Carola è stata arrestata. Non senza il coro di razzisti che dicono “Spero ti violentino questi negri“. E’ stata arrestata con grande felicità di Salvini e di tutti gli ignoranti che continuano a sparare slogan di merda senza senso logico. Solita retorica: come quelli dei centri sociali, radical chic, figlia di papà, addirittura definita “negriera” quando i veri negrieri sono coloro i quali nella tratta degli schiavi hanno incatenato e venduto esseri umani per il profitto dei bianchi.
Carola ha restituito alla terra persone libere e soprattutto vive e sarà ricordata per questo da tutte le persone che chiedono già di liberarla. La solidarietà non si arresta, ma qui non si tratta soltanto di questo. E’ una donna e ha tenuto testa ad uno dei più grandi maschilisti italiani.
Incarcerata per aver sfidato l’autorità dei razzisti, suprematisti, fascisti. Incarcerata perché il maschio bianco, il patriarca che si erge a tutore delle “nostre donne”, solo quando dicono di essere state stuprate da un nero, non ha trovato sponda per la sua propaganda razzista. Il maschio che si è sentito leso dalla donna disobbediente.
Carola, come Rosa Parks, come tante eroine che fosse per il ministro italico sarebbero ancora in carcere. La solidarietà va a chi quella solidarietà la gestisce per salvare vite umane e non per chi cerca di impedirlo.
Liberate Carola, dicono in tanti che in piazza oggi, anche durante i Pride, sfileranno con cartelli in sua difesa.
Lei e le altre donne della nave della Sea Watch sono le nostre eroine e noi le difenderemo e le ricorderemo sempre. E ora che si facciano da parte i razzisti. C’è una battaglia da combattere. Quella per far prevalere i valori umani.
Grazie Carola per l’enorme lezione di coraggio che ci hai dato. Grazie davvero. Siamo con te.

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