Antifascismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

#Viterbo: Carla, noi siamo con te!

La chiamerò Carla (nome inventato). Carla va in giro con questi due signori di Casapound che la portano ad una festa in un ambiente casapoundino. Poi la fanno bere, la prendono a legnate e la stuprano. Questa l’accusa. I due fanno dei video e chi indaga è così sconvolto che si lascia sfuggire dei dettagli. Il braccio che viene tirato su e ricade come se lei fosse una bambola. Scene agghiaccianti, così vengono definite. Quei video, ci dicono ancora i media, sono stati condivisi nelle chat del gruppetto politico dei due. Il padre di uno di loro dice che deve buttare via il telefono, quindi, deduco, coglie la pericolosità di quel che rappresenta per il futuro di suo figlio anche se afferma di non aver visto nulla. Gli amici di whatsapp dicono lo stesso, cancellate, cancellate, dicono. Anche loro, perciò, forse sanno che non si tratta di video sui quali farsi due risate. Mi chiedo se qualcuna di queste persone abbia pronunciato la parola “stupro”, ma questo non ci è dato saperlo.

 

Uno dei due ragazzi pare sia accusato, assieme ad altri, di aver malmenato un ragazzo che aveva commentato in disaccordo con le loro posizioni politiche. A Viterbo perciò queste persone erano conosciute e Casapound Viterbo, d’altro canto, nonostante l’espulsione preventiva dichiarata dai vertici nazionali del gruppo di estrema destra, non prende le distanze e a modo suo dice che attenderanno l’esito dell’inchiesta. Nel frattempo leggiamo che Carla ha paura, perché ha denunciato, si è esposta, ed è importante che sappia di non essere sola.

La presenza di Casapound a Viterbo parrebbe rappresentare un problema per molte persone ed è per questo che gli Studenti Medi indicono una manifestazione che parla della violenza fascista e di quella sessuale (pur se non pronunciano la violenza di genere, scelta che sarebbe stata importante in questa situazione) denunciata da Carla.

Sui media scorrono altre notizie, come quella che ci fa sapere che il leader di casapound Viterbo non ama particolarmente le donne. Ma forse è un’impressione. Queste due screenshot tratte da un articolo che parla dell’amore casapoundino per le donne ci raccontano molte cose interessanti.

 

Su Il Fatto Quotidiano nel frattempo si scrive che i domiciliari ai due accusati sono stati negati per timore di inquinamento delle prove e che si indaga per capire se per chi ha ricevuto i video e ha detto di disfarsene si può ipotizzare il reato di favoreggiamento.

Dal primo articolo citato de Il Fatto Quotidiano:

Dal Secondo:

 

I media continuano a parlarne e tra questi c’è un giornalaccio di destra che dopo aver “bucato” del tutto la notizia (avrebbe certamente dedicato la prima pagina per un accusato di stupro immigrato) si giustifica usando parole orrende. Chiama i due accusati “scemi”, perché lo stupro è una scemenza, evidentemente. Mette tra le virgole un “consenziente” ed è così che la faccenda per Libero parrebbe roba da archiviare. Ricordo che tutto ciò passa sempre sulla pelle di Carla che a leggere queste idiozie non so come si senta. Secondo voi? A mio avviso non sta passando un gran momento.

Ed è per questo che accuse, arresti e processi, comunque vada la questione, se come dice la difesa dei due accusati, lei era “consenziente” o se il giudice darà ragione a chi rileva nel corso delle indagini che ci sia stato uno stupro, non hanno molta importanza per noi. Perché siamo con Carla, perché vogliamo che non si senta sola e perché il punto della questione è chiarire che quella che ha subito è violenza di genere, sessista e fascista. Chiunque abbia ben chiaro che queste violenza vanno pronunciate tutte sa che la cosa importante al momento è pensare alla vittima.

Carla, siamo con te. Sorella, io ti credo.

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