Antisessismo, Autodeterminazione, Contributi Critici, R-Esistenze

Opuscolo informativo sulle violenze

Noi vogliamo essere libere dalla paura e ci salviamo da sole

 

A cura della

Dr.sa Murielle Salmona

Traduzione dal francese di Asia Fioravera del Gruppo di lavoro Abbatto i Muri

(Per accedere alla pubblicazione originale è possibile consultare l’Association Mémoire traumatique et Victimologie – memoiretraumatique@gmail.com)

Le violenze possono essere:

  • verbali: ingiurie, urla, silenzi.
  • psichiche: minacce, ricatti, umiliazioni, denigrazioni, molestie, manipolazioni, costrizioni.
  • fisiche: violazione dell’integrità fisica, ferite fisiche, violenza contro o con oggetti.
  • sessuali: stupri e aggressioni sessuali, incesto, molestie sessuali, sfruttamento sessuale, mutilazioni genitali, matrimoni forzati.
  • economiche: privazione di risorse.
  • negligenze et privazione delle cure.

Uniche o ripetute, le violenze sono:

gravi: costituiscono una violazione dell’integrità psichica o fisica, della dignità, del diritto a vivere liberamente e in sicurezza. Vanno punite dalla legge.
frequenti: le violenze sono presenti in tutti gli ambiti socio-culturali, sconosciute, sottostimate, non identificate, spesso anzi negate e tollerate.

intenzionali: le violenze hanno come scopo quello di vincolare, di degradare l’altro per poterlo sottomettere, gli aggressori non sono quindi violenti per un principio di natura o per via di pulsioni incontrollabili, essi sono gli unici responsabili delle loro azioni; niente giustifica le violenze, e le vittime non ne sono la causa.

spesso commesse da conoscenti: all’interno della famiglia, della coppia, della scuola, del lavoro, delle istituzioni.

specifiche: si basano sull’utilizzo dei rapporti di forza e di inuguaglianza per agire contro i più vulnerabili (bambini, persone handicappate, anziane, marginalizzate…) e contro le persone discriminate.

le violenze fatte alle bambine e alle donne (all’interno della famiglia, della coppia, al lavoro, e tutte le violenze sessuali in generale) sono delle violenze sessiste fondate sulla dominazione maschile e le disuguaglianze di potere tra uomini e donne. Esse sono un indicatore del controllo sociale delle donne, del sessismo e delle disuguaglianze che possono e devono essere combattute.

Le violenze sessuali, le violenze famigliari e le violenze coniugali,

alterano i legami famigliari e intimi, facendo sì che queste violenze siano all’origine del maggior numero di problemi psicotraumatici; i bambini sono i più esposti e i più a rischio.

Cosa fare?

Non restare soli(e), farsi aiutare, e soprattutto parlarne: a persone di fiducia, al medico, a dei professionisti della salute, professionisti dell’educazione, professionisti del sociale, professionisti del sistema giudiziario, alla polizia o alla gendarmeria, a delle associazioni specializzate. Esistono via via sempre più leggi e risorse per lottare contro le violenze e farle cessare.

→Se presenta alcuni dei sintomi psicotraumatici descritti in questo fascicolo, la invitiamo a consultare un medico, un aiuto specializzato vi può aiutare per migliorare significativamente la vostra qualità di vita. Le persone che usano violenza contro di voi possono e devono rinunciare a questi comportamenti, facendosi aiutare da professionisti specializzati (e dovranno poi rispondere dei loro atti davanti alla legge).

Informazioni mediche

SE AVETE SUBITO VIOLENZE O SE STATE SUBENDO DELLE VIOLENZE

Conseguenze psicotraumatiche E se il vostro malessere fosse legato a delle violenze subite?

Le violenze hanno delle gravi conseguenze sulla vostra salute, e sulla vostra integrità fisica e psichica

I maltrattamenti, le violenze famigliari, coniugali, sessuali, psicologiche, sul lavoro, NON SONO DELLE FATALITÀ, bensì dei crimini condannati dalla legge, ma che sono resi possibili da una società sessista e non egalitaria. Tutte e tutti possiamo lottare contro questi crimini, le cui conseguenze sulla salute possono essere curate.

Le conseguenze delle violenze

I traumi psicologici:

Come succede alla grande maggioranza delle persone vittime di violenze, è possibile che vi sentiate particolarmente soli(e) e:

– sentite una grande sofferenza psichica e fisica, siete spesso in preda a dei flash-back, dei pensieri, delle sensazioni e delle immagini legate alle violenze, che si presentano in modo invadente, imponendosi sul resto, così come a degli incubi frequenti.

– vi sentite disconnessi(e), con un sentimento di vuoto, di perdita della personalità, di senso di colpa, di vergogna, di essere fuori dal mondo, sentite di aver perso la fiducia e l’autostima.

– vi sentite in stato di pericolo permanente, iper-vigili, molto ansiosi(e) con attacchi di panico improvvisi che vi sfiniscono, o delle fobie che vi obbligano a evitare determinati posti o situazioni; vi sentite irritabili, tendenti ad avere delle esplosioni di collera, tesi, incapaci di proiettarvi nel futuro, tendenzialmente depressi, tagliati fuori dalla vita sociale, affettiva, intellettuale; avete notato un peggioramento a livello dei vostri risultati scolastici o lavorativi; fate fatica a memorizzare, a concentrarvi, e a restare attenti(e), e riscontrate anche problemi di insonnia, e problemi legati alla sessualità.

