Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

#Olanda – Il gruppo di “cristiane femministe” all’attacco contro le sex workers

Articolo di Kuba Shand-Baptiste

In lingua originale QUI. Traduzione di Ilga del Gruppo Abbatto i Muri.

Il gruppo “femminista” che preme per ottenere ad Amsterdam nuove leggi contro il sex work ha sbagliato tutto. 
È solo una crociata moralista (tesa a tutelare la virtù) mascherata da preoccupazione, tra l’altro condotta da persone che non capiscono ciò di cui dicono di volersi occupare.

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E’ una favola vecchia come il tempo: una recessione economica porta alla povertà e subito il populismo di destra mira a sfruttare il momento, ponendo immediatamente sotto pressione i diritti di chi sta ai margini.
Lo vediamo ogni giorno, da una dilagante indifferenza nei confronti della persecuzione dei gruppi minoritari, agli attacchi contro chi è già vulnerabile: persone di colore, i poveri, la comunità lgbt+, i musulmani, i disabili. E soprattutto, in questa lista di gruppi storicamente presi di mira, i/le sex workers.

I Paesi bassi hanno sempre più abbracciato l’estrema destra negli ultimi anni, grazie alla forte influenza del Freedom Party di Geer Wilders e alla crescente popolarità del partito Forum for Democracy (FVD) di Thierry Baudet.

  • Oltre a questo si è verificata una spinta destrorsa a forzare la regolarizzazione (leggasi “sanzioni”, “schedature” “iper-controllo” per stanare immigrati da buttare fuori. quindi non se ne parla in termini di diritti) dell’industria del sex work. E’ possibile vederne gli effetti, per esempio, nella diminuizione del 46% del numero di bordelli legali da quando l’industria è stata legalizzata. Se “legalizzazione sta per persecuzione e marginalizzazione delle persone migranti gli effetti sono ovviamente intuibili.

Lo scorso mese, durante i giorni in cui i FVD hanno ottenuto la maggioranza dei voti nelle elezioni provinciali olandesi, battendo il primo ministro Mark Rutte del partito Freedom and Democracy per la maggioranza dei seggi della Camera alta del parlamento, è stato confermato che i tour nel distretto a luci rosse di Amsterdam cesseranno nel 2020.

Proud, organizzazione olandese delle sex workers, si preoccupa che questa mossa possa portare gente, priva di una guida attenta  e consapevole, ovvero quella stessa gente che non “sa come comportarsi o quali siano le regole del gioco” nel distretto, vagando e “guardando come allocchi le donne dietro le vetrine e facendo foto”, ostacolando di fatto gli affari per le lavoratrici.

Adesso, un mese dopo, un altro attacco all’industria del sex work sta per arrivare, questa volta dalle mani del movimento giovanile cristiano “femminista” Exxpose.

Spinte dall’ansia per un eventuale aumento di vittime di tratta conseguente alla domanda di prostituzione, hanno lanciato la petizione ‘I Am Priceseless’ (Io non ho un prezzo), che ha ottenuto circa 42000 firme, la quale pone la compravendita del sesso al centro di una discussione che si terrà in parlamento questa settimana. Da chiarire che moralismo e razzismo si incontrano ben volentieri quando il terreno politico sul quale muoversi è lo stesso.

Il collettivo di femministe cristiane afferma che, nonostante le implicazioni della decriminalizzazione, ampiamente riconosciute come positive, (specialmente per quanto riguarda la sicurezza delle sex workers), spingere per ottenere leggi più aspre sia il modo migliore per affrontare la situazione.

Il gruppo vuole prendere di mira i clienti con alcune nuove regole, ma questo è solo un altro approccio del tipo “prima attacca le sex workers, e poi chiedi (se è quello di cui hanno davvero bisogno)”, approccio comune tra quelli che si vantano di difendere i diritti delle donne mentre di fatto rifiutano di ascoltare quei gruppi di donne che professano di proteggere.

Anche se, come numerosi studi hanno dimostrato, il tasso di “abusi sessuali e stupri” è calato di più del 40 percento nelle “tippelzone” olandesi, le aree legalmente designate per le sex workers.

Questi approcci iper semplificati e moralisti a una questione tanto complessa quanto la richiesta secolare di sesso a pagamento, sono un desiderio della gente di autopromuoversi come moralmente superiori in contrasto a un problema che loro credono sia necessario risolvere. Si tratta di “Problemi” (quelli individuati dalle crociate) che in realtà non fanno che rendere più dura l’oppressione già esistente.

E’ possibile riscontrare tali atteggiamenti “politici” anche nel femminismo transfobico, o quando la classe di lavoratori bianchi si identifica più facilmente con i famosi politici ricchi razzisti piuttosto che con la working class della gente di colore. In alcuni livelli, possiamo riconoscere che le nostre battaglie contro l’oppressione condividono numerosi aspetti simili, ma scegliamo di parteggiare con le istituzioni per paura di essere i prossimi sotto attacco o di essere attaccati più duramente.

E’ un problema che pone al centro di tutto la “virtù” spacciata per preoccupazione. E crociate simili sono guidate da persone che sostengono cause che non capiscono e che, anzi, grazie ai loro sforzi, finiscono per rendere le cose peggiori per quei soggetti, quelle persone, che infine vengono ridisegnate in quanto astratte figure di vulnerabilità.

Ma questa questione non è e non sarà mai così semplice. Non si può semplicemente dire che “le sex worker (solo se) vittime di tratta sono buone” e “le sex worker che scelgono di esserlo sono cattive”.

Non si tratta di una reale volontà di aiutare le vittime di tratta; se così fosse: l’allarmismo e la spinta verso un sex work reso ancora più clandestino sarebbero l’ultima scelta razionale da fare.

Questo riguarda persone reali, anche se le loro vite portano a sentieri che pochi possono immaginare. Così semplice come è per chi non si rende conto del fatto che seguire l’esempio di movimenti come questi significa ignorare quanto complessa sia la questione.

Si spera che la petizione di Exxpose non vada lontano. Ma, vedendo come sia in crescita l’approccio aggressivo al sex work nel mondo, ho paura che potrebbe avere molto seguito.

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