La posta di Eretica, Personale/Politico

Il mio post parto gemellare così tanto complicato

Lei scrive:

Ciao Eretica,
Dopo mille pensieri e mille volte che volevo scriverti, ma che non ho mai scritto adesso penso sia giunto il momento.

Sono madre da 8 mesi e sono gemelli, ho 38 anni e sono disoccupata, il mio compagno si fa carico di tutto. Dette queste generalità, cercherò di spiegare il mio stato emotivo che non è per niente positivo. Tutto inizia dal concepimento, confusione mista a gioia, dieci anni prima ho praticato una interruzione di gravidanza volontaria, scelta difficile e mi sono ripromessa che mai più avrei ricorso a questa pratica, perciò c’è poco da spiegare, l’età di entrambi per essere genitori è più che matura. Qualcosa di questa gravidanza mi disturba, all’epoca, cioè lo scorso anno, stavo per rimettermi in gioco con il lavoro e progetti indipendenti, ero al top.

Il periodo di gestazione prosegue nel migliore dei modi nonostante abbia affrontato una tra le gravidanze fisiologiche più rischiose. Trascorro gli 8 mesi di gestazione divisa tra controlli frequenti e casa, il raggio d’azione era limitato, nonostante nessun medico mi abbia mai detto di stare ferma, né consegue una specie di clausura volontaria, pochi amici, poche giornate all’aperto, nessun problema, certe scelte si fanno per tutelare i futuri nascituri. I bambini che in realtà sono 2 femminucce arrivano puntuali a 36 settimane con cesareo programmato, nascono con un buon peso considerando la monocorialita’, nessuna sofferenza alla nascita, reattive da subito, solamente una ha avuto bisogno di qualche giorno di terapia subintensiva per un calo fisiologico importante, tuttavia non dovrei lamentarmi, bisogna essere contenti; io sono contenta, tutto è andato bene, è andata bene pure l’emorragia post cesareo, ho solo perso 2600ml di sangue, in cambio mi hanno dato 800ml di sangue nuovo, ho ancora il mio utero, ma che mi lamento a fare!?

Mi lamento perché nonostante “sia una Signora” e fino a poco tempo fa non mi spaventava avere 2 figlie, la realtà è ben diversa, la maternità non è una passeggiata ed è tutt’altro che rosea, purtroppo già da un po’ di tempo percepisco questo momento di vita importante in modo negativo, non sempre sia chiaro, sono stra-orgogliosa delle bambine e anche di me (quando riesco a essere una buona madre). Esterno i miei malesseri urlando, sbatacchiando oggetti, usando un linguaggio volgare verso le bambine, ciò non succede tutti i giorni, ovvio, però spesso, inutile dire che poi sto infinitamente male, ma ciò che più mi preoccupa è la possibilità di oltrepassare la “linea di confine”, per prevenire ciò ho fatto dei colloqui con specialisti, sono in lista di attesa per usufruire del servizio psicologico della ASL.

Sono una Signora perché il mio solo compito è quello di badare ai figli, me li posso godere, il mio compagno mai ha preteso che tenessi la casa in ordine o che cucinassi prelibatezze per lui, le priorità sono i bambini, ok! Purtroppo ci sono giorni che gli eventi prendono il sopravvento, giorni in cui le bambine alternano le loro attività (cibo, sonno, veglia) e lì è un gran casino, giorni che urlano per il caldo, i denti la noia e io che mi devo affrettare per calmare o uscire e quando usciamo io mi rendo conto che sono vestita come una gattara, non mi sono lavata né tanto meno pettinata, giorni in cui io me la sono fatta nelle mutande per non lasciare sole loro, giorni in cui loro non riescono a dormire, giorni che ti dimentichi le pentole sul fuoco mentre cambi un pannolino e poi trovi la cena bruciata, ci sono giorni e giorni.

Ci sono d’altro canto i giorni in cui tutto fila liscio, ti fai la doccia, prepari le bimbe, porti fuori il cane con una simpatica carovana composta da un passeggino gemellare, una donna spettinata e sporca ma tranquilla e un piccolo cane bastardo che anticipa il passo oppure segue tranquillo. Ci sono giorni che sono una mamma felice ed incontro le amiche di una vita, giorni in cui avvio nuove amicizie con mamme di neonati incontrate al parco, giornate in cui non usciamo ma le trascorriamo insieme sul tappeto a giocare. I giorni non sono tutti uguali purtroppo, mi mancano quelli dove il tempo è solo per me, i giorni in cui mi attardo a rientrare in casa oppure quelli in cui con tutta la calma pulisco casa, i giorni in cui esco per fare shopping senza senso o che non esco proprio, mancano i giorni dell’impegno quotidiano del lavoro, del relazionarsi con persone al tuo stesso pari.

Poi c’è il mio compagno che si sveglia la mattina alle 6:30 mentre noi dormiamo, che paga bollette e spese, che si sa organizzare e ritaglia del tempo solo per sé stesso, ovviamente non tralasciando noi, ma che inizia ad essere molto stanco di me, dei miei atteggiamenti che lo inducono a non avere fiducia delle mie capacità genitoriali.

La mia più grande preoccupazione è quella di avere un influenza negativa sullo sviluppo psichico delle bambine, questo è quello che proprio mi da pensiero. Devo dire però che chi vede le bambine le considera felici e tranquille. Chiedo, quando si possono notare squilibri della personalità!?

Ecco mi sono resa conto di aver  scritto tantissimo, vorrei e soprattutto dovrei continuare ma decido di chiudere qua il discorso.
Grazie per l’attenzione e se decidi di pubblicare ti ringrazio doppiamente!

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Un pensiero riguardo “Il mio post parto gemellare così tanto complicato”

  1. Cara signora, ho paura che quello che descrive sia perfettamente normale. Io pure quando è stato il momento ho urlato, sbatacchiato cose e imprecato, e di figli ne avevo uno solo! Badare a due bambini così piccoli è un lavoro a tutti gli effetti, anzi, penso sia uno dei lavori più stressanti e faticosi del mondo. Niente orari, niente pause, un enorme carico di responsabilità e di impegno mentale. Paga inesistente. Viene da se che a queste condizioni il livello di stress che si viene a creare è alto, quindi non stupisce affatto che uno di tanto in tanto sbrocchi ( sempre nei limiti eh). Onestamente traspare dal suo scritto tutto l amore che lei ha per le sue bimbe e credo che, se l ho avvertito io che neanche la conosco, lo sentano perfettamente anche loro e non sarà un urlo o una parolaccia a provocargli dei problemi psicologici. A costo di sembrarle saccente vorrei darle anche due consigli pratici che a me hanno aiutato: come dicevo fare la mamma è un lavoro e io personalmente non mi sentirei troppo in imbarazzo nel prendermi delle pause e trovare del tempo da dedicare a me stessa, anche a discapito delle ore che il mio compagno si ritaglia, d’altronde la fatica non si misura solo in base a quanti soldi si portano a casa. Secondo e ultimo ( e questo può sembrare un po’ crudo), di pianto non è mai morto nessun bambino il tempo necessario per andare in bagno quindi ci vada in serenità. Detto questo le mando un saluto e un abbraccio di solidarietà! Vedrà che quando cresceranno un po’ la situazione migliorerà senza dubbio.
    Ps. Dato che è il primo commento che lascio colgo l occasione per fare i complimenti al blog che mi sembra davvero ben gestito e articolato!

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