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Sex workers, menzogne e sorveglianza: qualcosa non quadra nella guerra allo sfruttamento sessuale

 

Illustrazione di Koren Shadmi

 

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Valentina del Gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

La censura sessuale si è rivelata essere un lucrativo mercato emergente

Di: Violet Blue

Le maggiori aziende della Silicon Valley stanno collaborando con un’unica agenzia per combattere il traffico per sfruttamento sessuale (tratta) – un’azienda che opera con un sistema di raccolta dati, e’ partner dell’azienda Palantir, e collabora con le forze dell’ordine per monitorare e schedare sex workers senza il loro consenso. Molti dei maggiori siti web, come Facebook, Twitter, Snapchat e altri stanno lavorando con un’associazione no profit chiamata Thorn (“difensore digitale di minori”) e, forse come ci si aspetterebbe, i suoi metodi sono poco discutibili.

Thorn offre ad aziende informatiche il proprio strumento di moderazione chiamato “Safer”, e mette a disposizione delle forze dell’ordine il proprio sistema di estrazione dati e schedatura degli utenti “Spotlight”. Entrambi usano un sistema di raccolta dati e intelligenza artificiale per automatizzare il controllo del contenuto di natura sessuale sulle piattaforme web. Tra i 31 partner no profit di Thorn, 27 si concentrano sul monitoraggio di adulti e promettono di abolire il sex work consensuale usando come pretesto il fatto di voler salvare minori dallo sfruttamento sessuale.

“Con il nostro lavoro sul traffico per sfruttamento sessuale di minori, riconosciamo il modo in cui questo crimine si presenti spesso come parte di un piu’ grande fenomeno di sex work che spesso include il sex work consensuale tra adulti”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Thorn Julie Cordua ad Engadget via e-mail. “Comprendiamo anche che le ragioni che spingono una persona a pagare per un servizio sessuale sono varie e complesse. Questo e’ un campo complesso con una moltitudine di sfumature. I nostri programmi sono pensati specificamente per poter incanalare le limitate risorse nel recupero di minori sfruttati dalla tratta sessuale, non nel controllo di adulti consenzienti.”

Prima che Engadget contattasse Thorn per commentare questo articolo, il sito web dell’azienda elencava partnership con compagnie specializzate nel commercio di dati, estrazione dati e identity brokers, tra i quali figuravano Connotate, Trusona, Trade Desk, Laxdaela e 41st Parameter (Experian). Sul soggetto della natura della collaborazione tra Thorn e le aziende la cui menzione ora risulta rimossa dal sito web aziendale, Cordua ha dichiarato a Engadget che le nostre domande hanno ricordato il fatto che la pagina ufficiale sulle collaborazioni aziendali sia da aggiornare.

“Perche’ non lavorate semplicemente con Thorn?”

Il 23 Maggio nei lussuosi uffici nuovi di Patreon in San Francisco tutti i partecipanti alla conferenza su contenuti di natura sessuale e protezione dei minori (Sexual Content & Child Protection) sembravano turbati. La conferenza ha ospitato una presentazione dell’associazione Internet Watch Foundation sul tema della rimozione di materiale raffigurante pornografia infantile, esperti sui registri criminali di molestatori, psicologi specializzati sulla prevenzione di pedofilia, sex workers consenzienti, e molto di piu’.

Una delle ragioni per il nostro turbamento come partecipanti e’ attribuibile alla natura del tema della conferenza, il fatto che minori siano sfruttati sessualmente online.

L’altra ragione e’ contenuta nella presentazione fatta dal procuratore Cathy Gellis sulla Sezione 230, riguardante il consenso online secondo la legge. Gellis ha fatto riferimento alla diatriba legale che descrive la legge FOSTA del governo federale statunitense in relazione alle organizzazioni per i diritti umani, descrivendo la traiettoria della legge dalla sua approvazione nell’Aprile 2018 alla sua implementazione online.

Come i partner no profit di Thorn, la legge FOSTA dischiara che il sex work consensuale tra adulti sia indistinguibile dallo sfruttamento sessuale di minori. Quando una donna offre servizi sessuali per arte o per profitto, la divulgazione del proprio lavoro online e’ ora interpretabile come un crimine informatico comparabile al traffico di minori. Si puo’ dire che FOSTA “non crede alle donne”. I suoi sostenitori di certo no. Un numero di grandi piattaforme web, non certo riconosciute per il loro impegno nel credere alle esperienze delle loro utenti donne, sono corse a implementare le restrizioni prescritte dalla legge FOSTA. Tuttavia FOSTA si e’ ritorta contro di loro.

