hai ben descritto.
    1. Metti al centro te stessa, quello che senti e quello che vuoi, anche se ti sembra confuso e cambia ogni giorno.
    2. Ascolta tutte se e quando hai voglia (me compresa) e segui quello che senti.
    3. Fare il padre è esperienza recente poco diffusa e male elaborata, perché se un uomo fa delle cose normali viene subito messo sul piedistallo e questo non lo aiuta.
    4. Se bestemmia (anch’io sono laica) non è sulla buona strada e se proprio non hai voglia di rimproverarlo, perchè non è il caso che ti sobbarchi una nuova fatica, non comprenderlo e non blandirlo.
    Sono madre felice di due figli maschi diventati uomini, cioè pienamente autonomi in tutto e penso di essere stata determinante perchè a un certo punto ho cominciato a vedere le distorsioni.
    Auguri per tutto, è una gran fatica e un’avventura straordinaria che può cambiare lo sguardo sul mondo e farti scoprire una te stessa sconosciuta.

  3. Ciao! Anche io mamma…..purtroppo essendo completamente sola ( le mie origini sono della polonia)
    Quindi nessuna mamma zia o altro …nessuno che si preoccupava per me e per il piccolo non ho fatto yoga piscina o corso pre parto perché mio ex marito lo riteneva inutile.
    Dovevo superare la mia gravidanza in una mansarda senza aria condizionata e se volevo mangiare dovevo fare la spesa e cucinare anche per lui.
    Tutto il giorno da sola con la speranza che quando papà del mio figlio sarebbe tornato a casa non mi avrebbe picchiata, o che non mi avrebbe detto che faccio schifo di quando sono ingrassata.diverso tempo passato in casa di protezione durante la gravidanza ( desiderata da tutti e due) e dopo la nascita del piccolo in quei posti squallidi in camera piccola quasi senza arredo e senza la TV come se fosse una pena perché ho dato alla luce un figlio del uomo violento.
    Capisco il tuo sconforto e quando ti fa male sentire tuo compagno che bestemmia anche a me non piaceva solo che mio bestemiava per altri motivi ….
    Immagino che quello che ho scritto non è tanto bello ma anche io ho avuto una gravidanza ” difficile” e spesso provavo invidia per le donne come te amate e aiutate
    Ma so anche che un momento di completa trasformazione di una donna del suo corpo e si fa gran fatica a ritrovarci ….e così naturale quel cambiamento ma e così strano.
    Stessi ormoni che ti fanno piangere per “nulla”
    E solo una donna che ha fatto dei figli può capirlo.e un momento stupendo e l’unico ma tanto stancante e dura da superare perché il male hai tu e pure le smagliature e de inutile che qualcuno per quanto ti ama ti dice ti capisco …..perché solo tu sai il tuo disagio.
    Comunque oramai sei alla fine e se riesci cerca di riposare e dormire quando avrai la tua piccina tra le braccia paserai a un altra fase per nulla facile ,ma celafarai e sicuramente verrà il giorno che penserai a questi giorni con nostalgia ….noi donne siamo così ” perfette e bellissime ”
    Ti auguro ogni bene

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