Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Oh, sessisti, lasciateci la libertà di correre in un parco!

Lei scrive:

Ciao, sono una ragazza di quasi 24 anni e vorrei raccontare un episodio che mi è successo questa mattina. Non è nulla di grave, ma ho bisogno di raccontarlo perché è importante per come mi ha fatta sentire.

Sto scrivendo la tesi di laurea, per cui ho deciso di rinunciare alla palestra per un po’ e andare invece a correre al parco sotto casa tre volte a settimana. Mi piace andare la mattina presto, quando non c’è quasi nessuno e posso godermi la pace e la tranquillità della giornata che sta iniziando. Il parco è piccolo, ma adattissimo per correre perché si sviluppa in lunghezza, è molto ben tenuto ed è proprio sotto casa mia, il che mi permette di risparmiare parecchio tempo che posso dedicare allo studio.

Sembra finalmente arrivata l’estate, per cui ho deciso di indossare un top imbottito e i leggins lunghi: nulla di assolutamente provocante, semplicemente ero comoda e fresca perché il top lasciava la schiena scoperta. Appena entrata nel parco, alle panchine dove di solito mi fermo per lo stretching, noto un gruppo di ragazzini in età da scuola, circa 15-16 anni. Istintivamente faccio per allontanarmi e fare riscaldamento da qualche altra parte, perché ormai c’è qualcosa nella mia testa che purtroppo mi spinge ad evitare gruppetti di individui di sesso maschile. Però so che non dovrei, che non è giusto, che magari sono solo ragazzini che stanno chiacchierando, per cui passo tranquillamente davanti a loro e mi dirigo verso un’altra panchina più distante. Purtroppo il mio istinto aveva visto giusto: faccio pochi passi e uno di quelli mi si avvicina dicendomi qualcosa. Ho le cuffiette e non sento, per cui lui insiste avvicinandosi ulteriormente. Quando mi accorgo di lui sono già in allerta, ma mi dico di stare calma, che magari vuole solo chiedermi un’informazione. E invece no. “Possiamo correre insieme?”. Al che io, talmente incredula di aver avuto ragione fin dall’inizio, rispondo tranquillamente “no grazie”. Ma grazie di cosa?, penso poi. Comunque, lui sembra capire e torna dai suoi amici, io proseguo e inizio a correre.

Purtroppo il parco, come già detto, non è molto grande, per cui pochi minuti dopo sono costretta a passare di nuovo davanti al fastidioso gruppo. E di nuovo, sento sotto la musica delle cuffiette lo stesso ragazzino che mi ripete “corriamo insieme?”. Lo ignoro e proseguo. Faccio altri giri di corsa, passo di nuovo davanti a loro ma non accade nulla, per cui penso sia finita. Un divertentissimo scherzo durato anche troppo, ma comunque finito.

Al giro successivo, noto con dispiacere che i ragazzini sono ancora lì, e c’è quello in particolare che sembra avercela con me. Questa volta si avvicina e inizia a correre al mio fianco: se non fosse che non era assolutamente in forma e sapevo che non avrebbe retto per molto, sarei stata presa dal panico. A quel punto, più che infastidita, gli dico con calma: “ma non hai scuola oggi?”, e lui con una faccia tosta incredibile “no, è finita la scuola, va bene?”. Continua a corrermi a fianco per pochi metri, poi si ferma piegato in due dalla fatica, con i suoi amici dietro che ridono di gusto.

A quel punto non ce l’ho fatta a fare finta di niente: non avrei mai voluto che un episodio così sciocco condizionasse il mio allenamento, eppure è successo. Ho iniziato a pensare a percorsi alternativi, a girare prima di incrociare il gruppetto, a tenerli d’occhio da lontano, continuando a ripetermi quanto questo non fosse giusto. In lontananza, vedo che iniziano ad infastidire un’altra donna, più grande di me ma comunque giovane e in forma, dai tratti orientali. Anche lei sembra ignorarli e prosegue il suo allenamento. Da una parte sono sollevata, non ce l’hanno con me. Ma dall’altra mi arrabbio ancora di più: perché agli uomini che correvano esattamente come noi non hanno provato ad avvicinarsi? Continuava a tormentarmi il pensiero di quanto questo fosse ingiusto. Vedi, tra un mese mi laureo in scienze dell’educazione, poi vorrei fare la magistrale per diventare maestra elementare: questo episodio mi ha fatto capire che vorrei insegnare ai bambini prima di tutto il rispetto e l’educazione, in modo che non crescano con l’idea che atteggiamenti di questo tipo siano normali.

Vorrei poterti descrivere l’espressione disgustata e triste di mio papà quando, una volta tornata a casa, gli ho raccontato l’accaduto. Mio papà che corre in quello stesso parco da quando ero piccolissima, quasi ogni giorno. Mio papà che è un agente di polizia ma ha sempre votato a sinistra, e quando la settimana scorsa siamo andati in sede elettorale mi ha rivelato che, pur non conoscendo i candidati, ha espresso la preferenza per una donna, tra tutte la più giovane: perché di questo c’è bisogno per cambiare il mondo, donne e giovani in politica. Mio padre che, pur essendo cresciuto in un paesino poco fuori Roma e avendo mantenuto una mentalità classica per molti versi, mi ha sempre considerata alla pari di mio fratello, e ha sempre dimostrato rispetto per tutti, donne e uomini. Mio padre che, nonostante i suoi mille difetti, è l’uomo migliore che conosco.

Questo per dire che ci sono uomini piccoli piccoli, che sentono il bisogno di mostrare la propria virilità e superiorità con atteggiamenti fuori luogo. Poi ci sono uomini normali, che credono nella parità tra i sessi, nel rispetto, nell’educazione. E io spero che se riuscirò a diventare insegnante, nel mio piccolo, potrò contribuire a fare in modo che ce ne siano sempre di più.

Grazie per aver letto il mio piccolo sfogo.

 

>>>^^^<<<

Abbatto I Muri vive di lavoro volontario e tutto quello che vedete qui è gratis. Aggiornare e gestire questo spazio è un lavoro che costa tempo e fatica. Se mai vi passasse per la mente di esprimere la vostra gratitudine basta un obolo per un caffè (alla nocciola). :*


Donate Now Button

Grazie davvero a chi vorrà contribuire alla causa!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.