Antiautoritarismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

Caster Semenya e il test di femminilità nello sport

Intervista alla fine dell’articolo in lingua originale QUI. Traduzione d Benz del Gruppo Abbatto i Muri.

Anaïs Bohuon, storica dello sport e autrice di “Categorie”femminile”: Il test di femminilità nelle competizioni sportive” edizione Glyphe Terriennes:

Cosa ne pensi di questa decisione?

La mia prima reazione è stata di essere arrabbiata, scioccata e triste. Si tratta di una decisione storica che segnerà la storia dello sport e dell’atletica e della storia della discriminazione. Chiaramente, il tribunale autorizza la federazione internazionale di atletica leggera a mettere in atto un regolamento, una misura apertamente sessista! Ciò significa che oggi, nel XXI secolo, una donna nello sport non ha il diritto di eccellere o di avere troppo successo.

Come è emblematico il caso di Caster Semenya?

Caster Semenya è un atleta “iperandrogena”, produce più testosterone in relazione alla media, una media che non è stata fino in fondo contabilizzata. Perché le sarebbe stato chiesto di regolare questo vantaggio fisico nonostante non abbia imbrogliato (non sia dopata). E’ come se si chiedesse ad una persona molto alta di regolare il suo vantaggio in relazione alla sua statura quando gareggia per il salto in alto o la pallacanestro. Non è stato nemmeno provato scientificamente che questo alto livello di testosterone permetta di migliorare le prestazioni in certe discipline. Bisognerebbe regolare tutti potenziali vantaggi fisici, allora. Voglio essere volutamente provocatoria e invitare tutti le atlete, di qualsiasi disciplina, quelle che finiscono sempre 4° posto del podio, a prendere “il tribunale arbitrale”, dicendo “non è giusto, le altete che hanno vinto probabilmente hanno notevoli vantaggi fisici dato che io finisco sempre 4°! Si tratta di una decisione che apre la possibilità per qualsiasi reclamo. E’ un regolamento sessista che il tribunale sportivo approva, perché è solo per le donne! Il sessismo può trasformarsi molto rapidamente in razzismo. I cosiddetti atleti “caucasici” potrebbero facilmente chiedere un risarcimento per i cosiddetti vantaggi dei loro concorrenti afro-americani o giamaicani, per esempio, sostenendo di essere quelli che vincono tutte le medaglie!

Che cos’è questo trattamento farmacologico che la FIA vuole imporre?

Per me, questa è una violazione dei diritti umani, perché a queste atlete nate femmine viene chiesto di assumere farmaci per modificare i livelli di testosterone, il che è totalmente folle (perché è contro il volere della persona, ndt). I medici esperti hanno sempre detto che l’assunzione di farmaci, soprattutto su atleti che hanno un corpo totalmente sano, per nulla malato, può causare disturbi ormonali molto forti, vertigini, nausea, carenza di cortisone. E’ una cosa molto seria!

Cosa dice dell’iperandrogenismo nello sport?

E’ una misura sessista e persino intersexofobica. In un momento in cui le persone intersessuali denunciano le mutilazioni, discriminazioni, per le vite distrutte perché individui che vanno oltre i criteri normativi che noi imponiamo, che escono dalla norma binaria, questa misura è un passo indietro. E non ho paura di dirlo, vogliamo mutilare e umiliare questi atleti davanti a tutti.

Cosa succederà a Caster Semenya adesso?

Può fare appello al Tribunale federale svizzero per denunciare questa legge discriminatoria che, a mio avviso, non può essere approvata. Come storica dello sport, ho l’impressione che lo sport sia ancora una volta al di sopra delle leggi. Immaginate che vostra figlia sia “iperandrogena”, per esempio, o abbia un QI incredibile, e l’università le chiede di prendere farmaci per regolare i suoi incredibili risultati. Beh, non passerebbe. Avreste presentato una denuncia per discriminazione a qualsiasi tribunale, avreste vinto. Penso che il problema di Caster Semenya vada oltre il quadro dello sport, siamo in una violazione, una violazione della dignità umana. Inoltre, l’ONU ha allertato la federazione e la corte dicendo che è una cosa seria. Spero che Caster abbia la forza di combattere di nuovo, come ha fatto dai Giochi di Berlino di 10 anni fa. E, soprattutto, porterà il caso ad un’autorità giuridica che non fa parte del mondo dello sport. Per fermare ciò che lo sport sta facendo, perché manda un segnale catastrofico.

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