Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

No, non ci “diamo una calmata” – Il tone policing è solo un altro modo per salvaguardare il privilegio

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Marta del gruppo di lavoro Abbatto i Muri

(Content warning: nell’articolo si accenna a transmisoginia e violenza)

«Calmati, così possiamo parlarne da persone adulte»

Vi è mai capitato di fare un appunto sul tono di voce di una persona con la quale stavate discutendo di oppressione? La pratica del tone policing – ossia la stretta sorveglianza esercitata sul tono di voce dell’interlocutore – è quel dispositivo per cui si tende a concentrarsi più sull’emozione che sta dietro ad un messaggio che sul messaggio stesso, ed è sostenuta dalla convinzione che serva a rendere la conversazione più ‘pacata’.

In questo fumetto, però, Robot Hugs spiega in maniera puntuale come in realtà il tone policing serva piuttosto a salvaguardare il privilegio e a silenziare chi sta soffrendo. Non si tratta di un modo per ottenere giustizia, e questa analisi vi aiuterà a capire il perché.

Con amore, gli editori di Everyday Feminism.

No, non ci ‘diamo una calmata’. Il tone policing è solo un altro modo per salvaguardare il privilegio

(di Robot Hugs)

VIGNETTA 1

«Più di 1200 donne aborigene sono state uccise o sono scomparse negli ultimi 30 anni. È 5 volte più probabile che siamo noi ad essere uccise rispetto alle donne bianche! / E quelle merde dei nostri governanti non fanno neanche finta che gliene freghi qualcosa»

VIGNETTA 2

«Sai che sono completamente d’accordo sul fatto che si tratti di un problema molto serio…ma non credi che tutta questa rabbia. che mostri distolga l’attenzionedalla questione? / Deve esserci un modo più civiledi portarla all’attenzione dell’opinione pubblica»

VIGNETTA 3

«Mhm…mhm…vediamo… / Yup! Questo è un caso da manualedi…»

VIGNETTA 4

«TONE POLICING!»

VIGNETTA 5

«Di cosa si tratta?» «Il tone policing. è una tattica per zittire. qualcuno / Significa che fa parte di una serie di strumenti utilizzati da coloro che detengono un privilegio per impedire a individui o gruppi marginalizzati di condividere le loro esperienze di oppressione»

VIGNETTA 6

«Il tone policing consiste nello sviare una discussione criticando l’emotività(o ‘il contenuto emotivo’ o ‘l’emozione sottesa a un messaggio’) di un messaggio piuttosto che il messaggio in sé»

VIGNETTA 7

«È difficile prendere sul serio le femministe se sono sempre così arrabbiate

VIGNETTA 8

«In sostanza, la pratica del tone policing suggerisce alle persone di mettere una distanza tra sé e la propria rabbia, frustrazione o paura affinché queste emozioni vengano ascoltate»

VIGNETTA 9

«Ma la mia rabbia…» «E la mia tristezza…»«E la mia frustrazione…» «E la mia paura…»

«Sono centrali nella discussione!»

VIGNETTA 10

«Un elemento chiave del tone policing è il fatto di permettere alle persone privilegiate di definirei termini di una conversazione riguardante l’oppressione, affinché tale discussione non si interrompa»

VIGNETTA 11

«Ho l’impressione che tu non voglia avere una discussione civile con me» «Finché non ti calmi non c’è modo di discutere in maniera costruttiva di questo argomento» «Lo so che le persone trans sono più soggette a subire violenza, ma stai lasciando che la paura abbia il sopravvento sulla ragione, non credi?»

VIGNETTA 12

«In generale, ciò si basa sulla convinzione che emozione e ragione non possano coesistere, e che le discussioni ragionevoli non possano coinvolgere le emozioni»

VIGNETTA 13

«Ragione o emozione» «Ragione contro emozione…Un’opposizione binaria fabbricata per convenienza. Quanto mi fa arrabbiare!» «Che posizione ragionevole da prendere!»

VIGNETTA 14

«La pratica del tone policing  suggerisce: 1. Che l’unica discussione costruttiva sia la discussione pacata»

VIGNETTA 15

«Perché devi essere tu a decidere che cosa sia ‘costruttivo’?» «Perché devi essere tu a decidere che cosa sia ‘pacato’?»

VIGNETTA 16

«2. Che le discussioni siano ‘confronti’ tra due o più posizioni presentate in maniera tranquilla, imparziale e neutrale»

VIGNETTA 17

«MA: Riguardo ad alcune tematiche non esistono posizioni equivalenti, e certe opinioni non possono essere accolte in maniera neutrale» «Ma le donne trans sono REALMENTE donne? Discutiamone» «Non c’è niente da discutere»

VIGNETTA 18

«3. Che le discussioni debbano necessariamente portare a delle soluzioni, e che l’emotività sia un ostacolo che impedisce di trovarle»

VIGNETTA 19

«MA: Le discussioni possono anche servire a esplorare l’entità e i limiti di un argomento o di una situazione, a sfogarsi, a creare comunità e a sentirsi meno soli» «Non sapevo che anche altre persone stessero male per lo stesso motivo…Avevo sempre pensato di essere l’unica! Mi sento molto meglio!»