Una pubblicazione della Fordham Law School riporta che la confusione intenzionale tra sex work consensuale e sfruttamento rendono la FOSTA “una legge ostile e con un costo umano”. L’articolo riporta:

 

Entro il primo mese dall’applicazione della legge FOSTA, 13 sex workers sono state segnalate come scomparse, e 2 si sono suicidate. Sex workers operanti da indipendenti hanno segnalato un immediato ed enorme aumento di offerte o minacce da parte di individui interessati a sfruttarle. Molte altre sono state violentate, molestate, assalite, sfrattate o private del sostentamento economico per sfamare i propri figli. Questi deplorevoli atti di violenza e devastazione economica sono attribuibili direttamente alla legge FOSTA. Allo stesso tempo, le forze dell’ordine si sono lamentate che le indagini sul traffico sessuale sono state “accecate” – in altre parole, che non hanno più a disposizione il mandato di comparizione, i registri digitali da mettere a disposizione dei procuratori, e indizi che li portino a comparire sulla scena del crimine (come le camere di hotel) in tempo reale.

Persino il Dipartimento di Giustizia ha chiesto alla House Judiciary Committee (commissione parlamentare per gli affari giuridici) di cambiare la legge FOSTA di modo che si concentri sui trafficanti, e non su “casi in cui vi e’ un interesse federale minino”, come il sex work consensuale. Questa richiesta e’ stata ignorata.

Alla conferenza sulla protezione dei minori Gellis ha dichiarato che i querelanti lamentano che FOSTA ha reso la la persecuzione dei reati di traffico sessuale piu’ difficile, oltre ad aver oscurato la discussione sulla prevenzione dell’abuso sessuale di minori, e ad aver silenziato le sex workers.

“Sappiamo che tutte le parti interessante stanno soffrendo per i danni della legge FOSTA”, Gellis ha dichiarato, “ma le parti lese sono state rese invisibili.” Le vittime non sono raggiungibili.

La stanza gremita di esperti, impiegati di aziende informatiche, ingegneri e legislatori si e’ arrestata improvvisamente.

La EFF della protezione online dei minori

La conferenza sulla protezione dei minori è stata organizzata dalla Prostasia Foundation. Francamente, sono stata sorpresa dal fatto che la stampa fosse stata invitata, dal momento che solitamente questo tipo di meeting tra compagnie informatiche sono organizzate a porte chiuse. Lo scopo dell’invito è emerso quando l’organizzatore, l’Amministratore Delegato di Prostasia Jeremy Malcolm mi ha informato che l’evento si sarebbe tenuto in accordo con le Chatham House Rule (le quali proibiscono di divulgare il contenuto specifico del convegno, anche se ci è stato concesso di attribuire pubblicamente citazioni ai relatori).

“Gli adulti consenzienti che producono materiale sessuale vengono spesso stigmatizzati per via dell’associazione con chi produce pornografia infantile”, Malcolm ha dichiarato a Endgadget via e-mail, “e questo convegno mira a designare la distinzione tra i due e dire che NO, si tratta di due cose differenti”.

Malcolm ha aggiunto che “Le persone che lavorano come sex workers e nell’intrattenimento per adulti sono di fatto tra gli oppositori più accaniti dello sfruttamento sessuale di minori. Ma le loro voci sono spesso ignorate, perché molte associazioni per la protezione di minori hanno un’agenda anti-pornografica e anti-sex work più vasta, che di fatto zittisce e censura le voci delle minoranze – specialmente quelle delle minoranze LGBTQ+, kinky, e dei/delle sex workers.”

Malcolm e’ un membro del Multistakeholder Advisory Group of the United Nations Internet Governance Forum, ed era Senior Global Policy Analyst per l’EFF. Ha spiegato che l’approccio di Prostasia rappresenta una sfida ad altre organizzazioni per la protezione di minori. “Vogliamo essenzialmente monitorare questi gruppi seguendo le pratiche dell’EFF”, Malcolm ha spiegato, “ed allo stesso tempo avere la nostra agenda per la prevenzione di abusi su minori, basata su opinioni scientifiche anziché su pregiudizi.”

Apprezzo l’idea del “sorvegliare i sorveglianti” più della maggior parte della gente, tuttavia mi chiedevo di cosa Malcolm stesse effettivamente parlando. In pratica, le organizzazioni anti-tratta sono un mercato emergente lucrativo straripante di ciarlatani che hanno abbindolato aziende grandi quanto Google per anni, e l’hanno sempre fatta franca. Verso la fine del 2011, Google fece una donazione di 11.5 milioni di dollari per “porre fine alla schiavitù moderna”. I tre gruppi sponsorizzati da Google erano International Justice Mission, Polaris Project, e Not for Sale.

