Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Non ho allattato e me ne vanto!

Lei scrive:

Avevo già scarse intenzioni di allattare mio figlio. L’ho fatto ma è durata tre settimane e poi il latte puff è scomparso. Quando l’ho detto a mia madre si è messa a strillare. “Bisogna attaccare il bambino che tira e tira fino a quando il latte non ritorna… è un miracolo”. Allora ho detto che evidentemente io non ero una miracolata e che il bambino pur se attaccato al capezzolo finiva per addormentarsi dopo due secondi. A quel punto è partita l’inchiesta. Forse io avevo un liquido malefico per farlo addormentare. Forse lo ipnotizzavo per ammansirlo. Forse, forse, forse. In ogni caso era colpa mia.

Io non volevo allattare mio figlio e il latte era morto. Che bello, pensavo. Se tutto fosse così allora basta che io dica “non voglio” e tutto smette. Tipo che non voglio più restare incinta o che non voglio più avere le mestruazioni o che non voglio essere donna. Perché questo impiccio doveva toccare solo a me? Mio marito se la rideva, conoscendo il mio senso dell’umorismo non se la prendeva più di tanto e poi è corso in farmacia a prendere il latte in polvere e ha cominciato ad aggeggiare preparando i biberon. Per lui era stata una liberazione. Vai, vai, diceva. E io uscivo tranquilla mentre lui si intratteneva con il bambino in braccio.

L’ho detto a mia madre e lei subito “allora l’hai fatto per lui… quando si fanno figli non si deve pensare al bene del marito ma del figlio… hai capito?”. E io mi chiedevo che male avevo fatto nella vita. Chi me l’aveva mandata una madre così? Immaginavo lei mentre mi diceva di succhiare per forza per farle venire il latte e pare ci sia riuscita e che mi abbia allattata per più di un anno. Ma io non volevo allattare e non pensavo neppure fosse una cosa vitale. Abbracciavo mio figlio, non lo facevo sentire solo, dunque perché dipendere dai suoi tempi di allattamento?

E quando ho lasciato un commento sotto un post di una signora che si dannava l’anima perché non riusciva ad allattare apriti cielo. Per poco non mi condannavano al rogo. Ma insomma, questo figlio l’ho tenuto dentro per nove mesi, l’ho partorito con dolore e avrei anche dovuto allattarlo? Ma perché? Ed eccole tutte quante quelle che si improvvisavano pediatre e specialiste in allattamentologia. Su facebook i più cattivi erano gli uomini: ci sono legami… e poi sei un’egoista… volevi tempo per te.

Ma si, certo. Volevo tempo per me e nessuno avrebbe potuto dirmi di allattare se non volevo e se oltretutto non potevo. Non mi sentivo meno donna e meno mamma. Poi un giorno mio marito disse che ‘sta cosa dell’allattamento forzato veniva usato anche per dire che le coppie gay non avrebbero mai potuto crescere un figlio. Dunque c’era chi usava l’allattamento come argomento omofobo così come usava molti altri obblighi materni per la stessa ragione. Ma farsi un po’ di stracazzi loro?

Vi dico quello che è successo a me: mentre io non allattavo sono riuscita a laurearmi, mio marito ha cresciuto quel bambino con una cura e un’attenzione senza fine. Chi dice che sono le mamme a dover fare tutto? Lui aveva più attaccamento alla cura di quanto ne abbia mai avuto io e questo lo sapeva dall’inizio. Perciò quando gli ho detto che ero incinta mi ha tranquillizzata e ha detto “ci penso io… non ti preoccupare”. Poi ho trovato lavoro, mio marito si è messo in aspettativa e quel figlio è cresciuto. Non è traumatizzato, non mi pare abbia in odio le mie tette e tutto va avanti in armonia con la sola nota stonata di mia madre che pensa che ci sia lo zampino del diavolo. Ma alla fine il punto è questo: allattare non è obbligatorio per legge e se prima era indispensabile perché non c’era da mangiare e i figli bisognava pur nutrirli oggi non è più così. Non per tutte. Per me non lo è stato.

Dunque chiariamo che questa cosa dell’allattamento obbligatorio è una faccenda di classe e genere e che non solo ha costretto tante donne a sentirsi più donne o meno donne a seconda del bisogno ma che ad allattare i figli delle ricche erano le balie che di fatto non avevano legame materno con quei bambini.

Il fatto che oggi vi siano donne che possono evitare di allattare è un diritto. Non serve sfruttare un’altra donna ma c’è il latte in polvere e poi quello post svezzamento di altri mammiferi. Allora ditemi perché io avrei dovuto sentirmi in colpa per il fatto di non aver allattato mio figlio. Io non mi senso in colpa. Le altre facciano come vogliono ma evitino di enunciare leggi universali su preferenze individuali.

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