– vi sentite prede di comportamenti e modi di fare che vi si impongono (comportamenti compulsivi), e che non riuscite a capire, come dei comportamenti a rischio, ricerca del pericolo, comportamenti aggressivi e/o autodistruttivi (tentativi di suicidio, automutilazioni), dipendenze (alcool, droghe, tabacco, medicinali, gioco, sessualità), problemi alimentari (anoressia e/o bulimia).

– la vita vi sembra essere diventata un campo di battaglia, senza speranza di uscirne.

Si tratta di conseguenze normali di situazioni anormali (le violenze) sulla salute mentale, le quali si accompagnano a delle problematiche specifiche come lo stato di stress post-traumatico.

I meccanismi dei traumi psicologici.

  1. Il ricordo traumatico

È possibile che pensiate di essere “inadatti alla vita”, “particolarmente fragili”, o “nati così”, ma non è così: tutti questi sintomi o comportamenti sono spiegabili e sono le conseguenze abituali delle violenze. Essi sono legati a dei meccanismi di sopravvivenza neurobiologici eccezionali e scoperti da poco, i quali vengono messi in modo dal cervello per sfuggire al rischio vitale che si incorre quando si è vittime di violenza. I sintomi possono inoltre essere trattati da professionisti della salute specializzati, anche se purtroppo sono ancora raramente identificati, depistati, diagnosticati e trattati.

Una violenza insensata e dalla quale non è possibile scappare, crea uno stato di congelamento (paralisi psichica), e uno stato di stress estremo e incontrollabile, i quali comportano un rischio vitale cardio-vascolare e neurologico per “sovraccarico” (come accade in un circuito elettrico). Per arginare questo pericolo funzionale, il circuito neuronale “si disconnette” automaticamente, grazie alla secrezione di droghe pesanti prodotte dal cervello stesso (endorfine ad alte dosi e droghe ti tipo “ketamine-like”).

Questa disconnessione “spegne” lo stato di stress estremo e dà origine a una dissociazione traumatica (anestesia psichica e fisica, sensazione di stacco dalla realtà, sentimento di essere spettatori di se stessi), e a dei problemi di memoria con un’amnesia traumatica che si accompagna al ricordo emotivo traumatico delle violenze. I ricordi traumatici sono incontrollabili, ipersensibili, isolati per via della disconnessione, e non vengono quindi integrati “nel disco rigido del cervello”. Il ricordo traumatico si trasforma in una vera bomba a orologeria, pronta a “esplodere” di fronte a qualsiasi occasione che ricorda le violenze, riattivando le stesse scene, lo stesso terrore, la stessa sofferenza, le stesse sensazioni, e questo risulta incomprensibilequando non si è a conoscenza del fenomeno.

La vita diventa allora un campo minato, e per evitare di scatenare il ricordo traumatico, il paziente è obbligato a creare delle strategie per evitare luoghi o situazioni potenzialmente “simili” alla violenza. 

Ma quando queste strategie non sono più sufficienti, spesso l’unico modo per calmare lo stato di sofferenza, sono dei comportamenti di dissociazione, la cui efficacia viene scoperta dal paziente stesso nel tentativo di auto medicarsi.

  1. I comportamenti di dissociazione

Si tratta della riattivazione della disconnessione del circuito emotivo per mezzo di un aumento del livello di stress(cosa che avviene in caso di comportamenti aggressivi o autodistruttivi, comportamenti a rischio, ricerca del pericolo, dipendenze), la quale produce un’anestesia affettiva e psichica, e una sensazione di dissociazione che calmano l’angoscia. Questa riattivazione però rafforza a aggrava il ricordo traumatico, e crea una dipendenza per le droghe pesanti prodotte dal cervello durante la dissociazione.

Questi comportamenti di dissociazione sono paradossali e confusionali, sia per le persone vittime di violenza (le quali sono portate a sviluppare dei sensi di colpa), sia per i professionisti della salute che se ne occupano (nel caso in cui essi non siano stati formati a riconoscerle).

Le persone dissociate sono inoltre particolarmente vulnerabili di fronte agli aggressori, e corrono il rischio di subire ulteriori violenze (sono infatti rese incapaci di difendersi per via dello stato di anestesia emotiva); d’altro canto, gli aggressori, grazie all’esperienza, conoscono bene questo fenomeno, del quale approfittano per assicurarsi di mantenere il controllo sulla loro vittima.

Conseguenze sulla salute mentale e psichica.

In aggiunta al trauma psicologico e alle lesioni traumatiche direttamente legate alle violenze fisiche, le conseguenze sulla salute possono essere:

– Problemi di ansia e depressione, rischio di suicidio, problemi del sonno e dell’alimentazione, dipendenze, problemi cognitivi (memoria e concentrazione).

– Stanchezza cronica, dolori cronici, cefalee (mal di testa), dorso-lombalgie (mal di schiena).

– Problemi digestivi, ginecologici e genito-urinari, endocrini, immunitari, allergie, problemi dermatologici.

– Problemi cardio-vascolari, palpitazioni, ipertensione arteriosa, attacco cardiaco, e anche diabete, infezioni polmonari, o neurologici.

Le violenze hanno un impatto catastrofico sulla salute. Una cura medica specializzata e una psicoterapia permettono di mettere in relazione i sintomi psicotraumatici con le violenze subite, di capirne i meccanismi, di controllarli, e di liberarsene.

Dai lavori del Dr. Muriel Salmona disponibili su http://www.memoiretraumatique.org

Edizione giugno 2018

 

Della stessa autrice leggi anche:

Guarire dal trauma – I traumi riportati dai bambini vittime di violenza: un grave problema di salute pubblica

 

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