Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

La violenza di genere esiste, così come la mascolinità tossica

Mi sono stancata. Ogni volta che si parla di stupro, di cultura dello stupro, di violenza di genere arrivano i normalizzatori e le loro supporter a dire che anche gli uomini subiscono stupri. Certo, può avvenire, ma in minore numero e poi che ne sapete voi di quello che succede ad una donna quando viene stuprata, violata, derubata del suo diritto a dare o negare il consenso. Diventa solo carne da usare per eiaculazioni di uomini senza scrupoli che non capiscono o non vogliono capire. Lo stupro è violenza di genere perché è legato ai ruoli imposti (di genere) e uno di questi ruoli è quello che impone alle donne di essere sempre e solo disponibili, sempre, che si tratti della molestia ricevuta per strada, in ufficio, ad una festa, in un qualunque luogo in casa propria. E’ violenza di genere perché riguarda il fatto che le donne secondo la mentalità maschilista e patriarcale non dovrebbe sottrarsi a certe attenzioni.

Non dobbiamo incazzarci se per strada ci toccano il culo, se in autobus ci palpano, se al lavoro ci ricattano sessualmente, pena la perdita del lavoro, se fra “amici” ci stuprano e noi non dovremmo dire nulla e non dobbiamo lamentarci. Ed eccoli i maschilisti a fare paragoni assurdi che indicherebbero che anche loro sarebbero vittime di violenza sessuale. Le donne stupratrici? Accade raramente. Gli stupri ad altri uomini avvengono per mano di uomini, ancora maschilisti, ed è altissimo il numero di stupri nelle carceri, per mano di uomini. Dunque si, sono vittime ma la mentalità che produce la violenza che subiscono è la stessa. Dunque perché negarla?

Perché negare il fatto che le donne fin da piccole sono educate a non provocare, a camminare temendo che qualcuno possa farti del male, ad uscire la sera aspettandoti il peggio. Perfino i militari in divisa che ti fermano se sei in giro in ora tarda ti dicono che non dovresti essere fuori a quell’ora perché poi, sai, potrebbe accaderti qualcosa. E se vai ad una festa e bevi e ti stuprano è colpa tua, se sei bella e ti stuprano per colpa tua, se sei brutta e ti stuprano dovresti ringraziare il cielo.

Le donne vivono nella paura di poter essere vittime in ogni momento e quando non hanno paura e si sentono al sicuro qualcosa, anzi, qualcuno le tradisce. Pensavano di essere in luoghi in cui anche loro potevano vivere e respirare, divertirsi e bere, parlare e salutare. Correre nel parco, camminare la sera, rientrare a casa tardi. Tutte cose che le donne devono fare tenendo i pugni stretti. E quando rientrano a casa, dove avvengono la maggior parte delle violenza, hanno comunque il timore di dire di No perché a volte quel No può costarti la vita. C’è l’ex fidanzato che ti stupra o quello che mette online le foto che tu gli avevi inviato fidandoti così possono stuprarti virtualmente gli amici, c’è l’ex marito che non accetta un No e ti ammazza.

Quanti sono i pericoli, in termini di ruoli di genere, che un uomo etero può temere? Attengono ai suoi ruoli di genere. No, affatto. Allora perché negare. Perché renderci la vita ancora più difficile e perché non dire chiaramente che il punto al quale volete arrivare è il fatto che pensate che le donne mentano e che quando sono stuprate, a meno che non ci siano prove tangibili a dimostrarlo, se la sono cercata, erano consenzienti.

E si tratta ancora dei nostri corpi, violati, usati, strumentalizzati. E’ la nostra pelle che diventa di uso comune tra razzisti quanto è l’uomo straniero a stuprarci. E’ sempre la nostra pelle ad essere usata quando si generalizza e si annacqua il significato della violenza di genere dicendo chiaramente che non esiste e che in fondo, ma si, le donne e gli uomini sono la stessa cosa. Negando il privilegio maschile e la mascolinità tossica che diventa perfino motivo di rivalsa in mano a donne misogine che non fanno che compiacere i negazionisti e i detrattori del nostro dolore.

Che cazzo ne vuoi sapere tu del fatto che uno ti viene sopra e ti eiacula fuori o dentro non importa anche se avevi detto no. Che ne sai del fatto che il nostro corpo viene usato come mezzo per lasciar sfogare cazzi come armi da guerra. Che ne sai degli stupri subiti per dare una lezione alle lesbiche o per fare pulizia etnica. E che ne sai della pazienza che dobbiamo mostrare ogni volta che qualcuno ci dice che gli uomini, si sa, lo fanno per riprodurre la specie, una specie del cazzo, e che le donne non devono provocare, dobbiamo restare rinchiuse. Detto poi da chi dice che le donne col burqa sono quelle che subiscono la vera violenza. Ma non è così che in fondo ci volete? Con un burqa e zitte e buone. Senza poter urlare quando a stuprarti è tuo marito o quando il tuo amico continua a insistere e infine ti lascia in un ciglio di una strada deserta, lontano, perché non gli hai voluto fare un pompino. E la colpa è sempre tua che sei entrata in quell’auto, che sei andata a quella festa, che hai dato confidenza a quella persona o che hai procurato un sentimento negativo quando hai lasciato il tuo ex. E anche lui ti stupra.

Non è tutto orrendo il nostro mondo ma solo perché ce lo stiamo riprendendo, perché ci riprendiamo le strade, perché rivendichiamo il diritto di vivere senza essere abusate. E voi, si, voi, donne che difendete negazionisti e idioti che negano la violenza di genere dovreste ringraziarci perché senza le donne che hanno denunciato voi non sareste neppure libere di uscire di casa. Dunque basta con le ambiguità e basta farvi passare per esseri sensibili alla violenza sessuale quando la vostra ideologia maschilista vi acceca. Perché è quello che siete: ciechi, sessisti, maschilisti.

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Sui negazionisti:

 

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