Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo

Quali sono le “armi” della Lega? Lega “armata” per questioni di “sicurezza”?

Salvini dice che non è successo praticamente niente. Dunque è d’accordo con il contenuto minaccioso del post del suo responsabile per la comunicazione? Al solito il ministro fa una pappa mista tra mitra e foto con peluche ed ecco che il post contro chi critica il Sior Salvini diventa un ulteriore mezzo per parlare di martirio. Ce l’hanno tutti con lui, poverino. Se non fosse da piangere la cosa farebbe molto ridere.

Ma a mostrarsi interessato alle armi Salvini è comunque abituato. E’ pur un modo per apparire più virile, metodo già usato dai vari dittatori e dai vari Trump della storia. Se fosse stato un immigrato sarebbe stato giudicato subito un terrorista, solo per aver mostrato un’arma in una foto. In fondo è il pensiero che conta e il pensiero del ministro è al contrario tutto votato in direzione della “sicurezza”.

Per lui “sicurezza” significa più armi a tutela della proprietà privata, non riequilibratori sociali che cerchino di ridurre la distanza tra ricchi e poveri. Significa difendere la licenza di uccidere “chi ti entra n casa”. Vorrò vedere alla prima occasione in cui un uomo sparerà alla moglie tirando fuori questa balla “pensavo fosse un’estranea… si aggirava al buio”. E conteremo anche la quantità di “legittime difese” ai danni del semplice criminale condannato a morte senza processo e/o dell’uomo di pelle nera giudicato criminale a prescindere.

“Sicurezza”, per il ministro, vuol dire spendere svariati milioni di euro per strumenti di teknocontrollo da piazzare nelle scuole. Telecamere? CeckPoint? In realtà più che di sorveglianza all’americana le scuole italiane avrebbero bisogno di solidità, per non crollare sulle teste dei bambini, per non implodere durante la minima scossa di terremoto. Quelle scuole avrebbero anche bisogno di un ottimo programma di educazione contro il bullismo, perché è questo che fa sentire “sicuri” tanti bambini e tanti ragazzi. A meno di non prevedere sparatorie tra alunni… O no?

Ma la faccenda va oltre. In questi giorni il ministro ha parlato di Prefetti che potranno decidere sulla testa dei sindaci. Tutto purché si tratti di ordine e disciplina, Dio Patria e Famiglia eccetera. Se non era già abbastanza evidente lo scempio causato dai sindaci sceriffi i quali, grazie ad una norma votata sempre dalla lega un po’ di anni fa, possono emanare ordinanze antidegrado con oggetto “rom, puttane, neri, eccetera” a secondo di quel che a loro sembra più “degradante”, ora ci ritroveremo a capire che succederà con i prefetti in libertà. Prefetti in prima linea vuol dire politica di polizia dappertutto, sorveglianza e controllo, significa che quando il sindaco è “umano” (solidale con i migranti?) basta un prefetto con la sua ordinanza antidegrado a dare il via alla caccia agli immigrati.

Se non ve ne foste accorti: è così che l’Italia sta diventando. Poi non dite che non ne sapevate niente. E tutto ciò mentre la lobby del mattone fa a chi guadagna l’appalto più grosso di costruzione di lager anti immigrati. Presto pronti all’appello per la costruzione e poi altri per la gestione privata di carceri di ogni tipo. Perché la “sicurezza” è l’affare del secolo, che credevate? Pensavate davvero che leggi e leggine contro la violenza sulle donne sono state promosse a vantaggio delle donne? Fosse così almeno ci avrebbero ascoltate. In realtà per ogni legge c’è un finanziamento per le forze dell’ordine, soldi per nuove armi e nuove divise e nuovi mezzi militari e via di questo passo. Armi, mezzi e divise che verranno usate contro di noi, com’è già successo, quando portiamo in piazza uno striscione che gli piace. Armi, mezzi e divise che possono essere usate contro di noi ogni volta che ci prendiamo il diritto di criticare il governo e le sue leggi.

Non ci vogliono “sicure” per davvero. Ci vogliono stalkerizzate dallo Stato armato a puntino che legifera per tekno sorveglianza così da poter dare la caccia alle persone, donne o uomini che siano, che criticano il potere. Altro che “sicurezza”.

Vogliono talmente le donne “sicure” al punto da discutere con gli antiabortisti come meglio metterci in “sicurezza”, ovvero in galera se solo pensiamo di abortire (vedi congresso famiglie fine marzo). La sicurezza per noi? Il reddito, la casa, poter dire di No senza essere stuprate e uccise. E di quante altre cose avremmo bisogno per potere essere “sicure”. Di strumenti legislativi a garanzia di diritti.

L’industria del salvataggio delle persone indifese è da sempre quella che guadagna di più: le donne sono solo alcune tra queste. Pensate a quanti milioni di euro servano a pagare le telecamere di sicurezza. Chi le vende? Chi ha ricevuto l’appalto? A chi vanno i soldi dello Stato, cioè i nostri soldi? O pensate che dato che servono per la “sicurezza” a nessuno interessa come spendono i nostri soldi? A me interessa molto. Ad altri?

