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Notizie dalla prigione di un’agorafobica: primi passi verso l’esterno

Lei scrive:

Cara Eretica, non ho proseguito con la psichiatra a domicilio che non mi è piaciuta molto. Ho contattato una psicoterapeuta e ho fatto delle sedute in chat/video, grazie alla sua disponibilità.

Mi sono nel frattempo resa conto del fatto che avrei dovuto compiere alcuni passaggi fondamentali per poter uscire dalla mia prigione e che nessuno avrebbe potuto farlo al posto mio. Sono passati mesi, segno che il tempo che serve a cercare una via d’uscita è estremamente lungo e che il percorso interiore è complicato. Ho cercato di comunicare con me stessa e di capire quali fossero i disagi scatenanti, non che io abbia risolto ma anche solo aver voluto vedere quei disagi mi ha un po’ aiutato. Ora è estate e in casa fa caldo.

Non bastano le docce a farmi stare meglio e non mi piace che il mio compagno mi veda seduta davanti alla tv quando torna a casa. Ho cominciato a fare piccole cose. Ho preparato qualche cena comune, compatibile con il mio sforzo di mangiare meno. Ho passato del tempo ad abbuffarmi, nelle mie ricadute. Non ho perso chili, da quel che so perché cerco di non avvicinarmi alla bilancia, ma mi sento un po’ meglio. Leggo molto ed è una cosa che avevo smesso di fare perché essere in stato di alienazione mi impedisce anche di pensare oltre al fatto che non riesco a comunicare. Poi l’altro ieri ho deciso: con i miei capelli annodati e da rasare sono andata dal parrucchiere. Ho preso e sono uscita dopo aver indossato un abito che finalmente è della mia misura, preso online, su un sito che tratta merce per gente obesa.

Ho camminato a piedi per un po’, sono entrata lì e ho detto che sono stata ammalata, il che è vero, e dunque li ho pregati di sciogliere quel grande nodo e tagliarmi i capelli che non riesco più a pettinare. Sono stati pazienti e non mi sono vergognata di dire quello di cui ho sofferto e soffro. Mi sono sentita più leggera, non so come spiegare. Hanno deciso di fare delle sfumature colorate per far brillare i capelli e mi piacciono molto. Io e i miei ciuffi azzurri. Azzurri come il mio vestito nuovo. Poi ho preso la macchina e sono andata in palestra per chiedere se ci fosse spazio per me in piscina.

Non sono in grado di correre, camminare troppo, fare esercizi pesanti perché le mie ginocchia scricchiolano ma posso nuotare o almeno galleggiare. Mi sono iscritta e comincio dal primo di luglio. In una sola giornata ho affrontato le mie paure. Ho guardato in faccia la gente magra e perfettamente soda della palestra e ho detto che non so se voglio o posso dimagrire. Voglio solo stare in un luogo fresco e muovermi un po’, per non avere il fiatone, per sentire il cuore battere regolarmente, per incrociare anche se solo distrattamente lo sguardo di altre persone e per non sentirmi sola, rinchiusa. So che per me sarà difficile perché sono chiusa, timida, non riesco a conversare con gli sconosciuti e il mio stato non migliora le cose.

La mia insicurezza mi danneggia e dunque porterò con me un libro e dopo aver nuotato forse passerò il tempo a leggere. Ma sarò fuori, tra le persone, il rumore della gente in piscina arriverà ovattato per le cuffie con la musica che mi porto dietro. Ma è pur sempre un passo avanti, almeno spero. L’inverno in questo non mi aiuta affatto. L’ho trascorso chiusa in casa. Per domani un’altra avventura di cui volevo aggiornarvi: andrò a fare la spesa, da sola. Tratterrò l’ansia, la crisi di panico, camminerò tra le persone e cercherò di fare del mio meglio. So che tratterrò il respiro a lungo ma devo farcela. Ecco, questo è l’aggiornamento che volevo darvi, per farvi capire che tutto è iniziato grazie a voi e che il vostro aiuto in qualche modo sta migliorando la mia vita. Perciò ancora grazie. A presto.

—>>>Per leggere i primi aggiornamenti e messaggi della “donna agorafobica” potete cliccare qui sulla categoria News & Sorellanze.

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