La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Sono la mamma di un ragazzo accusato di stupro e dico basta!

Questa è una lettera particolare che noi abbiamo inserito nella categoria delle #beddamatresantissime. Poi diteci che ne pensate.

Lei scrive:

Salve Abbatto i Muri. Vi scrivo perché mi sento chiamata in causa ogni volta che si parla di un ragazzo accusato di stupro. Io e mio marito ne abbiamo abbastanza di tutte le accuse delle femministe e spero che non cestinerete questa lettera solo perché non sono d’accordo con voi. Il punto è questo: due anni fa, quando mio figlio aveva sedici anni, un gruppo di bulli l’ha picchiato e mandato all’ospedale. Abbiamo chiesto il perché e lui non ha voluto dire niente. Poi abbiamo saputo che la mandante, se così si può dire, era una ragazza anche lei sedicenne che lo aveva accusato di averla molestata. Nessuno si è premurato di capire se fosse vero oppure no e d’altronde lei non lo aveva denunciato alla giustizia ma si era affidata a questo branco di violenti che ha inferto sul corpo di mio figlio ferite permanenti.

Le cose sono andate così. Una sera ad una festa mio figlio si è avvicinato a lei. Hanno parlato, poi si sono appartati e baciati e ad un certo punto lei ha detto che voleva andarsene. Mio figlio ha insistito un po’ ma poi se ne è andato e non ha fatto niente che possa essere visto come violenza. Era un semplice ragazzo che ci provava con una ragazza. Lei dice che mio figlio l’ha seguita anche sulla pista da ballo e così lei si è rivolta ai suoi amici e quelli lo hanno picchiato. Avremmo dovuto denunciarli per aggressione ma mio figlio non ne ha voluto sapere e quindi tutto è rimasto in sospeso. Voi direte che lui ha agito così perché si sentiva davvero colpevole ma allora perché non dircelo?

Qualche mese dopo lui conosce una ragazza e cominciano a frequentarsi e subito lei viene contattata da quei bulli che le dicono di stare attenta perché lui è un molestatore. La ragazza chiede spiegazioni, mio figlio le dice tutto ma lei non ci crede e dunque lo lascia. Su facebook mio figlio viene descritto come uno stupratore e i pettegolezzi son diventati una persecuzione.

Quello che so è che mio figlio non può più vivere e mi dice che avrebbe preferito essere messo sotto processo per essere assolto o condannato, ma almeno la cosa avrebbe avuto una fine. Invece la sua condanna è destinata a non finire mai. Noi non disponiamo di grandi somme altrimenti lo avremmo mandato all’università all’estero, per permettergli di rifarsi una vita e ricominciare da capo. Perciò non sappiamo come aiutarlo e se per caso interveniamo per chiedere ai bulli di smettere ci minacciano di venire a dare fuoco alla nostra casa. Io posso assicurare che non difendo gli stupratori e che ho insegnato a mio figlio il rispetto per le donne. Voi direte che il mio giudizio è condizionato dall’affetto materno ma vi giuro che non è così. Il fatto è che non sappiamo cosa fare e mio figlio resta in questo purgatorio eterno senza sapere che fine farà.

Io e mio marito siamo preoccupati per lui, temiamo possa fare qualcosa di stupido e tentare il suicidio. Lui esce poco, non si stacca dal computer e sta piegato sui libri senza socializzare. E’ figlio unico e non ha un coetaneo con il quale confidarsi. Si rifiuta di andare in terapia e dice che non è malato e che in terapia dovremmo andarci noi se lo desideriamo. Di colpo perciò mi sento in questo limbo senza accuse e difese e non so cosa fare. Forse sbaglio, può essere che sono cieca e che mio figlio ha sbagliato veramente, ma allora perché non condannarlo apertamente invece di usare sotterfugi e pettegolezzi che gli stanno rovinando la vita?

Capisco quello che dite quando condannate le famiglie che difendono gli stupratori ma d’altro canto qualunque cosa noi facciamo o diciamo a lui resta questa macchia senza che l’accusa sia mai stata formalizzata. Il suo è un fine pena mai che gli procurerà molti problemi. Io vorrei tanto sapere in questi casi cosa suggerite di fare. Voi siete sempre con le vittime ma se la vittima è mio figlio cosa siete disposte a dire? Se mio figlio è vittima di una mentalità maschilista che voi stesse condannate, quella del branco che picchia per salvare la ragazza indifesa, cosa si può fare? Come si fa ad uscire da questo purgatorio? Ditemelo, per favore, perché non ne posso più. Mio figlio non ne può più.

Anonima

 

—>>>QUI una lunga discussione e tanti commenti alla lettera su facebook.

 

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2 pensieri riguardo “Sono la mamma di un ragazzo accusato di stupro e dico basta!”

  1. Se suo figlio non ne ha voluto sapere di sporgere denuncia per aggressione secondo me è perché ha qualcosa da nascondere, forse teme una denuncia lui stesso.
    Ma questo è solo un mio pensiero, sulla base dei pochi elementi che lei ha fornito.

    La cosa invece utile da fare ora, è andare da un terapista e questo va al di là di chi abbia torto o ragione nella molestia o nei pestaggi.
    Se suo figlio non ne vuole sapere, non importa, che ci vadano i genitori perché non saper gestire la situazione, qualsiasi essa sia, rischia di fare più danni della situazione stessa. Questa madre, questa persona, sta male perché non accetta l’idea che il figlio possa aver fatto qualcosa, non accetta che il figlio possa subire una situazione umiliante (non sto parlando di colpe o meno).
    Deve andarci per se stessa principalmente e così poi sarà in grado di comprendere e aiutare anche suo figlio, se vorrà essere aiutato.
    E non serve andare all’estero, ci sono tante università italiane. Sparire dai social aiuta, un’università in una grande città anche.
    Ma più di tutto aiuta una famiglia che possa aiutare a sostenere un peso giusto o ingiusto senza esserne sopraffatta.

  2. Quello sopra è il consiglio che do e che ti chiedo di far avere alla signora.

    Quello che penso, invece, è che a volte con un figlio unico è facile cadere nella trappola dell’idealizzazione. Un genitore di figlio unico vede suo figlio solo rapportarsi ai genitori, il rapporto con i coetanei non lo osserva direttamente ma solo attraverso le parole del figlio stesso.
    Questi genitori si fidano totalmente del figlio. Forse fanno bene, forse fanno male, ma in ogni caso, dalle parole che ho letto, non dubitano di lui e questo è pericoloso, perché è un ragazzo, non un adulto.
    Non lo so, d’istinto mi viene da pensare che questo figlio non sia l’angelo.che la.madre dipinge, ma se nel.racconto cambiassimo i generi? Se fosse una figlia accusata di molestie? Avrei la stessa opinione?
    Spero in ogni caso che la signora accetti di farsi aiutare, per non aggiungere dolore alla situazione.

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