VIGNETTA 20

«Il tone policing si associa spesso ad altre tattiche di silenziamento e manipolazione»

VIGNETTA 21

«Tone policing+ gaslighting» «È veramente difficile continuare questa conversazione data la tua rabbia così esagerata» «Tone policing+ sostegno condizionato» «Sarei molto più disposto a supportare la vostra causa se non si trattasse sempre di un tumulto di gente inferocita» «Tone policing+ paternalismo» «Perché non ti calmi così possiamo discuterne da persone adulte?» «Tone policinginverso» «È così confortante incontrare un’attivista come te, che non sta sempre lì a offendere»

VIGNETTA 22

«Ed è spesso un esempio di spostamento continuo dei termini della discussione»

VIGNETTA 23

«Non importa in che modo io affronti un argomento, ci sarà sempre qualcuno che mi dirà di ‘calmarmi’»

VIGNETTA 24

«Un gruppo di uomini vecchi, bianchi ed eterosessuali non ha il fottuto diritto di dirmi cosa posso o non posso fare con il mio stracazzo di utero. Mio il corpo, mia la scelta, stronzi!» «Whoa, whoa, stai calma! Sai come si dice, si acchiappano molte più mosche usando il miele…» «È davvero frustrante che delle persone che non rimarranno mai incinte provino di continuo a controllare il mio corpo e le mie scelte riproduttive. Le loro leggi ci stanno letteralmente uccidendo» «Wow, accidenti. Però, sai, è abbastanza difficile prenderti sul serio quando sei così emotiva» «È inaccettabile che le leggi sull’aborto siano per la maggior parte fuori dal nostro controllo, decise da persone che non sperimenteranno mai la gravidanza, ma che sono disposte a partecipare a un inutile controllo statale sui corpi marginalizzati» «Sai, se non ti mostrassi così piena di rabbia, vedresti che le persone sarebbero molto più disposte a supportarti»

VIGNETTA 25

«Tone policing: perché accade?» «Si tratta di un dispositivo che permette a una persona di riprendere il controllo su una discussione che sta andando in una direzione che la mette a disagio, accusando l’interlocutore di essere troppo emotivo, e quindi irrazionale» «Che lo si usi in maniera intenzionale oppure no, il tone policing consente a chi detiene il privilegio di sfuggire al senso di disagio provocatogli dal ritrovarsi esposti alle ricadute negative che l’oppressione  e la discriminazione possono avere sul piano emotivo»

VIGNETTA 26

«La tua afflizione riguardo alla cultura dello stupro mi rende molto triste» «Quindi ci darai una mano?» «Non potresti semplicemente evitare di rendermi triste?»

VIGNETTA 27

«Lo capisco, davvero. Quando sento cose come…» «Il 99% delle volte, alle persone non-disabili non importa niente di noi» «…questo mi mette molto a disagio, o forse sulla difensiva»

VIGNETTA 28

«Ma questo tipo di conversazioni non sono fatte per essere rassicuranti. Discutiamo di fenomeni reali, pericolosi, strutturali che rendono peggiore la vita di interi gruppi di persone. / Se questo ti fa sentire a disagio, la cosa migliore da fare non è cercare di convincerci a parlarne in un modo diverso; la cosa migliore da fare è aiutarci a impedire che questi fenomeni accadano»

VIGNETTA 29

«Io vorrei essere un buon alleato, ma a volte trovo difficile fronteggiarela rabbia delle persone. / Però capisco che si tratta di una rabbia legittima. Se questo diventa troppo per me, forse è il caso di farmi da parte, piuttosto che provare a raddrizzare il tiro della conversazione»

VIGNETTA 30

«QUINDI RICORDA:» «La mia RABBIA è AUTENTICA»«La mia FRUSTRAZIONE è LEGITTIMA»«La mia PAURA è REALE»«Io NON STRILLO» «Io NON sono AGGRESSIVA» «Io NON sono ISTERICA» «NON mi sto SOLTANTO LAMENTANDO»

VIGNETTA 31

«Le nostre emozioni valgono. Non devi essere tu a dettare i termini del nostro attivismo. Non devi essere tu a stabilire in quali modi possiamo parlare delle nostre esperienze»

«Adesso ASCOLTACI»

 

 

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2 pensieri riguardo “No, non ci “diamo una calmata” – Il tone policing è solo un altro modo per salvaguardare il privilegio”

  1. Finalmente ❤ E’ esattamente quello che cercavo. Grazie 🙂
    Questo stile comunicativo molto diretto e iconico è estremamente efficace, everydayfeminism è sempre una garanzia.
    Tacere e ascoltare, considerando il proprio privilegio dovrebbe essere il minimo. Comunque guardate che spiegare a maschi, bianchi, etero, cis, ageisti, abilisti e tizi di altre categorie di privilegiati che fanno “tone policing”, la ragione per cui dovrebbero chiudere quella cazzo di bocca e ascoltare, apprendendo anche dalla prossemica di chi si prende la fatica di dargli un minimo di ragguaglio sul loro privilegio, rispettando minuziosamente anche quella, è praticamente inutile. Almeno nella mia esperienza è così.
    Se sei di fronte a uno che arriva a farti le pulci sul modo di dirgli chiaro e incazzata perchè ho il diritto di sbattergli in faccia come stanno le cose, vuol dire che ha già fatto ricorso ad altri mille espedienti retorici ed elucubrazioni varie per costruirsi in testa a priori un ambiente su misura del suo modo di vedere le cose per darsi comunque ragione (in una parola, su misura del loro privilegio) e pretenderà pure che tu stia alle sue regole discutendo, partendo dalle sue assunzioni!
    Pare incredibile ma gente così esiste sul serio e tanta pure, e te lo spieghi solo quando tocchi con mano che non sono mica tanti quelli disposti a riconoscere il proprio privilegio.

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