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Mi ha violentata, io non ho fatto nulla e mi sento in colpa

Lei scrive:

Mi sono trovata in una situazione molto difficile recentemente. Ho dovuto far passare un po’ di tempo per poterne parlare, non dico apertamente, ma almeno con qualche amico senza sentire che mi si spezzasse qualcosa dentro. Vorrei spiegarvi cos’è successo, vorrei che sappiate: se mai vi è successa una cosa del genere o minimamente simile, non siete sole.

Lui mi ha accompagnata a casa, ed essendo un amico, non ho neanche messo in dubbio le sue intenzioni: “Figurati se si comporta male, lo conosciamo tutti! Impossibile che ci provi, siamo nella stessa compagnia”.
 All’arrivo mi chiede se può salire, giusto per un drink e aggiornarci sul più e il meno. Io completamente ingenua e con la guardia abbassata accetto entusiasta, dopotutto mi sta simpatico.

Non siamo grandi amici, ma mi farebbe piacere approfondire la sua conoscenza.
Chiedo scusa per il disordine: non aspettavo ospiti. Porgo due bicchieri, non ho neanche calici da vino dato che mi sono appena trasferita, ma tanto lui lo sa, ne abbiamo parlato nel tragitto in macchina, non mi faccio problemi.
 Stiamo chiacchierando. Lui ride, io sorrido, un po’ forzatamente. Non sono molto a mio agio, vorrei andare a dormire, ma voglio essere più socievole.
 Negli ultimi tempi mi hanno criticato che tendo a chiudermi molto, esco poco, lavoro molto. Quindi mi sforzo, e cerco di chiedere più della sua vita.

Poi però lui fa cadere il bicchiere di vino. Dentro di me inizio a lamentarmi, sono già stanca e ora mi tocca pure pulire, ma respiro profondamente e cerco di non essere scortese: può capitare a tutti. Mi metto a pulire e senza neanche darmi il tempo di reagire mi bacia.

Rimango di ghiaccio. Non eravamo amici? Non sapevo di piacergli. E lui a me piace? Pare di no visto che non rispondo al bacio. Lo allontano “NO, dai”. Lui. continua a. ridere, io invece non sorrido più. Continua a baciarmi, mi stacco e dico di nuovo: “NO, su è tardi”. Lui ride ancora e mi porta nella mia stanza: il mio posto sicuro, l’unico posto nel quale io ho il controllo assoluto…ma non questa volta.
Cerco di sdrammatizzare, sto esagerando, è solo un bacio. L’ultima volta che ho baciato qualcuno è stato in una relazione, poi finita male. Magari questa volta è diverso, magari si rivela una persona carinissima con cui iniziare una storia meravigliosa.

Il problema è che non voglio, non me la sento, il mio corpo urla di no. Eppure dalla mia bocca non esce un suono. Prendo coraggio, e dico “No, dai, è tardi. Devi andare a dormire e farti passare l’alcool”. Penso che devo essere carina perché poi andrà a dire in giro che sono una stronza, inventandosi chissà cosa. Non voglio essere una stronza.

Lui ride nuovamente. Non so cosa ci sia di spiritoso sinceramente, sono spaventata e non so cosa fare mentre lui cerca di togliermi la maglietta.
Sono abituata ad essere educata, a non urlare alle persone e a cercare di esprimermi nel modo più pacato possibile, non sono per gli insulti né per le parole che feriscono. Così, provo ad essere educata anche in questa situazione. Prendo forza, faccio un sorriso educato e dico: “dai vai a dormire che è tardi e tu sei già ubriaco” e corro in bagno.

Non voglio più tornare di là. Voglio infilarmi nel mio letto e dormire, ho avuto una giornata lunghissima. Magari se sto qui abbastanza a lungo se ne va, penso. In realtà tutto quel tempo gli è servito solo per spogliarsi e infilarsi nel mio letto. “Dai, dì qualcosa, lascia da parte questa educazione senza senso. Se questo succedeva ad una tua amica la sgridavi sicuro. Se non vuoi fare qualcosa basta dirlo.”Lo ripetiamo mille volte, con estrema facilità. Diamo la colpa sempre a chi non ha saputo dire di no, o a chi non è riuscito a reagire come noi crediamo sia logico. E invece queste situazioni di logico non hanno niente e le persone reagiscono un po’ come possono, ognuna a modo suo.

Non voglio dormire con lui, ma voglio dormire. Prendo un bel respiro e mi infilo il pigiama, il più coperto possibile. Mi infilo a letto e mi giro di spalle. Cerco di far finta di niente, come se quella situazione fosse normale. Lui mi abbraccia e nuovamente rimango di ghiaccio, non voglio. Lui mi tocca e io rimango immobile, non voglio. Lui mi bacia e a questo punto penso: “Magari se ci sto, questa situazione finisce in fretta. Magari se glielo lascio fare potrebbe finire questa giornata infernale e finalmente potrei cancellare tutto dalla mia memoria.”

