La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Come devo chiamare mio padre? Morboso pedofilo?

Lei scrive:

Ciao a tutt*. Vorrei porvi delle domande su una mia situazione molto personale per avere un riscontro esterno. Vi prego di avere sensibilità e usare toni consoni perché è un tema delicato e mi è molto difficile parlarne.

Scusate la brutalità, vado dritta al punto.
Che cosa pensereste di un padre che per anni si è masturbato in presenza di sua figlia, dall’età infantile a quella adolescenziale?
E’ da giustificare perché “è un atto normale che fanno tutti”?

Potrebbe avere delle tendenze pedofile? Potrebbe rientrare in qualche perversione di qualche sorta? Dato che i momenti che sceglieva e i luoghi dove si appostava erano nelle immediate vicinanze della figlia minorenne ed esclusivamente in sua presenza? Oppure nella sua cameretta sul suo letto senza chiudere la porta a chiave, o addirittura con la porta spalancata e lei a 2 metri di distanza, senza nascondersi, senza il minimo pudore, il tutto palesemente per essere visto? Magari neanche troppo silenziosamente? Difficile non essere notati.

In aggiunta a questi comportamenti mio padre era una persona emotivamente instabile, spesso mi picchiava immotivatamente o per futili ragioni (una volta arrivò a prendermi a calci sullo stomaco e a minacciarmi di buttarmi fuori casa, avrò avuto 13 anni più o meno), attuava quella che solo oggi riconosco come violenza psicologica, e se provavo a dire come mi sentivo lui minimizzava tutto perché ero io esagerata, isterica, ingrata, non mi accontentavo mai, eccetera. Una volta, mentre piangevo non mi ricordo per cosa, arrivò a dirmi, e non lo scorderò mai: “ma se la vita ti fa schifo, perché non ti ammazzi? Ammazzati! Suicidati!”. E tanto altro, purtroppo.

Sto rimettendo in discussione la sua figura perché è stato bravo ad addossare la colpa a me per qualsiasi cosa, senza mai mettersi in discussione. Non ho mai potuto esprimergli a voce la mia sofferenza perché dovevo solo essergli grata.
Di conseguenza, ho ingoiato ogni suo atteggiamento, perché io ero la figlia, lui il padre.
Pochi anni fa ho sofferto anche di depressione, disturbi alimentari e autolesionismo. Adesso ne sono fuori, non sto ancora benissimo, per giunta ho continuato ad avere un rapporto “finto” con lui, basato sulla mia obbedienza, il suo controllo e il rigirarmi come voleva.

Ma mi sono stancata, non ce la faccio più e ho deciso di farlo uscire dalla mia vita.

Alcune cose mi stanno tornando in mente ancora adesso e mi viene da vomitare. Ha sempre avuto la tendenza a sessualizzarmi, in qualche modo.
Alcuni comportamenti che lui reputava come “affetto” e mi faceva sentire in colpa se non li accettavo, come farmi sedere sempre sulle sue gambe anche se davanti ad altre persone (e io 18enne, 20enne… per dire non una bambina), mettermi una mano sotto i pantaloni sul sedere (questa cosa avveniva spessissimo), voler a tutti i costi dormire nel letto con me anche se magari stavo col mio fidanzato e sarebbe stato più normale dormire con lui, dargli la mano quando andavamo in giro in città, e offendersi a morte se non lo facevo ed esplodere dalla rabbia.
Questo è successo fino a poco tempo fa… considerando che ho 25 anni oggi. Per evitare che mi insultasse e mi facesse crollare l’autostima, accettavo, purtroppo.

Sono veramente confusa. Non so veramente cosa pensare.

Qualcun* ha esperienze analoghe? Potete darmi qualche consiglio su come comportarmi con quest’uomo?

Grazie a chi mi ha letta. Chiedo la cortesia di usare toni appropriati perché sono argomenti veramente delicati per me.

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5 pensieri su “Come devo chiamare mio padre? Morboso pedofilo?”