International Justice Mission e’ un gruppo evangelico cristiano. Polaris Project presenta una definizione del traffico per sfruttamento sessuale nella sua pubblicazione “Modern Slavery” che include escort, spogliarelliste, cam girls e telefoniste erotiche. Not for Sale ha ricevuto riconoscimenti dall’Abolitionist Academy per “lezioni e convegni sui molti aspetti del traffico, tra cui indagini, post-terapia, salute, e giustizia biblica”.

Tutte e tre – IJM, Polaris Project, e Not for Sale – sono state fatte a pezzi per l’utilizzo di fatti e statistiche false nel 2015 nello Special Report: Money and Lies in Anti-Human Trafficking NGOs di Truthout [QUI in italiano ndt]. Truthout ha scritto che “nel mondo delle organizzazioni anti-traffico, menzogne e denaro sono profondamente – forse inestricabilmente – intrecciati. Queste dichiarazioni false, presentate come fatti, sono tante, così come tanto è il denaro che viene speso e ricevuto in nome di queste dichiarazioni – più di mezzo miliardo di dollari negli ultimi anni, di cui siamo a conoscenza.”

“Quando lavori in questo mondo, sai che tutti usano storie inventate per ottenere finanziamenti” ha spiegato al GlobalPost nel 2015 Pierre Legros, ex-marito di Somaly Mam, truffatrice del mondo dell’anti-tratta ora caduta in disgrazia.

Quindi gli interessi di Prostasia nel diventare un cane da guardia EFF per conto di queste no profit fraudolente è alquanto sospetto.

Tuttavia, secondo Malcolm, molte piattaforme web hanno risposto all’iniziativa di Prostasia suggerendo che semplicemente collaborino con Thorn.

Due web scraper e mezzo

Sono venuta a sapere per la prima volta dell’esistenza di Thorn quando il suo fondatore, Ashton Kutcher, ha testimoniato a nome di Thorn nel 2017 dinanzi al U.S. Sentae Committee on Foreign Relations (commissione per gli affari esteri del senato americano), e la stampa ha accusato Kutcher e Thorn di usare dati (statistiche) sul traffico sessuale che non tornavano.

Prima di questo episodio, ero a conoscenza dell’incarnazione precedente di Thorn come DNA Foundation, la quale venne rivelata aver utilizzato dati non affidabili sul traffico sessuale nel 2011. L’organizzazione dichiarava che “da 100.000 a 300.000 minori sono coinvolti nella prostituzione ogni anno”. Ma un’indagine di 2 mesi svolta utilizzando i dati delle forze dell’ordine ha rivelato che solo 8.263 arresti per prostituzione di minori fossero stati fatti su tutto il territorio americano negli ultimi 10 anni.

Ad ogni modo, da allora, Thorn si è buttata nell’analisi di big-data.

Thorn solitamente non ama parlare di come Safer e Spotlight operino. Il loro sito web dichiara che “Safer e’ una soluzione completa per fermare la diffusione di materiale raffigurante l’abuso sessuale di minori sulla vostra piattaforma, mantenendo voi, la vostra impresa, e i vostri utenti più sicuri”.

Le informazioni divulgate nel libro bianco di Safer “Platform Protection 101” menzionano le funzioni di associazione, ricerca, segnalazione, e l’adesione ai protocolli delle forze dell’ordine. L’Amministratore Delegato di Thorn Julie Cordua ha descritto Safer come “un moderatore del contenuto delle piattaforme (in web)” e ha spiegato a Engadget:

“Safer è pensata specificamente per fermare la diffusione di pornografia infantile (materiale ritraente abuso sessuale di minori ndt.), e non si interseca con il nostro lavoro sul traffico di minori… Offriamo un servizio affinché le aziende possano cancellare le immagini (nel loro ambiente informatico in modo che i dati non sfuggano) e mandarci i dati per confrontarli con quelli in nostro possesso sulla pornografia infantile così da appurare se si tratti effettivamente di materiale pornografico illegale. In questo modo si potranno intraprendere azioni legali (e.g., rimozione, segnalazione) . Questo tipo di rilevazione aiuta a fermare la diffusione virale di un dato contenuto, ferma la rivittimizzazione dei minori usati in quelle immagini e può aiutare nell’identificazione dei minori in questione. “

Spotlight è il secondo prodotto di Thorn. Al momento, e secondo fonti pubblicamente disponibili, Spotlight rastrella informazioni su siti web e forum. Le istruzioni riportano che: “Spotlight e’ costruito su un archivio di dati di milioni di casi di pubblicita’ di servizio escort e di dati collezionati da siti web e forum vari.” Quindi, “Spotlight prende questo alto numero di dati e lo trasforma in uno strumento per le forze dell’ordine.” Inoltre, “permette ad un agente di accedere o filtrare le pubblicita’; di servizio escort in base al numero telefonico, indirizzo e-mail, parole chiave, età, posizione geografica.”