Decido di lasciarlo fare. Io che di solito sono quella che prende l’iniziativa, quella che ride ed è focosa. Io rimango assente. Con la mente cerco di andare altrove sperando che finisca presto. Lui è felicissimo, mi chiede se allora mi può scopare, io lo guardo e dico di sì, anche se dentro sto piangendo. Per fortuna non dura molto, forse l’alcool, ma pochi secondi dopo tutto è finito.

Fisicamente non mi ha fatto male, e il mio corpo non ha neanche registrato quanto appena successo. Psicologicamente avevo appena vissuto una delle esperienze che mi ha più spezzato l’anima.
Lui ha sorriso, scusandosi per la durata invece di scusarsi per tutto il resto. Si è girato e si è addormentato. Io son rimasta sveglia fino al giorno dopo, fin quando se n’è andato.
Alla porta mi ha detto: “Ci sentiamo presto!”. Io ho chiuso e mi sono infilata sotto la doccia piangendo.
Un episodio di questi non è denunciabile. Non posso dire neanche di essere stata violentata: mi ha chiesto il consenso per penetrarmi e ho detto di sì, pur volendo dire di no, ho detto di si. Quando, cercando di trattenere le lacrime l’ho raccontato a qualcuno, senza troppi dettagli perché mi vergognavo, mi è stato detto: “Dai, una scopata andata male…può capitare a chiunque.” A volte parliamo senza pensare. Quando mi era capitato di sentire storie del genere dicevo sempre. “Ma sei scema, se non vuoi fare qualcosa, non lo fai. Nessuno ti può costringere” e se mi dicevano: “Avevo paura di sembrare maleducata”, rispondevo: “Ma mica sei maleducata se dici di no, è tuo diritto! Nessuno ti può toccare senza consenso.”
Tutte belle parole finché non sei tu quella che lo vive. Ciò che mi fa più male, ancora ad oggi, è non aver urlato, non averlo preso a schiaffi, non aver detto “No, vattene”. Mi fa male perché io, che sono una donna forte e indipendente, non ho saputo difendermi. Prendo sempre la parte di chi non può o non sa difendersi e non sono stata in grado di difendere me stessa.
L’altra sera sono riuscita a parlare di questo con un altro gruppo di amiche: ho scoperto che su 5 di noi, tutte hanno sperimentato una situazione simile. C’è chi ha accettato un fidanzato violento perché credeva che quella violenza fosse normale, che quella strana fosse lei. Altre hanno accettato di fare cose sotto la minaccia di essere lasciate.

Tutte e cinque eravamo arrabbiate, non solo con chi ci ha fatto del male, ma con noi stesse per aver accettato certe situazioni, vergognandoci di non aver reagito come volevamo, o come avremmo voluto reagire. Mentre ne parlo, mi sorprendo di quanto siamo abituate a cose del genere e quanto tutto rimanga per sempre in silenzio.
Parliamone! Cerchiamo di riconoscere queste cose per quel che sono: violenza! Se rimaniamo zitte, continueranno ad essere la normalità.

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2 pensieri su “Mi ha violentata, io non ho fatto nulla e mi sento in colpa”

  1. Post molto bello perché indaga sul vero concetto di violenza, che non è solo quella “esplicita” e percepibile da tutti.
    Premesso che io non avrei mai fatto come lui (figuriamoci, spesso invece mi hanno accusato del contrario, cioè di non essere davvero “interessato” sennò avrei “insistito”, ma non mi sto riferendo necessariamente alle questioni di letto), premesso questo, credo, in questo caso, ci sia stato anche un grosso difetto di comunicazione. Non sono sicuro al 100% che lui sia davvero uno stronzo. Forse sì, probabilmente sì, ma forse no. Se lui è molto giovane forse non sa ancora come rispettare una ragazza, come rispettare le persone.
    D’altro canto, potrebbe essere invece un grosso stronzo, se sa che quando una persona viene presa di sorpresa potrebbe non avere l’istinto di opporsi con tutta la forza, come purtroppo alcune situazioni richiedono sennò ti fregano. Quante volte nella vita incontriamo gente che si approfitta di noi, che conta proprio sull’effetto sorpresa, per ottenere quel che vuole? Di casi ce ne sono molteplici, dai più semplici ai più gravi…
    Fa schifo questa cosa che bisognerebbe sempre esser preparati al peggio sennò ne pagherai le conseguenza.

  2. Scusatemi ma sono stronzi questi maschi che ignorano completamente il nostro disagio palese. E’ per questo che si parla in circoli femministi anglosassoni non solo di consenso, ma consenso *entusiasta*. Dobbiamo insegnare ai maschi di ottenere continuamente consenso entusiasta. Anche se personalmente non riesco a capire proprio come uno puo’ provare piacere a scopare qualcuno a disagio. E dobbiamo anche insegnare alle femmine che non dobbiamo essere sempre innanzitutto educate! Che tristezza che invece siamo socializzate di mettere sempre il conforto e l’approvazione degli altri, specialmente i maschi, davanti al nostro benessere e addirittura sicurezza.

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