Antisessismo, Critica femminista, R-Esistenze

Congresso Famiglia #Verona – La farsa continua: Il patrocinio del Ministro Fontana è giuridicamente inesistente

A seguito delle dichiarazioni di Conte sul ritiro del patrocinio al Congresso delle Famiglie di Verona, credevamo la questione fosse chiusa. E, invece, è di poche ore dopo la notizia del patrocinio del Ministro Fontana, tutt’ora visibile sulla homepage del Congresso, un evidente gesto di forza e sfida verso le associazioni e i cittadini che nei giorni scorsi si erano mobilitati contro la concessione del patrocinio.

Ora, la questione del patrocinio è stata grottesca fin dall’inizio. Ma pare che questo Governo non abbia ancora finito di stupirci.

La concessione del patrocinio da parte di Fontana è infatti nulla, sembrano esserci pochi dubbi al riguardo. Il Ministro della Famiglia è un Ministro senza portafoglio, il che significa che non ha un ministero alle sue dipendenze. In questo senso “dipende” dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e di conseguenza può concedere il suo patrocinio solo attraverso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ovviamente, il Ministro ne era al corrente fin dall’inizio. Il Patrocinio contestato, infatti, era quello della Presidenza del Consiglio cui aveva scaltramente aggiunto la dicitura “Il Ministro per la Famiglia e le Disabilità”.

Dopo il dietrofront di Conte, il Ministro ha dunque deciso di fingere di concedere il suo patrocinio, riportando sul sito del Congresso il logo presente sulla sua carta intestata (sic!).

Come spiega Nausica Palazzo, una delle promotrici dell’appello dei 246 giuristi per la revoca del patrocinio, a questo punto “esistono due ipotesi: la prima, quella più accreditata, porta ritenere il patrocinio nullo, in quanto manca una competenza in materia di rilascio che per i ministri senza portafoglio spetta soltanto alla Presidenza del Consiglio. La seconda, meno plausibile, è che il logo sia illegittimo. Pur volendo concedere che il Ministro della Famiglia abbia una competenza in materia di rilascio del patrocinio, esiste una procedura puntualmente disciplinata con circolare che il Ministro non ha rispettato. Per le iniziative private, come il Congresso delle Famiglie, la procedura prevede: (1) che il “ministero” o “dipartimento” richieda un nulla osta alla Presidenza del Consiglio almeno due mesi prima; (2) l’avvio di un’istruttoria della Presidenza sulla serietà dell’iniziativa; (3) la richiesta da parte della Presidenza di un parere alla Prefettura; (4) l’eventuale rilascio del nulla osta”.

Di conseguenza, nel migliore dei mondi possibili il patrocinio è illegittimo e annullabile, essendo stato concesso in maniera estemporanea anziché nei limiti di legge. Nel peggiore è invece nullo, e di conseguenza è come se non esistesse. Apprezziamo dunque gli sforzi del Ministro a dimostrare il suo sostegno all’iniziativa, se non fosse che quel logo è pura carta straccia.

—>>>Per conoscere il programma del Congresso e le iniziative antisessiste organizzate da Non Una Di Meno leggete QUI.

 

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