Culture, R-Esistenze

Considerazioni e consigli di autodifesa dal cyberbullismo (razzista, sessista, eccetera)

Due parole su quello che succede in rete. E un paio di consigli di autodifesa per non dover subire i linciaggi. Non sono sempre efficaci e naturalmente laddove c’è la diffamazione, la calunnia, l’ingiuria e qualunque altro riferimento offensivo potete denunciare. La querela è di parte e dunque può denunciare chi subisce direttamente e personalmente tutto questo.

  1. Non è vero che ‘ste nefandezze accadono grazie all’anonimato in rete. Chi insiste su questo appoggia una politica che pretende di identificare chiunque come fossimo tutti da schedare. La privacy per molte persone è importante. Per non esporsi a ritorsioni di qualunque tipo. Dunque fate attenzione a settare la privacy dei vostri account affinché chi vuole lapidarvi non veda le foto dei vostri familiari e le vostre. Ma per molte persone, come le donne vittime di cyberstalking o altro genere di persecuzioni, l’anonimato è fondamentale. Niente nomi, foto, particolari che possano condurre alla vostra identità. Per chi usa l’anonimato per offendere il problema non sussiste perché se denunciate sappiate che chiunque posta da un ip, un indirizzo informatico, ed è rintracciabile. Per il resto, come voi stessi potete vedere, molte persone, la maggior parte, insulta dal proprio profilo con tanto di nome e cognome. Dunque l’anonimato non c’entra. E non c’entra neppure lo strumento informatico. Chi usa i social per gettare merda su chiunque lo farebbe in altri modi se internet non esistesse. La faccenda che ci interessa è quella del diritto all’oblio e far si che googlando i vostri nomi non si veda nulla che possa diffamarvi.
  2. Quando commentate e c’è gente che comincia a insultarvi bannate tutti senza pietà. Così non potranno leggervi né insultarvi e voi non potrete leggere loro. Questo disinnesca il cyberbullismo e impedisce a voi di dover spendere tempo ed energie che potreste applicare altrove rispondendo o rammaricandovi di ciò che viene scritto di voi. Preferire di non leggere gli insulti significa guadagnare in salute fisica e psicologica e lo dico dopo aver vissuto anni di attacchi di cyberbullismo che mi hanno condotto anche fino alla depressione. Il cyberbullismo è praticato da chi cerca una crepa nella vostra psiche. La vostra debolezza sarà il mezzo attraverso il quale vi troveranno e vi massacreranno. Recuperare lucidità e soprattutto senso della realtà in questi casi è un fattore fondamentale. Guardatevi attorno, uscite, vedete gente e vi renderete conto di quanto il mondo virtuale sia piccolo e misero e di quando conti in realtà molto poco. Quindi non fatevi massacrare, non leggete i commenti se vi fanno male psicologicamente e ricordate che i cyberbulli non si fermano fintanto che non vi vedono quasi morta o in qualche caso fintanto che non inducono al vostro suicidio. Il suicidio può essere virtuale, quando decidete di chiudere profili e assentarvi (se lo fate per respirare è un bene altrimenti no), oppure può essere reale. I sintomi sono chiari e chi vi sta vicino può vederli. Siete lontani da tutto, non riuscite a mettervi in relazione con chi vi sta accanto e siete immerse nella merda che vi viene gettata addosso da gente che neppure conoscete. Il mondo reale è il vostro appiglio. Il mondo virtuale può essere spento e anche se faticosi ci sono percorsi, come quello della madre di Tiziana cantone, che portano a qualche risultato per restituire pace alla memoria di sua figlia.
  3. Se vi riesce rispondete con ironia. Più mostrate debolezza e più fate spazio a chi vi vuole fare male. Se però cominciate a provare panico e pensate che tutti vi vogliano fare del male è il momento di staccare. Non date importanza a gente che non c’entra con la vostra vita. Non permettete a costoro di condizionarvi l’esistenza e non restate ore ed ore a fissare quegli insulti. Prendete nota, fate uno screenshot e passate tutto ad un avvocato che può presentare denuncia con richiesta di risarcimento danni.
  4. Che altro? Vi sconsiglio di rispondere alla gogna con un’altra gogna. Un reato non ne annulla un altro. Se c’è una persona che vi diffama e voi fate lo stesso allora siete querelabili. Invece non lasciatevi intimidire da chi dice che vi querelerà perché avete risposto a tono – senza offendere e diffamare – a chi vi insulta. L’intimidazione è un altro strumento dei cyberbulli. della serie che devi subire senza dire niente. Dunque rialzate la testa. Bannate tutti e continuate a dedicare energie a cose ben più importanti. Il vostro tempo è importante. Non fatevelo rubare.

Spero che queste considerazioni possano esservi utili. Se c’è altro che vorreste aggiungere per aiutare altre persone che subiscono cyberbullismo scrivete a abbattoimuri@gmail.com

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Abbatto I Muri vive di lavoro volontario e tutto quello che vedete qui è gratis. Aggiornare e gestire questo spazio è un lavoro che costa tempo e fatica. Se mai vi passasse per la mente di esprimere la vostra gratitudine basta un obolo per un caffè (alla nocciola). :*


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