La Guerra al sesso incontra la Guerra alla privacy

Parliamo chiaramente di un paio di punti: il raggio di azione della legge FOSTA è distruttivo, e si sta allargando col passare del tempo. Se Safer opera esattamente come Thorn dichiara, allora si tratta effettivamente di un servizio benefico che vale la pena sostenere. Ma Spotlight e’ uno strumento terrificante ed inventato praticamente per farne abuso. E Thorn e’ a favore della legge FOSTA.

[Trad.: Il passaggio della legge ‪#SESTA‪#FOSTA segnala un importante momento nella missione per #DifendereLaFelicità e incoraggiamo sostenitori, il governo e le aziende tech a lavorare assieme per dare priorità alla protezione di minori online.]

[Trad: Alcuni dei vostri prodotti raccolgono pubblicità specificamente in forum come back page, Craiglist e Reddit. Non è che per caso questa legge renderà il vostro lavoro più difficile?]

Forse possiamo comprendere meglio Thorn guardando chi siano i suoi collaboratori, i post sul loro sito web, e i suoi partner no profit. Perche’ costoro sostengono la legge FOSTA accanitamente.

Il sito web di Thorn ospita un post sul metodo di lotta contro la tratta scritto da Stephany Powell (partner di Thorn, Journey Out). Sull’argomento del sex work consensuale, Journey Out dichiara inequivocabilmente che l’idea dell’esistenza di quest’ultimo si basi sulla falsa percezione della donna sul fatto che il sex work sia davvero una scelta. Quasi tutti i partner no profit di Thorn sono della stessa opinione. Nessuno sforzo di credere alle storie delle donne, o qualsiasi altro desiderio sull’autonomia nella gestione dei corpi delle donne.

Il più grande problema è che Thorn e i suoi parter come Polaris Project lavorano a stretto contatto con aziende come Palantir per monitorare senza autorizzazione sex workers e chiunque altro venga in contatto con i loro sistemi. ‘Palantir knows everything about you’ (Palantir conosce tutto di te) descrive come Palantir ha finora scansato l’applicazione di una sentenza sulla presunta illegalità dei loro metodi:

Bloomberg ha riportato: “Avvocati in diritto civile stanno cercando di mettere in piedi un caso per sfidare la costituzionalità dell’operato di Palantir, ma i procuratori e gli agenti dell’immigrazione devono essere attenti a non citare il software in alcun documento ammesso come prova.” Paromita Shah, co-direttore della Gilda Nazionale Avvocati per il Progetto Nazionale di Immigrazione (associate director of the National Lawyers Guild’s National Immigration Project) ha dichiarato che Palantir sopravvive grazie a questa segretezza.

E per estensione, anche Polaris Project e Thorn.

Thorn e’ ora la principale organizzazione a cui si rivolgono le maggiori aziende informatiche per ‘combattere il traffico sessuale’ e lo sfruttamento minorile. E’ partner di Google, Facebook, Twitter, Tumblr, Snapchat, Pinterest, Imgur, IAC (Match, Tinder, OkCupid) e molte alter imprese che decidono autonomamente la propria social policy e navigano attraversando e ricevendo milioni di dati personali dei loro utenti.

Engadget ha richiesto un commento da parte di Google, Facebook, e Twitter sulla loro relazione con Thorn e ad oggi non ha ricevuto risposta. Abbiamo chiesto ai tre giganti di internet se utilizzino Safer o Spotlight e se Thorn abbia consigliato i termini della loro policy sui contenuti.

Facebook sembra avere una relazione privilegiata con Thorn che l’azienda mediatica chiama con affetto ‘di vecchia data’ e che include collaborazioni sul terreno legislativo. Come alcuni ricorderanno, Facebook ha spinto per l’approvazione della legge FOSTA per accontentare legislatori scettici. Tuttavia chiunque si preoccupi di ciò che possa accadere alla loro privacy sa che utilizzare qualsiasi servizio Facebook equivale a prendere a randellate una sacca piena di bombe a mano.

Ad ogni modo, cosa abbiamo imparato oggi? Beh, per iniziare, abbiamo imparato che fare terra bruciata proibizionista contro il sesso – vedi la legge FOSTA – sta funzionando bene quanto la guerra alle droghe (War on Drugs – è ironico, dato che le droghe continuano a circolare in un mercato sotto controllo della criminalità organizzata ndt.). Abbiamo anche imparato che quello della guerra al sesso è un lucrativo mercato in crescita.

Non intendo sminuire il lavoro di coloro che fermano la diffusione di pornografia infantile. Vorrei solo fortemente ricordare a tutti noi di non essere indulgenti con altri ciarlatani più di quanto non abbiamo già fatto.

 

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