Personale/Politico, R-Esistenze, Recensioni

“Non riuscivo a trovare famiglie LGBTI in situazioni normali nei libri per bambini, e così ne ho scritto uno”.

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Cecilia del gruppo Abbatto i Muri.

Mark Loewen non trovava libri per bambini che rappresentassero nella vita di tutti i giorni le famiglie arcobaleno.

di Mark Loewen*

Il giorno che abbiamo adottato nostra figlia era una bellissima giornata di primavera, e fu magico. Ci eravamo accordati con la madre biologica una settimana prima. I nostri cuori erano perfettamnte pronti a diventare una famiglia di tre persone. Dal punto di vista logistico, tuttavia, non avevamo niente. La nostra casa aveva una stanza che sarebbe diventata la nursery, e questo era tutto. Imparammo molto presto che un* bimb* non ha bisogno di una gran quantità di oggetti materiali. Per fortuna, nei mesi seguenti i nostri amici ci sommersero di must-haveper genitori e bambini. E fra questi numerosi e affettuosi regali c’erano i miei preferiti: libri! Ero entusiasta all’idea di cominciare a costruire la sua libreria. Alcuni dei miei libri preferiti includevano la rappresentazione della nostra famiglia. Poiché non conoscevamo altri papà gay nella nostra città, pensavamo fosse importante far vedere a nostra figlia che non eravamo l’unica coppia di papà al mondo. E quelle storie erano di aiuto. Libri come And Tango Makes Threee A Tale of Two Dadsdivennero ben presto i preferiti. Anche a due anni, i suoi occhi si illuminavano quando vedeva famiglie come la sua. E io, come molti altri padri gay, compravo prima di tutto tutti i libri per bambini che parlassero di genitori gay.

Quando aveva circa quattro anni, perse interesse per questi libri. Arrivarono nuovi titoli su Amazon e io immediatamente li ordinai. Ma lei non ne era più così entusiasta. Non mi chiedeva di leggerli una seconda volta. Cosa stava succedendo?

Evoluzione di interessi.

Feci più attenzione a quali libri catturassero la sua attenzione, e capii rapidamente cosa stava accadendo. Aveva già capito che c’erano famiglie di ogni tipo. Lei era a suo agio coi suoi due papà, sapeva di essere stata adottata e che era uscita dalla pancia della sua mamma biologica. E in realtà, quei libri non le dicevano niente di nuovo. Mia figlia non voleva leggere storie di famiglie. Non era interessata a sentire un’altra storia su come le vite di due uomini adulti diventano bellissime quando diventano papà. No, lei era molto più interessata a sentire storie su ragazzine fantastiche… come lei! Naturalmente, era una cosa perfettamente sensata. E così i libri che raccontavano la avventure di ragazzine divennero le storie della buona notte più gettonate.

Ma c’era un problema. Non appena il suo interesse si spostò su queste entusiasmanti storie che si svolgevano nella vita di tutti i giorni, la maggior parte delle famiglie cominciarono ad apparire anch’esse piuttosto comuni. Saltavano continuamente fuori i genitori, ed erano una mamma e un papà, oppure solo una mamma (qualche volta solo un papà). Nessuna storia rappresentava la famiglia di nostra figlia.

Cominciai a cercare libri con storie sulla vita di tutti i giorni che includessero famiglie LGBTI, con poca fortuna. La maggior parte dei libri per bambini che includono personaggi LGBTI sono incentrati specificamente su argomenti LGBTI. La nostra biblioteca cittadina è fornita di bellissimi libri su bambini che disegnano il proprio orientamento sessuale, il proprio genere, o le norme sociali relative al genere. E hanno libri carini in cui i bambini partecipano alle feste di nozze di persone dello stesso sesso. Ma il più efficiente dei bibliotecari non riuscirà a trovare un libro illustrato che contenga un personaggio gay che non sia impegnato a combattere per una qualche causa LGBTI. “Dovresti scriverne uno tu !” mi ha detto un bibliotecario. E anche i miei amici mi hanno incoraggiato a farlo. Come psicoterapeuta infantile, inventavo già ogni giorno storie divertenti. Scrivere un libro vero sarebbe stato altrettanto semplice?

 

Come è nato What Does a Princess Really Look Like?  (Che aspetto ha davvero una principessa?)

Poi, una sera, mia figlia mi chiese di disegnarle qualcosa. “Cosa vuoi che ti disegni ?” chiesi. Stava attraversando una fase principessa  (o almeno, speravo che fosse una fase), così non fui sorpreso dalla sua richiesta : “Una principessa!“. Io raccontavo mentre disegnavo, e c’era qualcosa che mi metteva a disagio. “Ha dei bellissimi capelli, ha un bel vestito, ha una corona scintillante…” Mi fermai. ”Fammi ricominciare”, chiesi. Questa volta affrontai l’attività in modo differente. Le dissi che indossare una corona significava avere la responsabilità di importanti decisioni. Braccia forti volevano dire che la principessa lavorava duro. Gambe forti servivano per girare il mondo. Ed è così che nacque l’idea del mio libro, What Does a Princess Really Look Like?(Che aspetto ha davvero una principessa?). In esso la protagonista, una buffa bimba di cinque anni, crea la sua personale principessa. In questo processo creativo la sua idea di ‘principessità’ si evolve. Alla fine, fa uno sbaglio e capisce che la sua principessa non è perfetta. Allora i suoi papà l’aiutano a capire che è proprio la sua imperfezione – il suo essere buffa – a renderla unica.

Le famiglie LGBTI vivono come le altre.

Un amico mi presentò a una casa editrice indipendente. A loro il libro piaceva per il modo naturale in cui avevo affrontato la diversità LGBTI. “È il Modern Family[serie TV statunitense incentrata su una famiglia allargata, n.d.t.] dei libri per bambini”, mi dissero. E anche loro erano sorpresi dall’assenza di genitori gay nei libri per bambini.

Un motivo per cui i libri sono così affascinanti è che essi ci mostrano personaggi che nella vita reale non potremmo mai incontrare. Ci fanno dare un’occhiata al mondo di persone diverse da noi e ci portano a condividere la loro prospettiva. Io spero che la semplice inclusione di persone gay nei libri per bambini non sarà più in futuro una questione capitale. Non è forse vero che tutti i genitori vorrebbero che i loro figli venissero in contatto con ogni genere di bambini? Le famiglie non hanno bisogno di fare parte della comunità LGBTI per leggere storie con personaggi LGBTI. I bambini amano le storie in cui possono identificarsi, senza che la struttrua familiare del personaggio abbia alcuna importanza.

Storie per bambini che mostrano le nostre famiglie coinvolte in situazioni uguali a quelle in cui può trovarsi qualsiasi altra famiglia insegnano ai bambini cosa tutti noi abbiamo in comune. Io penso decisamente che sugli scaffali delle librerie ci sia posto per storie che promuovano l’unità e l’uguaglianza.

Spero di vedere nei prossimi anni più libri che rappresentino le nostre famiglie. E spero che ciò che rende adesso Che aspetto ha davvero una principessa?un libro pionieristico, fra non molto tempo non sia più considerato così eccezionale.

 

*Psicoterapeuta di Richmond, Virginia.
markloewenauthor.com

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