  1. Innanzi tutto come ex teologo, le riconosco tutta la mia comprensione e solidarietà per la bruttissima esperienza che sta vivendo, ebbene non si offenda cara amica ma suo “padre” noti il virgolettato, è un’autentico snarurato infatti suoi sono peccati gravissimi contro la vita che ha preso carne, sangue, anima e divinità in lei, lei ha tutto il diritto di andare via da un mostro del genere, o addirittura di denunciarlo se non l’ha fatto ancora la invito a farlo, se non trova il coraggio da sola può parlarne tranquillamente con un’amica o uno psicologo, o un tutore d’ordine, mostri come quelli vanno subito carcerati.

  2. il fatto che sia o no un potenziale pedofilo, visto il quadro desolante, quasi non conta. è una persona assolutamente da scansare. personalmente gli darei tante botte. la lettera contiene già tutte le risposte che la ragazza cerca. il padre, nella migliore delle ipotesi, è una persona immatura, incapace di essere una persona decente e pure un padre decente. non so dire quanto “ci faccia e quanto ci sia” perché non lo conosco personalmente, ma a ogni modo è una persona di merda,
    mi viene poi spontaneo chiedermi: e la madre dove sta? che cosa fa? è una di quelle madri che subisce anche lei le angherie del padre-marito-padrone, a costo di farci rimettere anche i suoi figli?

  3. Ciao,
    io ho avuto esperienze simili con mio padre, anche lui mi ha molestata sessualmente a partire da quando avevo circa 11 o 12 anni. Ho avuto la “fortuna” che i miei genitori allora erano gia` separati e io vivevo con mia madre, sicche` non dovevo vederlo spesso. All’inizio provai a chiedere aiuto a mio fratello, ma lui era solo tre anni piu` grande di me e del tutto impreparato ad una tale responsabilita`… mi disse che mi sarei dovuta vergonare anche solo di pensare certe cose. Per fortuna non mi arresi e chiesi poi aiuto a mia mamma. Non sono certa che mi abbia creduto o preso sul serio, pero` ha subito preso il telefono e gli ha parlato in modo chiaro dicendo piu` o meno che, essendo io nella puberta`, il mio senso del pudore si era naturalmente acuito e che quindi lui doveva fare attenzione a non toccarmi piu` come se fossi una bambina, perche` io interpretavo quei contatti come molestie. La verita` e` che mi molestava eccome (tanto per farti un esempio, una volta mi ha leccato tutta la schiena, mi metteva continuamente le mani sui seni o sul culo ecc.), in ogni caso si deve essere un po` cagato addosso che io lo raccontassi in giro e ha smesso. Da allora pero` il nostro rapporto e` degenerato… non sono mai piu` riuscita a rilassarmi in sua presenza. Lo vidi sempre meno spesso e poi mi trasferii all`estero, ormai lo vedo solo a natale. Cosa ti devo dire? Infondo forse gli voglio un po` di bene, ma, anche se ormai ho trent’anni, non riesco a togliermi la sensazione di schifo che mi ha lasciato addosso. Tra un paio di mesi mi sposo e lui vuole a tutti i costi venire al matrimonio: alla fine ho accettato che venisse alla cerimonia ma non alla festa. Insomma, cerco di scendere un po’ a compromessi. Tutto sommato il mio consiglio e` proprio questo: la situazione in cui ti mette un genitore abusante e` talmente ambigua e confusa, che non puoi uscirne in modo netto e reciso: bisogna in qualche modo scendere a compromessi con il groviglio di sentimenti che inevitabilmente si formano. Io ti auguro di riuscirci… se ci sono riuscita io? Qualche giorno va meglio, qualche giorno va peggio. Un abbraccio

    1. La sua conclusione non mi piace tanto uno così che diritto ha di essere ancora nella vita di una figlia, esiste il concetto di genitore snaturato meglio ancora di affetto snaturato, si può e si deve uscire fuori da un problema del genere in maniera rescisa, e anche definitiva chi non ha saputo esserci nella vita di una figlia o di un figlio non ha diritto a starci.

  4. Lo faceva anche mio padre e mi è stato spiegato che è pedofilia . Lui masturbandosi davanti a me bambina e adolescente tentava , nella sua testa , di sedurmi . Ha smesso quando io ero ormai adulta sposata e fuori casa.

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