Antisessismo, Personale/Politico, R-Esistenze

Noa non è morta per “eutanasia”. E’ stata uccisa dalla cultura dello stupro!

E’ così. Noi sappiamo perfettamente quello che succede quando sei vittima di violenza di genere, quando vieni perseguitata e colpevolizzata da chi ti attribuisce la “colpa” per essere stata stuprata. Noi sappiamo quanti problemi causa la cultura dello stupro, quante volte siamo costrette a giustificare la nostra stessa esistenza e sappiamo quali sono le conseguenze degli abusi sul nostro stato di salute.

Riceviamo centinaia di messaggi da ragazze, donne, che sono affette da depressione, autolesionismo, disturbi alimentari e la maggior parte delle volte tutto deriva dalla violenza subita in famiglia o per mano di amici, conoscenti, partner, ex fidanzati, ex mariti, di branchi di uomini che poi sono i primi a dire che la cura di certe “malattie” non dovrebbe ricadere sulla spesa sanitaria nazionale. Ma chi si preoccupa dell’ammontare della spesa dovrebbe sapere che quel che ha un costo sociale ed economico è la violenza di genere. Ci sono tanti modi di realizzare un femminicidio. Molte vittime di violenza di genere pensano al suicidio, non riescono più a studiare, lavorare, vivere e respirare. Una delle cause importanti è il fatto che le donne abusate vengono accusate di averne la colpa, di essersela cercata, o di aver mentito.

Tante donne sono vittime di “malattie psichiatriche” perché viene negato loro il diritto di sentir riconosciuto il proprio dolore. Vengono considerate vittime solo in chiave paternalistica, da istituzioni che omaggiano e incoraggiano i tutori e i sistemi repressivi prima che le vittime e la loro esigenza di recupero. La violenza di genere è un cancro per le persone che la subiscono e per la società che ancora oggi, in maniera medioevale, gioca a invisibilizzarla, attribuirne la colpa alle vittime. E invece guardate i sessisti, gli stupratori, coloro i quali hanno commesso violenze che se la ridono e si difendono continuando a reiterare cultura sessista e maschilista.

La morte di questa ragazza dimostra quanto sia difficile, a volte, superare tutto questo. Dunque è stata uccisa come molte altre il cui destino è simile. Una delle cose che qui amiamo fare è dare voce alle ragazze, donne, affinché possano raccontarsi senza temere conseguenze, protette nel loro anonimato, perché se si firmassero, se potessero parlare apertamente, sanno che subirebbero conseguenze devastanti. E sappiamo che il sollievo che può derivare dall’autonarrazione è relativo ma ci proviamo lo stesso, perché queste persone non si sentano sole e perché è necessario ascoltarle e dare loro voce il più possibile. Questo è quello che dovrebbe fare la società tutta, incoraggiando le denunce e smettendo di sottoporre a processo le vittime prima che i colpevoli.

La violenza rimossa lascia un trauma profondo e la responsabilità di questo ricade su tutt* noi. Ricade su chi commenta ridendo delle persone che raccontano la propria disperazione, su quelli che insistono nel voler definire le donne bugiarde, su chiunque protegga gli stupratori empatizzando con loro invece che con le loro vittime. La responsabilità ricade su ciascun@ di noi e dunque questa ragazza è stata uccisa mille volte e molte altre vengono uccise allo stesso modo. Inutile veicolare notizie false ed evocare gli anatemi religiosi sull’eutanasia per giustificare una società sessista che ci impedisce di dire quello che abbiamo vissuto. Noi abbiamo ascoltato le storie di tante sopravvissute e comprendiamo fino in fondo la loro sofferenza. Sarebbe il caso che tutt* facessero lo stesso. Smettete di ridurre le vittime di violenza di genere al silenzio. Smettete di negare la cultura dello stupro. Smettete di proteggere gli assassini o di esserlo voi stessi.

A voi, care, a tutte quelle che hanno subito e subiscono violenza di genere va tutta la nostra solidarietà. Scriveteci, noi siamo qui per voi.

abbattoimuri@gmail.com

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Un pensiero riguardo “Noa non è morta per “eutanasia”. E’ stata uccisa dalla cultura dello stupro!”

  1. mi vengono in mente quei %&$%&%$ che vorrebbero mettere un limite al periodo in cui una persona può denunciare una violenza subita e mandarla anche prescritta. che poi sono coloro che commettono le violenze, che hanno la coscienza più sporca.

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