E sempre nella direzione della “sicurezza” la Lega ha accennato al fatto di garantire un’arma di difesa a chiunque. Le armi, il loro valore simbolico, il loro valore in denaro, ed ecco che vediamo le destre alleate in Europa (attent* alle europee) per far in modo che siano alleggerite le norme sulle autorizzazioni per le licenze di caccia, per il possesso di armi “per sport”, per difesa personale “per i commercianti” e per chissà chi altro. Alla fine quel che viene fuori è che esiste una lobby delle armi di cui parla l’Espresso questa settimana, e che in qualche modo simpatizza con i partiti di estrema destra italiani.

L’Espresso scrive:

Si chiama Firearms United, la Ong preferita dalla Lega di Matteo Salvini. Ha sede in Polonia, a Varsavia, e non soccorre migranti ma promuove il diritto ad armarsi. Hanno grandi progetti, quelli di Firearms United: puntano a diventare il braccio europeo della statunitense Nra (National Rifle Association). Anche la Ong polacca al pari degli amici americani, si è data una struttura da lobby e come tale si è accreditata a Bruxelles, all’Unione europea. Poca cosa, per ora. Un bilancio di poche migliaia di euro e un pugno di dipendenti, tutti volontari. Al primo impegno concreto, però, la lobby delle armi ha fatto subito centro. O almeno così affermano gli attivisti della Ong sul loro sito internet e nei social network.

La direttiva sulla vendita e il trasporto di armi varata dalla Commissione europea a giugno del 2017 si è infatti rivelata poco più che un buffetto sulla guancia per quella fetta di opinione pubblica che rivendica il diritto di difendersi da sé, eventualmente sparando. «Una nostra vittoria», ha esultato in Rete Firearms United, presieduta dal polacco Tomasz Stepien. La lotta continua, però. Con l’obiettivo di respingere gli assalti di quella che viene bollata come la “lobby disarmista”.

Anche la Lega combatte la stessa battaglia e in vista delle prossime elezioni europee, affiancata da Fratelli d’Italia, ha mobilitato uomini e mezzi per accaparrarsi i voti del popolo pro armi. È un’amicizia di lunga data quella tra i sovranisti e i sostenitori del libero sparo in libero Stato. Agli atti del Parlamento europeo c’è un emendamento del 2016 firmato da Salvini insieme ad altri quattro eurodeputati di partiti della destra populista, tra cui il Rassemblement National di Marine Le Pen e la tedesca Afd. Con il plauso di Firearms United e soci, il futuro vicepremier e ministro dell’Interno italiano aveva proposto all’assemblea di rigettare in blocco la proposta di direttiva. In Italia, quelle stesse regole sono state trasformate in legge dello Stato nel settembre dell’anno scorso, ma la nuova maggioranza gialloverde ha sfornato un testo il più possibile rispettoso delle richieste dei produttori e dei detentori di armi, che miravano a svuotare dall’interno, per quanto possibile, la riforma varata a Bruxelles.

In un Paese come l’Italia che a volte impiega anni e anni per adottare le norme europee, questa particolare direttiva è diventata una delle priorità del nuovo esecutivo. Nel giro di poche settimane dall’inizio della legislatura è così approdata in Parlamento una legge che ha allargato le maglie dei controlli decise a Bruxelles. È stata per esempio modificata, estendendola ad altre categorie, la qualifica di “tiratore sportivo”, cioè gli appassionati che ora potranno acquistare anche fucili d’assalto semiautomatici.

(…) Intanto, a soli sei mesi dall’approvazione lampo della direttiva, la Lega ha partorito un’altra novità accolta con favore dalla lobby delle armi. A fine marzo infatti, anche con i voti dei Cinque Stelle, il Parlamento ha varato una riforma della legittima difesa che amplia i confini della giustizia fai da te e di fatto funziona come un incentivo all’acquisto di pistole e fucili.

Non c’è da sorprendersi, allora, se Unarmi, l’associazione italiana che dichiara di “tutelare i diritti dei cittadini che posseggono legalmente armi”, ha fin qui salutato con favore le riforme varate dal governo. Del resto la stessa Unarmi, che fa parte di una sorta di alleanza internazionale sotto le insegne di Firearms United, l’anno scorso era finita sui giornali perché prima delle elezioni del marzo 2018 aveva sottoposto a Salvini, che l’aveva prontamente firmato, una sorta di contratto in cui il leader leghista si impegnava a difendere le ragioni “dei legali detentori di armi”. All’epoca il candidato premier della Lega promise anche la «ridiscussione delle regole europee» in materia. La scelta di campo del vicepremier non è una novità dell’anno scorso. (…)

La retorica della paura, però, fa comodo ai partiti a caccia di facile consenso. E gli interessi della politica qui finiscono per coincidere con quelli delle aziende. Imprese grandi e piccole che con la vendita di armi per la difesa personale provano a compensare il calo di fatturato dovuto alla diminuzione dei cacciatori.

L’articolo prosegue su L’Espresso e parla di candidati politici che rappresentano direttamente l’industria delle armi.

Insomma, quando parliamo di sicurezza, esattamente, di che parliamo? Della sicurezza di chi?

—>>>Dalle pagine de L’Espresso: sono 8,6 milioni le armi detenute da civili in Italia. 1,1 milioni di porto d’armi rilasciati. Allora quanto vi sentite al sicuro?

 

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